Lo skyline di New York, nelle ultime ore, è tornato a tingersi di grigio. Il motivo non è la nebbia, ma il fumo degli incendi che stanno interessando vaste aree del Canada e che, trasportato dai venti, ha raggiunto il Nord-Est degli Stati Uniti, peggiorando sensibilmente la qualità dell'aria. Le correnti atmosferiche possono infatti trasportare le particelle prodotte dagli incendi per centinaia o addirittura migliaia di chilometri. Le autorità sanitarie hanno invitato la popolazione a limitare il tempo trascorso all'aperto, soprattutto bambini, anziani e persone con patologie respiratorie.
Anche se le immagini arrivano da oltreoceano, è una situazione che non riguarda soltanto gli Stati Uniti. Ogni estate anche l'Italia deve fare i conti con gli incendi boschivi e con il fumo che può raggiungere città e località molto lontane dai roghi, compromettendo la qualità dell'aria per giorni. Per questo sapere come proteggersi è sempre più importante.
La prima priorità resta quella di proteggere i polmoni. Quando il fumo è particolarmente intenso è consigliabile limitare l'attività fisica all'aperto, restare in casa il più possibile, tenere porte e finestre chiuse, utilizzare un purificatore d'aria o l'aria condizionata in modalità ricircolo e, se è necessario uscire, indossare una mascherina FFP2 o KN95, in grado di filtrare una parte significativa delle polveri sottili.
Ma il fumo non mette alla prova soltanto l'apparato respiratorio. Anche la pelle può risentire dell'esposizione a un'aria ricca di particelle inquinanti.
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Cosa succede alla pelle quando c'è il fumo degli incendi
Le ricerche sugli effetti del fumo degli incendi sulla pelle sono ancora limitate, ma gli studi disponibili suggeriscono che questo tipo di inquinamento possa aumentare irritazioni, arrossamenti e riacutizzare condizioni come eczema e psoriasi.
Le particelle microscopiche presenti nel fumo possono depositarsi sulla superficie cutanea e alterare il film idrolipidico, favorendo la perdita di acqua. Il risultato è una pelle che può apparire più secca, sensibile, pruriginosa o con un colorito spento.
Se l'esposizione si prolunga per diversi giorni, la barriera cutanea può indebolirsi ulteriormente. Questo rende la pelle più vulnerabile agli agenti esterni e, in alcune persone, può favorire infiammazione, pori ostruiti e comparsa di imperfezioni.
Il fumo favorisce inoltre la formazione di radicali liberi, responsabili dello stress ossidativo, un processo che nel tempo può accelerare l'invecchiamento cutaneo degradando il collagene.
Naturalmente, un episodio occasionale non provoca questi effetti da un giorno all'altro. Tuttavia, quando la qualità dell'aria peggiora per più giorni consecutivi, adottare qualche accorgimento può aiutare la pelle a difendersi meglio.
Come proteggere la pelle quando l'aria è piena di fumo
Rafforzate la barriera cutanea
La skincare dovrebbe avere un solo obiettivo: mantenere la barriera cutanea il più possibile integra. Preferite creme contenenti ceramidi, glicerina, acido ialuronico e squalano, ingredienti che aiutano a trattenere l'idratazione e a rafforzare le difese naturali della pelle.
Detergere delicatamente il viso
Al rientro a casa è importante eliminare le particelle di fumo e smog che possono depositarsi sulla pelle. Meglio però scegliere un detergente delicato, evitando formule troppo aggressive che rischiano di compromettere ulteriormente la barriera cutanea.
Non dimenticate la protezione solare
Anche quando il cielo appare opaco a causa del fumo, i raggi UV continuano a raggiungere la pelle. Per questo è importante continuare ad applicare una protezione solare con SPF 30 o superiore, soprattutto se si trascorre del tempo all'aperto.
Indossate una mascherina anche per la pelle
Una mascherina FFP2 o KN95 non protegge soltanto le vie respiratorie: limita anche il contatto diretto di parte delle particelle inquinanti con il viso, contribuendo a ridurre il rischio di irritazioni. Se possibile, anche un cappello a tesa larga e abiti che coprono maggiormente la pelle possono offrire una protezione aggiuntiva.
Se vi trovate in una zona interessata dal fumo
Che siate a New York, in vacanza in Grecia o in una località italiana vicina a un incendio boschivo, la regola è la stessa: riducete al minimo l'esposizione quando la qualità dell'aria è compromessa, seguite le indicazioni delle autorità locali e, se soffrite di asma, allergie o altre patologie respiratorie, prestate ancora più attenzione.
Le immagini di New York ricordano quanto il cambiamento climatico e gli incendi abbiano ormai effetti che vanno ben oltre le aree colpite direttamente. E sapere come proteggersi può fare la differenza ovunque ci si trovi.











