In Europa, nel 2023, i casi di sifilide e gonorrea sono aumentati significativamente. In Italia, secondo il Centro Operativo AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità, i casi di gonorrea sono aumentati del 50%, quelli di clamidia del 25%, quelli di sifilide del 20%, soprattutto tra i più giovani. «L'aspetto più rilevante è il coinvolgimento giovanile, in particolare i giovani under 25», spiega infatti all'ANSA Barbara Suligoi direttrice Coa dell'Istituto Superiore di Sanità sottolineando che «la prevalenza della clamidia tra le ragazze di questa fascia d'età è del 7%, mentre sopra i 40 anni è appena dell'1%. In 3 casi su 4 l'infezione da clamidia è asintomatica, quindi molte ragazze non se ne accorgono». Le malattie sessualmente trasmissibili stanno aumentando e, se da un lato è vero che sono stati intensificati i programmi di screening per diagnosticarle, dall'altro l'OMS riporta un dato innegabile:i ragazzi usano poco, troppo poco, il preservativo.
Sesso non protetto
Secondo l'ultimo rapporto stilato dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS, realizzato nell’ambito dello studio Health Behavior in School-aged Children (HBSC) l'uso del preservativo è in calo rispetto agli anni passati. I ricercatori hanno intervistato oltre 242.000 quindicenni in 42 Stati. In base alle risposte, solo sei ragazzi su dieci hanno usato il preservativo durante l’ultimo rapporto sessuale. Tra il 2014 e il 2022 la percentuale di adolescenti che hanno utilizzato il preservativo nel loro ultimo rapporto è quindi scesa dal 70% al 61% tra i ragazzi e dal 63% al 57% tra le ragazze.
Non è facile capire le ragioni dietro a questo fenomeno. «Sicuramente negli anni Ottanta e Novanta la grande attenzione mediatica all’HIV ha in qualche modo portato consapevolezza sul tema, mentre adesso, con i progressi sui metodi di prevenzione e cura, gli adolescenti non percepiscono il rischio allo stesso modo», ha spiegato Suligoi al Post. E poi c'è la questione dell'educazione sessuale, che l'OMS cita come cruciale nella gestione del problema e che, in Italia in particolare, non è prevista obbligatoriamente nelle scuole. «Secondo l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore scientifico della Fondazione Italiana per lo studio e la Lotta alle Malattie Infettive Ets (FILMI) il problema è che la sessualità «rimane un argomento tabù, con scarsa informazione nella popolazione generale». «Molti giovani», spiega, «non sanno dove reperire informazioni accurate né dove eseguire i controlli necessari. Spesso non si recano regolarmente da specialisti come ginecologi o andrologi, e si affidano al web per informazioni, trovando fonti spesso inaffidabili e false». Mancano informazioni, ma manca anche e soprattutto la possibilità di un confronto, di una discussione propositiva sulla sessualità e l'affettività che non si limiti a un elenco di regole e divieti, ma costruisca una reale consapevolezza.












