Londra, 28 gennaio 2020 – I ricercatori europei hanno scoperto che adottare un sistema di gestione del terreno promiscuo noto come agroforestazione (o agricoltura forestale) – che unisce coltura agraria e attività zootecniche – può favorire in modo significativo la riduzione del rischio di incendi nelle aree del Mediterraneo.
Gli incendi incontrollati minacciano la vegetazione naturale, la biodiversità, le comunità, le economie e le vite tramite il rilascio di grandi quantità di anidride carbonica, contribuendo così al riscaldamento globale e rendendo più urgente la necessità di trovare modi di controllarli.
Studiando i dati raccolti in un decennio, i ricercatori hanno analizzato il rapporto tra l’incidenza degli incendi e l’utilizzo del suolo (tra agroforestazione, boschi, macchie e praterie). L’agroforestazione, che occupa il 12% della superficie, è legata solamente al 6% di incendi, mentre la macchia – che costituisce il 16% - è stata colpita dal 41% degli incendi (questi dati sono basati su due documenti dell'Unione europea: Lucas, its Land use and land cover survey, e l’European Forest Fire Information System, Effis, 2008-2017).
Paul Burgess, studioso di ecologia e di gestione del raccolto alla Cranfield University nel Regno Unito sostiene che “Le aree arbustive erano a rischio di incendio maggiore laddove la terra non è gestita oppure utilizzata proattivamente, questo a causa dell’aumento di vegetazione secca che fa da carburante per gli incendi”.
Migliorare il lavoro
“L’agroforestazione può ridurre il rischio di incendi incoraggiando le attività rurali così come l’allevamento e il pascolo del bestiame può favorire la rimozione di parti di vegetazione secca. Considerando l’effetto dei cambiamenti climatici in queste regione, questa è un’opzione di gestione del territorio che può condurre efficacemente alla riduzione del rischio d’incendio, alla protezione dell’ambiente e al miglioramento del benessere umano”.
Le zone occupate dai pascoli e quelli coperte di alberi incluse nel sistema dell’agroforestazione possono creare un habitat ricco nella varietà di specie, fornendo un introito annuale per gli agricoltori attraverso i prodotti dell'allevamento. Per liberarsi della vegetazione secca l’agroforestazione utilizza meno macchinari e combustibili fossili.
Il dottor Burgess, segretario del Farm Woodland Forum, ha spiegato al Climate News Network che l’agroforestazione potrebbe venire incontro a Paesi come l’Australia e il Portogallo nel far fronte al rischio di incendi.
Secondo Burgess: “I vantaggi dell’agroforestazione rispetto alle aree arbustive non gestite sono almeno tre. Innanzitutto incoraggia l’occupazione locale e la gestione del territorio che possono agevolare un responso iniziale più rapido. Poi, nella maggior parte dei sistemi di agroforestazione, la vegetazione intermedia che si trova tra chioma boschiva e suolo della foresta viene controllata, in questo modo riducendo il deposito di carburante. Infine, spesso i sistemi di agroforestazione contemplano aree libere dalla presenza di alberi, un altro elemento che può ridurre la diffusione del fuoco”.
“L’agroforestazione è un tipo di gestione del territorio che può efficacemente ridurre il rischio di incendi, proteggere l’ambiente e favorire il benessere umano”.
La percentuali di territorio bruciato nell’area studiata dal team da oltre dieci anni variava dallo 0,1% dell’area della Francia all’1-2% di Grecia, Cipro, Italia e Spagna, fino al 14% del Portogallo. I ricercatori hanno riportato i risultati in una pubblicazione sull’Agroforestry Systems.
L’abbandono della terra è un elemento importante nel rischio di incendi. In svariate parti del Mediterraneo l’invecchiamento della popolazione e l’estinzione della tradizione agricola e forestale hanno condotto alla diffusione di estese aree di territorio non gestite.
Questo ha condotto a un aumento della biomassa in decomposizione, ovvero materiale vegetale che si trasforma in combustibile facilmente innescato da eventi naturali come i temporali e le attività umane.
Tra gli altri suggerimenti per favorire la riduzione degli incendi, l’impiego della luce solare al posto del cherosene derivato dai combustibili fossili e la riduzione della dipendenza dall’uso di combustibili fossili tramite l’uso di batterie di nuova generazione.
Questo articolo viene ripubblicato qui è apparso originariamente sul sito Global news network come parte di Covering Climate Now, una collaborazione giornalistica globale per rafforzare la copertura della questione climatica.
Alex Kirby è un ex giornalista della BBC e corrispondente sull’ambiente. Ora lavora con le università, gli enti di beneficenza e le agenzie internazionali per migliorarne la comunicazione tramite media e con i giornalisti disposti a specializzarsi in giornalismo ambientale.













