Davanti a certe scene, è davvero difficile credere che il bene prevarrà (eppure dobbiamo farlo). Difronte ad alcune immagini che circolano in questi giorni viene da chiedersi fino a che punto possa arrivare la cattiveria umana, la voglia di sopraffazione e la mancanza di empatia. Non possiamo, però, voltarci dall'altra parte, far finta di non vedere e proprio per questo è cruciale parlare degli episodi di razzismo che stanno avvenendo al confine tra Ucraina e Polonia dove ai rifugiati neri e di colore viene negato l'accesso. Il razzismo sembra non morire mai, nemmeno sotto i bombardamenti, nemmeno quando la solidarietà dovrebbe prevalere.
Nei giorni scorsi hanno cominciato a circolare delle testimonianze di persone nere e di colore bloccate ai confini mentre cercavano di lasciare l'Ucraina per mettersi in salvo. Si tratta di persone residenti nel Paese, migranti africani, persone di origine indiana, araba e siriana. Secondo Al Jazeera ci sarebbero almeno 4.000 studenti nigeriani in Ucraina che ora stanno tentando di scappare. Korrine Sky, una studentessa che ha aiutato a coordinare le vie di fuga per centinaia di studenti africani ha riferito a Insider che le persone non bianche faticano a salire sugli autobus diretti al confine. «In pratica non consentono ai neri di salire sugli autobus. Stanno dando la priorità agli ucraini. Questo è quello che dicono», ha spiegato.
«Attualmente siamo al confine tra Ucraina e Polonia», ha scritto su Twitter uno Nze, uno studente africano che ha condiviso dei video della polizia che minacciava le persone non bianche rifiutandosi di fargli oltrepassare il confine. «La loro polizia e l'esercito si sono rifiutati di far passare gli africani, consentono l'ingresso solo agli ucraini. Alcuni hanno dormito qui per 2 giorni sotto questo freddo torrido, mentre molti sono tornati a Leopoli», ha scritto. Lo stesso ha confermato la giornalista della BBC Stephanie Hegarty. «Una studentessa di medicina nigeriana al confine tra Polonia e Ucraina mi ha detto che ha aspettato 7 ore per attraversarlo», ha twittato Hegarty, «dice che le guardie di frontiera stanno fermando i neri e li stanno rimandando in fondo alla fila, dicendo che devono lasciare che gli "ucraini" attraversino per primi».
Dopo che i collegamenti aerei sono stati interrotti è diventato estremamente difficile lasciare il Paese. L'unica soluzione è salire sui treni gratuiti messi a disposizione per la fuga, ma le testimonianze raccontano di una gerarchizzazione razziale messa in atto per salire a bordo: prima i bambini seguiti dalle donne bianche, poi gli uomini bianchi e solo dopo le persone di colore. «È ovvio che noi africani siamo considerati esseri inferiori», ha scritto su Twitter Nze che ora è finalmente riuscito a passare il confine.
La situazione è drammatica: al confine ci sono moltissime persone bloccate al freddo in attesa di potersi mettere in salvo. «Siamo stati qui all'aperto da mezzanotte», ha scritto su Twitter uno studente indiano, «Sono le 8.30 ora, la temperatura è scesa a -5°C, al posto di blocco ucraino non ci lascia passare, gli altri stranieri invece possono andarsene». L'Unione Africana ha esortato tutti i Paesi a rispettare il diritto internazionale e a offrire assistenza a tutti coloro che fuggono dalla guerra, indipendentemente dalla loro razza. Intanto la pagina Twitter @UkraineLeaving sta cercando di coordinare le informazioni per le persone africane in Ucraina e sta chiedendo l'intervento della Croce Rossa, di Medici Senza Frontiere dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. «In tutti i miei anni da attivista, non ho mai visto niente del genere», ha detto all'Independent Osarumen, un cittadino nigeriano che vive in Ucraina dal 2009, «Quando guardo negli occhi coloro che ci allontanano, vedo un razzismo iniettato di sangue. Vogliono salvarsi e nel processo stanno perdendo la loro umanità».













