Non sempre ci piacciamo quando ci guardiamo allo specchio. Ci sta, perché è normale che alcuni giorni ci vediamolo bellissime e altri un po’ meno. Ma chi soffre di "normative discontent" rischia di non accettare le sue forme e avere una visione distorta di se stessa, che può far sentire sbagliata e sottostimata. Quando invece ognuna di noi dovrebbe sentirsi sempre in comfort con le sue forme, proprio perché sono le sue. Di questo disagio psicologico ne abbiamo parlato con la psicoterapeuta Maria Claudia Biscione.
“Normative discontent”: che cos’è
È un termine coniato negli anni '80 dai ricercatori americani per indicare il “normale malcontento” circa l'immagine del corpo percepita comunemente come negativa. La percezione distorta del proprio fisico, la ridotta accettazione dell'immagine che lo specchio rimanda diviene, pertanto, un fenomeno così diffuso da renderlo scontato, specialmente verso l'universo femminile, che patisce maggiormente questa insoddisfazione. L'agitazione per sovrappeso è un problema sociologico comune per le donne, a partire dalla giovane età. I messaggi che riceviamo da media, amici e familiari giocano tutti ruoli diversi nel modellare le immagini del nostro fisico. E le ragazze giovani sono sicuramente le più suscettibili a costruire immagini negative del proprie forme e metterle spesso sotto esame.
“Normative discontent”: che disagi crea
Chi è insoddisfatta del proprio corpo è anche più incline a disturbi dell'alimentazione e depressione e, nel tempo, a incancrenire l'idea di un'immagine corporea inadeguata. Questa dispercezione o mancanza di accettazione porta frequentemente a sviluppare una convinzione negativa su di sé che alimenta l'ansia, l'insicurezza e la continua ricerca di un'immagine ideale e perfetta. Troppo spesso, quindi, il corpo diviene un nemico da domare, piuttosto che un amico da conoscere e amare per quello che è. C'è una bella differenza tra il sano desiderio di migliorare il proprio aspetto attraverso lo sport, una corretta alimentazione o, anche la chirurgia, lì dove una singola parte rappresenta un complesso che non fa star bene, da, invece, soffrire costantemente per una mancata e totale non accettazione di come si è fatte. Le persone con una dispercezione corporea vedono allo specchio qualcosa di terribilmente sbagliato che le induce a “ossessionare” le loro imperfezioni, creando un disagio psicologico generalizzato, che investe vari ambiti della loro vita, con vari gradi di sofferenza.
Perché è fondamentale sentirsi bene con le proprie forme
Accettarsi equivale ad amarsi, accudirsi e conoscersi. La consapevolezza dei propri difetti spinge a ricercare prima i propri pregi, e a farsi vedere e riconoscere anche dagli altri per doti e qualità, che seppur diverse da quelle ideali, sono sostanziali e più attraenti. Stare bene nei propri panni significa, quindi, sentirsi comode e sicure, significa esporsi agli altri a testa alta e soprattutto significa stare nel mondo con uno sguardo più acuto e diretto e chiaro sui propri obiettivi. Equivale a portarsi in giro con una focalizzazione migliore su ciò che si desidera e si sente di meritare, piuttosto, che su come gli altri desiderano vederci. Ma, soprattutto, significa spostare l'attenzione dal: “quanto sei bella a quanto vali, da quanto sei come.. a quanto sei particolare e perciò speciale.
5 consigli per stare meglio con il proprio corpo
- Valorizza i tuoi difetti. Conosci i tuoi punti deboli per capire come utilizzarli al meglio. Puoi scegliere tra stili diversi, capi di abbigliamento che nell'insieme ti donino.
- Scegli una star che ti assomigli. Piccola, paffutella, con un naso grande, bruttina, etc; il mondo è pieno di riferimenti di donne “imperfette” che hanno fatto della loro personalità un'icona di stile, sex appeal e fascino. La bellezza passa, il temperamento e il carattere fanno la differenza.
- Pubblicizza i tuoi complessi. Verbalizza come e quando ti senti in difficoltà, anziché nasconderti e vivere di complessi che dettano i tuoi comportamenti. Vedrai che il più delle volte il mondo avrà per te parole accoglienti e più che incoraggianti.
- Pensa a te come se fossi la tua migliore amica. Sfinirti con diete, sport, cure estetiche, non basteranno mai se non cambi lo sguardo su di te. Prova a vederti con amorevolezza, ad accoglierti esattamente come fai con la tua amica del cuore, ovvero con ironia, affetto e tantissima accettazione.
- Punta altrove. L'ossessione per il tuo corpo imperfetto assorbe moltissime energie che potresti, invece, direzionare al meglio per scoprire o coltivare altre parti di te, per nutrire la tua personalità e migliorarti in tante altre cose. Datti un obiettivo emotivo, culturale o lavorativo e perseguilo con al stessa determinazione che sai usare quando si tratta del tuo corpo!












