C’è qualcosa di estremamente magico quando sono le ragazze più grandi a parlare a quelle appena più piccole; molto simile all’amore di una sorella maggiore, un abbraccio di una mamma, che si mescola al consiglio di un’amica. Non troppo lontano, per non capirne i sentimenti incastrati nelle pieghe generazionali, vicino quanto serve per diventare una guida attenta, una cura consapevole, uno spazio d’ascolto e safe, che non opprima, non giudichi. In un tema di prima superiore, lamentandomi dei miei genitori, scrivevo: «Pensano di capire quello che vivono gli adolescenti, solo perché dicono di esserci già passati». Non sapevo ancora di avere bisogno di una sorella maggiore, o meglio, di tante di loro.
«Non ringrazio di aver avuto questa malattia, ma forse, in qualche modo, il mio percorso doveva andare così», a dirmelo è Beatrice Mauri, 28 anni, volto di Peso Positivo. Un progetto, un canale social, un’associazione (la Famiglia Peppino Fumagalli), una casa (un posto fisico a Monza, la Casa Peso Positivo), un comitato – dodici professioniste tra psicologhe, psicoterapeute, neuropsichiatre e nutrizioniste che garantiscono il valore tecnico scientifico dei contenuti e ne supervisionano l’accuratezza –, che lavorano insieme per prevenire i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), per informare a riguardo. «In Italia più di 3 milioni di persone ne soffrono – spiega Mauri, che dal 2021 si occupa della creazione dei contenuti online – parlarne è fondamentale: è un tema che può coinvolgere chiunque, anche indirettamente». C’è lei, insieme a tante altre, dietro ogni post del progetto, che avvicina, tramite il feed di Instagram, a scoprire un rapporto sempre più onesto, sano, benefico col corpo. Che spinge ad accettarsi «senza voler rincorrere sempre qualcosa o qualcuno». «Per me significa dare un senso a quello che mi è successo»: partendo dalla sua esperienza personale, Mauri va con i colleghi nelle scuole, nelle aziende e nelle società sportive. Raggiungere i ragazzi e gli atleti è fondamentale, ma lo è altrettanto coinvolgere gli adulti di riferimento.
«Spero che il lavoro di prevenzione possa aiutare a evitare questa sofferenza, oppure offrire un messaggio di speranza a chi la sta attraversando. E anche di poter essere d’aiuto ai genitori e agli amici: anche loro possono soffrire e trovarsi in difficoltà; dargli gli strumenti adatti significa permettergli di diventare alleati importanti». Così oggi, cresciuta, sempre creativa, determinata ed empatica, ancora amante dello sport come quando da bambina praticava twirling – «disciplina molto simile alla ginnastica ritmica, in cui l’attenzione al corpo e alla performance è centrale» – ma con nuove consapevolezze – «ero molto perfezionista, emotiva e attenta al giudizio degli altri; oggi mi sento molto più consapevole di me stessa e delle persone che mi circondano, ho imparato ad apprezzarmi» – definisce impagabili i momenti in cui le ragazze che la seguono la ringraziano live per il lavoro che lei fa con Peso Positivo. Sapere di poter dare speranza a qualcuno, far capire che si può stare meglio, è qualcosa che le riempie il cuore. Sapere che ci sono delle sorelle maggiori che, a distanza di un click, possono aiutare le ragazze e le loro famiglie lo riempie a tutte noi.
Mi piace ricercare e sperimentare, lo faccio da sempre attraverso il beauty, ma soprattutto la scrittura. Di solito per descrivermi lascio parlare la mia carta astrale: sole in Capricorno, luna e ascendente in Aquario. Tre cose su di me: sono cresciuta innamorandomi della letteratura, ma sogno ancora di fare l’attrice e ogni tanto dico in giro di esserlo. Persona preferita: Audre Lorde.













