Li chiamano “certificati di unione” per le coppie omosessuali e il governo metropolitano di Tokyo, la capitale del Giappone, ha iniziato a distribuirli martedì. Si tratta di documenti senza valore legale che certificano l'esistenza di una relazione sentimentale tra due persone dello stesso sesso. Rappresentano un primo passo verso il riconoscimento delle coppie omosessuali nel Paese e permetteranno di accedere più facilmente a determinati servizi pubblici legati alla sanità e agli alloggi nella capitale. A partire dalla scorsa settimana, secondo il governatore di Tokyo Yuriko Koike, già 137 coppie hanno fatto richiesta per ottenerli.
Oggi il Giappone è l’unico tra i paesi del G7 a non riconoscere le unioni omosessuali. La legge prevede che il matrimonio sia basato sul «reciproco consenso di entrambi i sessi» e questo è sempre stato interpretato come un divieto alle coppie che non siano eterosessuali. Nel marzo del 2021, una sentenza del tribunale di Sapporo si è espressa per l'incostituzionalità di questo divieto ma, successivamente, un altro tribunale ha riportato le cose al punto di partenza. A partire dal 2015, però, sono nati questi “certificati di unione” con valore a livello locale. Secondo il Guardian, da allora più di 200 autorità locali minori in Giappone si sono mosse per riconoscere le unioni omosessuali, con il distretto di Shibuya di Tokyo che ha fatto da apripista.
Nonostante il riconoscimento legale sembri ancora piuttosto lontano, il fatto che i certificati di unione siano validi per i residenti a Tokyo e per i pendolari nella capitale alimenta la speranza. Secondo le principali associazioni LGBT+ del Paese, questa decisione aiuterà a combattere lo stigma sociale che ancora esiste in Giappone nei confronti delle coppie omosessuali aiutandole a integrarsi maggiormente nella vita pubblica. «Più le persone utilizzeranno questi documenti, più i membri della nostra comunità si sentiranno incoraggiati a raccontare a familiari e amici le loro relazioni, senza nascondere il loro vero sé», ha spiegato ad Afp Miki, una donna che, con la sua compagna Katie, ha ottenuto il certificato di unione a Tokyo. «Sento che il livello di comprensione dei giapponesi nei confronti del matrimonio tra persone dello stesso sesso è abbastanza alto ora», ha aggiunto, «Tutto ciò che resta è che i politici ci prendano sul serio e apportino dei cambiamenti».












