Mai come in questo periodo storico bisogna stare molto attenti a ciò che si dice poiché il “sentire comune” sembra essere diventato particolarmente sensibile, scatenando di volta in volta le varie associazioni e i relativi movimenti che lottano per la parità e l’uguaglianza (soprattutto di genere). Dire a una persona che ha messo su qualche chilo, che ha un look che non le dona molto o che ha uno stile di vita un po’ troppo farfallino è ormai considerato inaccettabile, facendo vivere tutte noi in uno stato di terrore dove qualsiasi cosa viene detta può diventare un atto di bullismo, di body shaming e chi più ne ha più ne metta. Il mondo delle femministe (e non solo quello) è giustamente sempre pronto a insorgere in difesa delle donne, proprio come è accaduto qualche mese fa in occasione della famosa querelle con protagonista la giornalista Rai Giovanna Botteri, vittima dell'ironia tagliente di Striscia La Notizia, il celebre tg satirico che sbeffeggia più o meno educatamente (e alle volte andando anche un po' troppo oltre) i vari personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport, della musica e chi più ne ha più ne metta.

Nel caso della corrispondente da Pechino, il programma di Canale 5 si è divertito (forse un po' too much) a puntare il dito sul look un po’ slavato e trasandato di Giovanna, la quale compare in video sempre con il medesimo maglioncino nero e i capelli non proprio freschissimi di piega. Apriti cielo, tanto è bastato per far insorgere le associazioni femministe scatenando una polemica incredibile che ha travolto anche Michelle Hunziker (conduttrice di Striscia nonché voce narrante del filmato con protagonista la Botteri), accusata non solo di body shaming ma anche di non essere solidale nei confronti delle altre donne. La vicenda ha avuto un incredibile eco mediatica al punto da finire non solo sulle prime pagine di moltissimi giornali, ma da diventare anche argomento di dibattito nei vari talk show televisivi, dove se ne è parlato per giorni e giorni, al grido di “Siamo donne, oltre le gambe c’è di più (e lo shampoo lo facciamo quando lo vogliamo noi, tié)”.

Un atteggiamento più che condivisibile questo ci mancherebbe, ma che sembra stridere enormemente con il “caso Melania Trump” dei giorni scorsi che ha visto protagonisti la moglie di Donald Trump e il giornalista Alan Friedman. Ospite della trasmissione televisiva Uno Mattina il cronista si è lasciato scappare (tra l’ilarità dello studio) qualche parola di troppo in merito alla compagna dell’ex presidente degli Stati Uniti definendola una “escort”. Parole decisamente molto pesanti queste, ancora più di quelle utilizzate per la Botteri, ma che stranamente non hanno aizzato contro Friedman le femministe più agguerrite e pasionarie che avevano difeso a spada tratta la giornalista del TG3. Ma come, dopo tutte le belle parole usate per Giovanna Botteri com’è possibile che in questo caso siamo rimasti tutti in silenzio? Non è che forse difendere una signora non proprio avvenente e dal look decisamente modesto come lo è quello della Botteri (la cui bravura non si discute, ci mancherebbe) sia molto più semplice e facile piuttosto che prendere le parti di una donna bellissima, di successo, potente, ricca ed elegante come Melania? Il dubbio, è più che lecito.

Probabilmente la giornalista Rai ha una vita morigerata, uno stile low profile e un’indole mansueta che non infastidisce le altre donne e che, soprattutto, non genera invidia nei suoi confronti, rendendola quindi meritevole di essere difesa e protetta, un po’ come un panda in via di estinzione. Qual è dunque la colpa di Melania Trump? Lei invece è una splendida 50enne dall’aspetto un po’ altezzoso che non genera subito empatia o simpatia (bisogna dirlo), di quelle che sfoggiano borse da 70 milioni di dollari come se fossero acqua fresca (vedi la sua meravigliosa Birkin di Hermes), con la messa in piega sempre impeccabile anche sotto il diluvio universale e con il punto vita fisso sulla taglia 40, anche dopo le vacanze di Natale. Sì, Melania è una di quelle donne che è “facile” invidiare, ma possibile che basti una borsa griffata, un make up impeccabile e un armadio griffatissimo per non renderla meritevole di essere difesa quando la si accusa, tra l'altro ingiustamente, di essere una poco di buono? Nel corso della sua vita tra l’altro la moglie di Trump non ha mai dato scandalo, si è sempre occupata dei figli e durante la sua esperienza da "first lady" si è data molto da fare per aiutare i più bisognosi, esattamente come hanno fatto le altre première dame prima di lei. Allora perché nessuno si è indignato per lei per quell’ “escort” del tutto gratuito al quale in molti hanno reagito non con indignazione, ma con una risatina ironica decisamente raccapricciante?

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