«Non inseguire chi si sente il centro del mondo», l’ho scritto qualche mese fa nelle note del telefono, dopo l’ennesimo vocale di una mia amica. Non era una frase pensata per una canzone, era più un appunto, una cosa da ricordarmi. Perché alla fine certe dinamiche le conosciamo tutte, ma ci ricaschiamo lo stesso ogni volta, come se fosse la prima. Negli ultimi mesi mi sono resa conto che tante cose che racconto nelle canzoni non nascono solo da me, ma anche da quello che vedo succedere alle persone che mi circondano. Dai racconti delle mie amiche, dei miei amici.
Storie che iniziano sempre con grande entusiasmo e aspettative, e poi pian piano qualcosa stona. Un’amica mi raccontava di questo tipo con cui era uscita: erano insieme e lui parlava solo di sé. Un’altra mi diceva di uno che spariva tutto il weekend e poi riappariva durante la settimana come se niente fosse. E poi c’è chi mi ha raccontato di momenti in cui si sentiva completamente invisibile, anche mentre stava vivendo qualcosa che avrebbe dovuto essere condiviso.
A un certo punto ho iniziato a vedere un filo rosso che legava queste storie. Persone convinte di essere il centro del mondo, incapaci di ascoltare davvero chi hanno davanti. E mi sono chiesta: perché continuiamo a giustificarli? “Primadonna”, il mio nuovo brano, nasce da lì. Mi divertiva l’idea di ribaltare il significato della parola. Nonostante si riferisca al mondo femminile, in realtà spesso sono gli uomini ad avere ego enormi e costante bisogno di attenzione, poca capacità di mettersi davvero in relazione. Ho voluto scrivere una canzone da dedicare a tutte le persone che hanno avuto a che fare con qualcuno così. Senza fare di tutta l’erba un fascio, ma raccontando una dinamica che esiste. È un brano ironico, leggero in superficie, ma dice una cosa molto chiara: non dovremmo mai accettare di essere messi in secondo piano nella nostra stessa storia.
Questa nuova fase per me parte anche da qui. Dal dare più valore a quello che sento, capire quando è il momento di andare senza fare troppo rumore. Se qualcuno si riconosce in questa canzone, spero si diverta ascoltandola. Ma soprattutto che, anche per
un attimo, si fermi a pensare che non è mai giusto farsi trattare così. Perché alla fine quella frase che avevo scritto nelle note vale sempre. E proverò a non dimenticarmelo più.














