La musica, inutile dirlo, ci salva. Che ci sia da cantare, suonare, programmare o semplicemente ascoltare noi siamo sempre pronti. Alle scuole medie che io ho frequentato con indirizzo musicale, la chitarra era diventata per me prima di tutto una materia scolastica. Ricordo le infinite ore di teoria, la pressione del solfeggio, l'ansia da prestazione e gli esami e i compiti da eseguire davanti la classe e la commissione. A 14 anni, chiuso l'esame finale di pratica e solfeggio durante l'esame di terza media, ho vissuto quel traguardo come una liberazione. Ho chiuso la custodia e non l'ho mai più riaperta.
I dati del settore mi e ci confermano oggi che non si tratta di un caso isolato: circa il 50% degli adolescenti abbandona lo studio della musica entro i 17 anni. Tra le superiori, l'università, le prime uscite, il poco tempo e un lavoro per pagare l'affitto, la creatività passa purtroppo in secondo piano. Eppure, dopo i vent'anni, la Gen Z sta cambiando ancora una volta il trend. Sulle piattaforme social spopolano ragazzi che acquistano strumenti online anche usati e si iscrivono a corsi (anche a chi promette sui social di insegnarci in una settimana a suonare le nostre canzoni preferite). Ci si ritrova così a scorrere la sezione strumenti usati di eBay a tarda notte, chiedendosi se riprendere in mano la musica da grandi possa regalare la stessa sensazione di pura libertà di quando si andava in bicicletta da bambini. E tra gli strumenti più suonati, oltre ai comuni piano, chitarra, violino e flauto compaiono anche tromba e arpa.
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L'arpa per riscoprire l'arte della pazienza
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Un importante studio del 2023 ha confermato che, con il ridursi della nostra capacità di attenzione a causa del multitasking digitale, i livelli di stress e la frequenza cardiaca aumentano in modo significativo. Suonare offre un livello di assorbimento che funziona come il più efficace dei detox digitali. C'è poi tutta una componente legata all'estetica e alla ricerca personale. L'arpa, ad esempio, è diventata popolarissima tra le giovani donne che si riprendono mentre la suonano all'aperto tra gli alberi, con un'estetica che come ormai è di consuetudine oggi cinematograficamente parlando, richiama Il Signore degli Anelli. Parker Ramsay, arpista di New York, ha notato questo interesse fin dai lockdown nel periodo del COVID. Ramsay ha spiegato che internet ha reso gli strumenti più accessibili. E quanta pazienza occorre per imparare uno strumento, diciamocelo! Eppure, forse, i giovani oggi cercano proprio questo: una fuga dal caos e dalla pressione digitale (e nella vita di tutti i giorni).
Dalla moda al cinema, tutti pazzi per gli strumenti!
Questa ossessione per gli strumenti musicali ha finito per contagiare anche l'alta moda e il mondo pop. Se in passato Jeremy Scott ha fatto sfilare per Moschino modelle con abiti a forma di chitarra a grandezza naturale, oggi brand di ricerca come Vaquera propongono borse a forma di violino. Nella musica che ascoltiamo tutti i giorni, Olivia Rodrigo ad esempio ha scelto di arricchire i suoi album con arrangiamenti acustici e brani instrumental dal vivo (come la traccia "you seem pretty sad for a girl so in love"). Un incentivo per tornare a godersi la musica dal vivo, non solo in uno stadio ma anche in un teatro ad esempio. Non vi resta che stampare gli accordi e farci sapere quale strumento avete scelto.











