C'è un fenomeno in costante crescita che riguarda sempre più adolescenti e sul quale i medici invitano a non abbassare la guardia. Si tratta dell'autolesionismo, o cutting quando consiste nel procurarsi tagli sulla pelle: un comportamento con cui alcune persone cercano di gestire un dolore emotivo intenso provocandosi volontariamente ferite. È un segnale di sofferenza psicologica che richiede ascolto, supporto e un aiuto adeguato.

«Arrivano in studio con felpe a maniche lunghe anche a giugno. E quando chiedo di scoprirsi, esitano». A mettere a nudo questa emergenza è stato un recente approfondimento del Corriere del Veneto, che ha raccolto la testimonianza sul campo del dottor Simone Piovesan, dermatologo di Oderzo con oltre vent'anni di esperienza. Nel suo ambulatorio la pelle è diventata la mappa su cui si consuma un disagio sempre più diffuso tra i giovanissimi, esploso soprattutto dopo il Covid. I dati clinici parlano chiaro: le stime internazionali indicano che dal 13% del periodo pre-pandemico si è arrivati oggi a sfiorare il 20%. In poche parole, significa che quasi un ragazzo su cinque si provoca intenzionalmente ferite fisiche per cercare un momentaneo sollievo emotivo.



«Dottore, è solo un'allergia»: le scuse che nascondono il fenomeno del cutting

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I genitori portano i figli dal dermatologo convinti di dover curare una dermatite aggressiva o un po' di stress da esami. La felpa oversize cade e la realtà spiazza tutti: il punto è che il fenomeno del cutting è diventato una risposta (sbagliata) a una pressione emotiva insopportabile. Il dolore fisico anestetizza la mente, focalizzando l'attenzione su una ferita concreta che fa sparire per qualche secondo il caos interiore. Come spiega lo stesso dottor Piovesan sul quotidiano, si tratta di «un comportamento intenzionale di provocarsi dolore fisico per ottenere un sollievo emotivo temporaneo». Il dolore fisico crea un'illusione istantanea che anestetizza la mente dal caos interiore. Il problema è il dopo: «Subentra, poi, un senso di colpa fortissimo. E quest'ultimo aumenta il disagio, alimentando nuovi episodi». Si innesca così un vero e proprio circolo vizioso in cui si intrecciano «autocritica, quando il ragazzo non accetta il proprio corpo, ricerca di attenzione e autopunizione».


Quando anche una felpa a luglio può nascondere un disagio

Questo fenomeno non riguarda quasi mai chi è visibilmente "problematico". Anzi, come sottolinea il dermatologo, questi adolescenti «non necessariamente sono fragili o problematici in apparenza. Spesso sono curati, bravi a scuola, inseriti in contesti familiari stabili. Ed è proprio questo che inganna». Una perfezione apparente che porta i genitori a non accorgersene o a minimizzare, pensando sia solo una «fase adolescenziale». Nel frattempo, nascondersi diventa un lavoro a tempo pieno, scandito da «ferite frequenti, spiegazioni incoerenti e indumenti scelti non per stile, ma per occultamento». In questo percorso, il medico gioca un ruolo chiave: «Non cura il disagio psicologico, ma spesso lo intercetta per primo». E il momento decisivo non è la visita in sé, ma l'anamnesi del racconto: «Capire quando compaiono le lesioni, come evolvono, se sono simmetriche, se il racconto è coerente: è fondamentale. Spesso sono proprio le incongruenze a far emergere il sospetto».

Per questo riconoscere quei segnali e parlarne il prima possibile può fare la differenza. Perché dietro una ferita sulla pelle, a volte, c'è un dolore che ha bisogno di essere ascoltato prima ancora che curato.

A chi rivolgersi per chiedere aiuto

Se stai leggendo queste righe e ti trovi ad attraversare un momento buio, se senti il bisogno di farti del male per far tacere il dolore che provi dentro, sappi che non sei solo e che chiedere aiuto è il primo vero atto di coraggio. Parlare con qualcuno non significa mostrarsi deboli, ma iniziare a stare meglio. Esistono servizi del tutto gratuiti e anonimi pronti ad ascoltarti a qualsiasi ora: puoi chiamare il Telefono Amico Italia al 02 2327 2327 (o via WhatsApp al 324 011 7252), il 114 Emergenza Infanzia o il Telefono Azzurro al 19696. Confidarti con una persona cara, un insegnante, il medico di base o uno psicologo può davvero cambiarti la vita.

Se vuoi approfondire il tema ascoltando testimonianze e riflessioni di esperti c'è un contenuto audio da salvare subito nelle tue playlist: Un vocale dal futuro, il podcast curato da Edizioni Erickson. È un viaggio in pillole che affronta il malessere giovanile e l'autolesionismo senza tabù aiutando ragazzi, genitori, amici e l'intera società a decodificare da dove parte davvero quel peso sul petto.