Replicare il mood, l'ìconicità e il piglio comico de Il Diavolo Veste Prada era un'impresa apparentemente impossibile, ma David Frankel - il regista del sequel nelle sale italiane dallo scorso 29 aprile - è stato in grado di portare a casa un risultato eccellente.

Il Diavolo Veste Prada 2 (qui la nostra recensione) è una pellicola tutt'altro che perfetta, ma è un prodotto audiovisivo che ha reso omaggio a un passato sulla carta inarrivabile con garbo e senza scadere nel cringe, un traguardo tutt'altro che scontato. E voi siete riusciti/e a trovare tutte le citazioni del film originale del 2006?

Il Diavolo Veste Prada 2 è un film carico di fan service

Come c'era da aspettarsi, e com'era giusto che fosse, Il Diavolo Veste Prada 2 affronta il mutato contesto del mondo della moda e del giornalismo, ma senza dimenticare le sue origini. Esiste dunque una riscrittura della storia originale, con una Miranda Priestly cambiata rispetto al passato, senza dubbio meno ficcante, ma non per questo meno carismatica. Miranda Priestly (Meryl Streep) si è evoluta, così come ha fatto la sua sottoposta Andy (Anne Hathaway), senza però rinnegare chi è stata un tempo.

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La pellicola è un grande fan service, ed è quindi carico di riferimenti inseriti in modo intelligente, ma soprattutto sottile, rimanendo nascosti in un sottotesto che solo gli aficionados della prima ora potranno riconoscere. E questo, lasciatecelo dire, è bellissimo.

Lunga vita al Ceruleo!

La tonalità di blu, diventata iconica grazie al monologo al vetriolo della direttrice di Runway, domina il film, dal tappeto ceruleo a inizio film dove sfilano Miranda e Nigel (Stanley Tucci), ai manifesti dell'evento a cui prendono parte (con su scritto «Florals for spring»!) passando ovviamente per l'ultimo maglioncino indossato da Andrea, subito prima dei titoli di coda.

Quella maledetta scrivania

Anche se i tempi sono cambiati, e per fortuna negli uffici di Runway il clima sembra essere più disteso, piantonare la scrivania (e non poter andare in bagno) è rimasto un obbligo anche per il secondo assistente Charlie (Caleb Hearon).

Il look perfetto per gli Hamptons

A metà film, Andy si trova invitata ad un party esclusivo nella magione di Miranda nella zona esclusiva degli Hamptons, e deve trovare un look adatto all'occasione. Ecco dunque che Nigel la aiuta riportandola nel guardaroba di Runway. Sì, lo stesso degli indimenticabili stivali di Chanel!

Il fantasma di Nate e il ritorno di Lily

Una delle scelte più discusse e apprezzate è stata la gestione di Nate (Adrian Grenier). In questo sequel, il personaggio è fisicamente assente, trasformando il film in una vera "Nate-Free Zone". Una scelta che sembra strizzare l'occhio alle teorie del web che, negli anni, hanno eletto il fidanzato di Andy come il vero villain della storia originale.

Andy liquida il suo passato sentimentale con una battuta amara durante una cena con la sua nuova fiamma, l'australiano Peter (Patrick Brammal): «Sono stata con uomini che non leggevano mai ciò che scrivevo». Un riferimento sottile ma bruciante all'indifferenza che Nate mostrava per la carriera di lei. A restare al fianco di Andy è invece Lily (Tracie Thoms), l'unica vera amica sopravvissuta ai vent'anni di carriera, con cui Andy continua a frequentare lo storico ristorante Bubby’s a Tribeca. E alla quale (attenzione spoiler) regala una nuova borsa griffata, proprio come era successo nel primo film.

Il riscatto di Nigel e i carboidrati di Emily


Il sequel si spinge dove il primo film aveva lasciato l'amaro in bocca, ovvero nel rapporto tra Miranda e Nigel.

Dopo il tradimento subito a Parigi vent'anni prima, Nigel riceve finalmente il riconoscimento che merita, in un confronto che ripara una ferita storica per i fan. Parallelamente, assistiamo all'evoluzione di Emily Charlton (Emily Blunt): l'ex segretaria di Miranda, che oggi lavora per Dior, ha finalmente fatto pace con il proprio corpo e per fortuna anche con il cibo. In una scena dal forte valore simbolico, la vediamo mangiare da un cestino del pane davanti a una Andy allibita, esclamando: «I carboidrati condivisi non hanno calorie!». Un ribaltamento totale rispetto alla ragazza che nel 2006 viveva di cubetti di formaggio quando stava per svenire! Ah, e a proposito: Andy continua a prendere la zuppa di mais alla mensa di Runway, fregandosene della cellulite!