La corsa di Emilia Pérez, la pellicola musicale del regista francese Jacques Audiard che nella notte del 6 gennaio ha trionfato a Los Angeles durante gli ultimi Golden Globes, è iniziata alla fine della scorsa estate al Festival di Cannes, dove si è fatta notare per la sceneggiatura, per le interpretazione corali delle protagoniste - su tutte Karla Sofía Gascón, Zoe Saldaña e Selena Gomez - e per la trama, ispirata in parte al romanzo Écoute di Boris Razon.
In Italia il film è arrivato nelle sale il 9 gennaio (mentre in America ha esordito già a novembre, anche su Netflix) dopo aver fatto, appunto, incetta di premi e complimenti: nonostante le buone recensioni molte delle polemiche che, sin dalla prima visione, hanno circondato il film, sono tornate a farsi sentire prepotentemente sulle riviste di settore e sui social network. In particolare le performance del cast, la rappresentazione delle persone trans, persino l'accento degli attori e, più di tutto, il fatto che nessuna delle attrici scelte da Audiard sia di nazionalità messicana come la protagonista del film Emilia Pérez, sono stati considerati come elementi a sfavore dell'intero progetto cinematografico, nonostante le sue buone intenzioni.
Una delle polemiche più feroci riguarda Selena Gomez
Nel film si racconta la transizione di genere di Manitas Del Monte, persona trans e narcotrafficante messicano che, a un certo punto della sua vita decide di fingersi morto, iniziare il processo di transizione e diventare, appunto, Emilia Pérez: intorno a lei ruotano altri personaggi come quello della moglie Jessi interpretata da Selena Gomez e dell'avvocato praticante Rita (Zoe Saldaña,) che la aiuta a realizzare il suo piano in cambio di denaro. Il film, dicevamo, è un musical che esplora ciò che accade dopo la transizione di Emilia: per molti l'evoluzione del personaggio non è riuscita ma rimane superficiale e a tratti caricaturale. Sensazione, questa, avvalorata dall'interpretazione di Selena Gomez, il cui accento spagnolo è stato definito a più riprese non solo imperfetto, ma addirittura «terribile e inascoltabile». Una grottesca imitazione dell'originale di cui si poteva fare a meno.
L'attrice, fresca di fidanzamento con Benny Blanco, si è scusata per questa mancanza, riconoscendola con grande umiltà in diverse interviste: Gomez è americana (con papà messicano) ma ha imparato lo spagnolo sul set del film in poco tempo, ecco perché il suo accento appare forzato. Su Tik Tok però questo limite non le è stato perdonato e i meme e gli audio con la sua voce estrapolati dalle scene del film imperversano sulla piattaforma.
A questa critica è legata un'altra grande polemica sorta intorno al film: il fatto che parli di Messico senza la voce di nessun attore messicano. Insomma, se nel cast ci fossero persone nate in Messico, il problema dell'accento di Selena non sarebbe mai sorto. Non aiuta che il regista sia francese come tutta la produzione. Persino i set sono stati allestiti per la maggior parte in Francia. Nessuna delle attrici coinvolte nel progetto, come dicevamo, è messicana e le backstory dei personaggi interpretati da Saldaña,(che è dominicana e portoricana) e Gomez sono state modificate rispetto agli originali del libro, facendo in modo che entrambi i loro alter ego nel film fossero stranieri così da motivarne accento.
Il confronto musicale con Wicked è altrettanto acceso
Dato il grande successo al botteghino di un altro musical, ovvero Wicked con Ariana Grande e Cynthia Erivo, e lo snub che il film di Jon M. Chu ha subito ai Golden Globe nella categoria Miglior Film Musicale (vinta, appunto, da Emilia Pérez), sui social si è accesa un'altra polemica: davvero le elaboratissime performance delle protagoniste di Wicked possono passare in secondo piano rispetto a quelle presenti nel film di Audiard?
Le pellicole sono messe a confronto dal pubblico e dagli addetti ai lavori perché sono entrambe dei musical, ma è bene fare un distinguo: l'anima di Wicked sono le sue canzoni, che sostengono una struttura narrativa plasmata quasi al millimetro su quella dell'omonimo musical di Broadway; Emilia Peréz è legato a doppia mandata al suo apparato musicale ma con intenti decisamente diversi da quelli del film di Chu. In pratica affinché Wicked fosse un buon film era necessario che le due attrici protagoniste fossero particolarmente dotate in termini vocali, mentre in Emilia Pérez questa caratteristica non è poi così vitale: Selena sa cantare, è vero, ma che Saldaña non raggiunga note elevatissime non è poi così fondamentale al fine di comprendere il suo personaggio o la storia che la lega a Emilia. Dunque, perché continuare a confrontarli?












