Era il 2023 quando Hailey Bieber inaugurava una nuova fase della skincare con la campagna di lancio del suo Glazing Milk by Rhode. Le immagini di lei immersa in una vasca colma di liquido lattiginoso, come una moderna Cleopatra nei suoi bagni di latte d’asina, hanno contribuito a plasmare il panorama beauty degli anni successivi, consolidando un intero filone di cosmetici per la cura della pelle. Detergenti, tonici, essenze e sieri accomunati da una denominazione ormai imprescindibile: «Milky». Del latte vero, però, resta solo il richiamo visivo e nominale. Come spiega la chimica organica e cosmetologa Maddalena D’Agostini, si tratta di «prodotti formulati con acqua, oli ed emulsionanti che insieme creano una texture visivamente simile al latte».

Chiarito l’equivoco, vien spontaneo chiedersi da dove nasca il successo di tali miscele. La viralità del fenomeno #GlassSkin racconta un desiderio condiviso: ottenere una pelle levigata e uniforme anche senza make-up. Al centro, l’idratazione, verso cui si è registrato un progressivo cambio di approccio. «Sta emergendo una maggiore consapevolezza
del rispetto della sensibilità cutanea», osserva D’Agostini. Questa evoluzione ha ridefinito così il ruolo di alcuni prodotti chiave, come i tonici, un tempo associati alla pulizia profonda e al restringimento dei pori, che oggi si collocano all’inizio della fase idratante. Le formule includono ingredienti affini alla pelle, come le ceramidi, che creano un velo protettivo per trattenere l’acqua e possono funzionare come unico idratante per pelli miste o grasse (fermo restando l’uso della protezione solare) e come step pre crema per le pelli secche. Anche la detersione è investita da questo cambiamento. «Un tempo si inseguiva una pulizia estrema, spesso a discapito del film idrolipidico, la barriera naturale della pelle», spiega D’Agostini. Una posizione condivisa anche da siti d’informazione scientifica, come il Centro Medico Santagostino e l’Istituto Dermatologico Europeo, che sottolineano l’efficacia dei latti detergenti nel pulire senza alterare l’equilibrio cutaneo. E per chi teme l’effetto patina, esistono formulazioni leggere, sebo regolatrici e astringenti. Qui cade anche il mito beauty sull’uso del dischetto di cotone: i prodotti milky vanno applicati e massaggiati direttamente con le mani. Un gesto molto più delicato che preserva la naturale luminosità della pelle.

In foto, da sinistra: lozione rigenerante, Rougj, 19.90€; tonico idratante, Laneige, 33€; latte idratante, Chanel, 95€; siero nutriente, Haruharu Wonder su Douglas, 24.99€; tonico viso, Beauty of Joseon su Zalando, 19€; latte detergente, Biologique Recherche, 25€.

screenshotpinterest
Courtesy of Ufficio Stampa
Maddalena D’Agostini è chimica, cosmetologa e content creator, sui social @madd.aliena, tratta di skincare e make-up con un approccio scientifico.
Lettermark

Nata e cresciuta in Puglia, ho vissuto un po’ a Rimini e un po’ a Roma prima di tornare al Sud. Curiosa per natura e giornalista per passione (e per lavoro), su Cosmopolitan scrivo di moda e racconto le tendenze del momento, analizzando ciò che sfila in passerella e in strada. Appassionata di storia del costume, mi entusiasmano le connessioni tra la moda e le altre industrie creative, in particolare cinema, arte e architettura.