Se c'è una cosa che New York sa fare meglio di qualsiasi altra metropoli al mondo, probabilmente, è trasformare la resistenza in un manifesto. Il 1 giugno, mentre il resto del mondo si avvicinava al mese del Pride, all’ombra dell'Empire State Building si è consumata una vera e propria rivoluzione culturale. A incendiare l'atmosfera, per usare un eufemismo. ci ha pensato il neo-sindaco Zohran Mamdani con un tweet condiviso sui suoi profili social: «Ci vorrebbe molto più di un mese per rendere omaggio al contributo dei newyorkesi queer e transgender».
Mamdani, il volto nuovo dei Democratici che ha conquistato la città dopo aver sbaragliato la vecchia guardia politica, ha capito perfettamente che New York è, da sempre, indissolubilmente legata alla sua anima queer.
«Dal Cercle Hermaphroditos nel 1895, il primo gruppo di difesa dei diritti trans negli Stati Uniti, ai balli drag dell'Harlem Renaissance, alla rivolta di Stonewall, al Lesbian Herstory Archives, ad ACT UP!, fondato nel 1987 mentre le persone queer lottavano per la propria sopravvivenza e l'amministrazione Reagan distoglieva lo sguardo, la storia di New York è stata a lungo plasmata dai newyorkesi queer e trans.», ha aggiunto.
È una dichiarazione d'amore decisamente coraggiosa che è supportata da altri messaggi di supporto alla comunità come quello di Kamala Harris («L'orgoglio è gioia, coraggio, celebrazione») e i post d’ispirazione del Comitato Nazionale Democratico che esortano a «vivere autenticamente». La promessa finale di Mamdani somiglia alle parole che vorresti sentirti dire dalla tua persona preferita dopo una giornata difficile: «A tutti i nostri vicini queer e trans: vi meritate una città in cui possiate permettervi di vivere in sicurezza, apertamente e con gioia».
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Zohran Mamdani, la città si colora e diventa (ancora) più pop
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E proprio per rafforzare questa promessa, la città ha deciso di rifarsi il look attraverso un'esplosione di arte urbana dal messaggio potente: "I diritti delle persone trans sono diritti umani". Questo "effetto consapevolezza", nato dalla sinergia tra la Commissione per i Diritti Umani e il nuovo Ufficio per gli Affari LGBTQIA+, ha trovato la sua perfetta espressione visiva nelle mani di Dez Stavracos (@dezster).
L'animatore e artista trans ha disegnato una serie di illustrazioni che per tutto il mese di giugno rivestiranno la metropoli (dai chioschi digitali fino alle banchine della metropolitana di Brooklyn). Senza dimenticarci, ovviamente, il diritto assoluto di essere chiamate con il proprio nome e con i pronomi corretti, di frequentare spazi comuni, spogliatoi e saune in totale armonia con la propria identità, e di vivere libere dal terrore di discriminazioni sul lavoro o nella ricerca di un appartamento. Nella New York di Mamdani, i pregiudizi di genere e le molestie sono considerati fuori legge, a maggior ragione se provengono dalle forze dell’ordine.
New York, un rifugio safe per tutt*
L'estate è la risposta necessaria a una primavera che si è rivelata gelida e decisamente complessa per la comunità trans americana. Da quando l'amministrazione di Donald Trump si è insediata per il suo secondo mandato, l'aria che si respira a livello federale si è fatta ahimè pesante, tra minacce di tagli ai finanziamenti per gli ospedali inclusivi e una politica che purtroppo sempre più si traduce in violenza reale nelle strade. Una scia di dolore che ha toccato il cuore di Brooklyn lo scorso 17 maggio, con la tragica scomparsa di Eryka Caldwell a Bushwick, una donna transgender di 41 anni ricordata per la sua gioia di vivere. Eryka è stata uccisa nel suo appartamento in modo crudele dal suo fidanzato. Notizie che lasciano senza parole, se pensiamo a maggior ragione che la pressione di Washington ha messo a dura prova addirittura la sanità locale, come il NYU Langone Health, costretto a sospendere i programmi di affermazione di genere per i minori a causa delle pressioni legali arrivate dal Texas, proprio mentre le denunce per discriminazione registrate dalla Commissione per i Diritti Umani raggiungevano il picco degli ultimi cinque anni.
«In un momento in cui il governo federale sta alimentando gli attacchi contro le persone trans, la città di New York vuole essere chiara: proteggeremo i vostri diritti, difenderemo la vostra umanità e saremo al vostro fianco senza esitazione», ha ribadito Mamdani. Gli fa eco Christine Clarke, Presidente della Commissione: «Quando i newyorkesi sono presi di mira, abbiamo la responsabilità di intervenire».
La domanda, che spesso ci poniamo anche in Italia, è: «Il Pride è davvero così necessario?». A quanto pare, sì: in tutto il mondo.











