Le novità arriveranno con il nuovo anno. Dal primo gennaio 2025 l'Emilia Romagna farà un passo avanti verso l'IVG a domicilio come stabilito da una determina regionale del 9 ottobre che ha aggiornato il protocollo per l’aborto farmacologico. Presto ci sarà la possibilità di assumere una delle due pillole abortive direttamente a casa, con assistenza tramite telemedicina, senza dover tornare in ospedale o in consultorio. Finora, infatti, erano negli ospedali o nei consultori della regione erano richiesti tre accessi: il primo per aprire la cartella clinica e assumere la prima pillola, il secondo dopo 48 ore per assumere la seconda pillola rimanendo in osservazione 3/4 ore e il terzo 15 giorni dopo per verificare l’avvenuta espulsione. Ora, invece sarà necessario un solo accesso con apertura della cartella clinica, assunzione della prima pillola e contestualmente consegna della seconda pillola e degli antidolorifici da assumere a casa in autonomia con eventuale sostegno tramite telemedicina, insieme al test di gravidanza da fare dopo 14 giorni. Si punta quindi a una de-ospedalizzazione dell’IVG tramite pillola abortiva che ad oggi in Italia, nonostante le linee guida ministeriali e le raccomandazioni dell’OMS, fatica ancora a prendere piede.

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Simona Granati - Corbis

Come funziona l'aborto farmacologico in Italia?

Per l'aborto farmacologico è necessario assumere due farmaci a 48 ore di distanza. Il primo è la cosiddetta pillola Ru486 a base di mifepristone che interrompe la gravidanza e il secondo, il misoprostolo, che porta a espellere il prodotto del concepimento. Secondo l'OMS la pillola abortiva può essere assunta in modo sicuro entro le 12 settimane anche senza la supervisione di un medico, cosa che in Italia non è garantita. Secondo le linee guida ministeriali italiane del 2020 le regioni dovrebbero, però, dare la possibilità di accedere all'aborto farmacologico entro le 9 settimane anche nei consultori senza bisogno di andare in ospedale. Eppure solo tre regioni italiane su venti, al momento, si sono allineate a questi principi: Toscana, Emilia-Romagna e Lazio. Finora, secondo il report di Medici del Mondo Aborto farmacologico in Italia: tra ritardi, opposizioni e linee guida internazionali, il Lazio, sembra la regione più virtuosa dato che consente di assumere la RU486 nei consultori e permette già di assumere il secondo farmaco a casa.

Ora anche l'Emilia Romagna seguirà lo stesso indirizzo anche se, attualmente, solo in alcune delle sue città è garantito l’aborto farmacologico in consultorio, possibile dal 2022 a Parma, Modena e San Giovanni in Persiceto, ma non a Bologna, ad esempio. Questo passo avanti, tuttavia, potrebbe rendere la procedura più snella anche negli ospedali e, di conseguenza, più veloce, meno medicalizzata e meno esposta ad ostacoli e giudizi esterni.

Resta il fatto che stiamo parlando di una minoranza di regioni. Il panorama generale rimane preoccupante dato che la maggior parte delle regioni non si è ancora adeguata alle linee guida ministeriali che sono a loro volta ormai datate rispetto alle nuove indicazioni dell'OMS. Siamo di fronte, come spiega Claudia Torrisi, autrice del report di Medici del Mondo «a un paese che procede in ordine sparso, con enormi differenze territoriali, alcune buone prassi e diverse scelte locali che sembrano dettate più da motivazioni politiche o ideologiche che da evidenze scientifiche».