Un laboratorio di cucito a Tompkins Square Park, meditazioni quotidiane, una jam session e alcuni spettacoli di marionette. C'è anche un enorme volto di donna realizzato in cartapesta che fa da palcoscenico per una performance teatrale ed è previsto un incontro informativo su come trovare l'amore senza usare Tinder o Hinge. A New York si è da poco concluso il Summer of Ludd, un festival organizzato organizzata dal collettivo Lamp Club/SHITPHONE, acronimo di Scathing Hatred of Information Technology and the Passionate Hemorrhaging of Our Neo-Liberal Experience, per imparare a vivere offline e a contrastare le big tech. Agli incontri c'erano giovani della Gen Z che si identificano come moderni "luddisti" e usano cellulari a conchiglia senza connessione internet, vecchi punk, e persone arrivate da fuori città. Anche senza alcuna pubblicizzazione sul web il il festival è riuscito a raggiungere un nutrito numero di persone tra passaparola e volantini e informativi.

Il Summer of Ludd, si è svolto in varie location, principalmente nella zona sud di Manhattan, e ha proposto un'alternativa allo scrolling infinito. «L'idea di base è piuttosto semplice», ha spiegato alla stampa Damian Thomas uno dei co-organizzatori, «si tratta di una settimana di programmi gratuiti, pubblici e partecipativi, per incoraggiare le persone ad allontanarsi dalle grandi aziende tecnologiche e a frequentare gli spazi pubblici».



the summer of ludd come funziona il festival per stare offlinepinterest
Foto di Jessica Ely su Unsplash

Summer of Ludd

Secondo Thomas, «Non si tratta di scegliere tra digitale e analogico. Si tratta di capire chi controlla il funzionamento della propria comunità. Mark Zuckerberg o tu?», osserva, «Non sei un passeggero passivo della storia. Sei tu a poter controllare l'impatto che la tecnologia ha su di te e sulla tua società». Gli organizzatori del festival parlano di un duplice obiettivo: da un lato aiutare le persone a capire come le piattaforme traggono profitto dai loro utenti, dall'altro ricordare loro che esiste un'alternativa, un mondo migliore per riappropriarsi del proprio tempo al di fuori dei social media. Il movimento dei nuovi luddisti sta prendendo piede soprattutto negli Stati Uniti ma si ispira ai tessitori britannici dell’Ottocento che distruggevano i macchinari che rischiavano di far perdere loro il lavoro. Per questo gli incontri vertono spesso sui pericoli dell'AI e su come contrastare i tecno-oligarchi ed essere almeno consapevoli dei loro interessi.

Summer of Ludd non è stato pubblicizzato sui social come scelta di principio. Chi c'è dietro (e hanno tutti scelto di rimanere anonimi) crede che sia ancora possibile raggiungere i potenziali futuri luddisti in modo analogico. Sono state stampate oltre 15.000 copie dei volantini degli eventi e distribuite nelle librerie e nei caffè della città. Sono stati affissi poster con lo slogan del festival «Gratuito! Pubblico! Partecipativo!» ed è stato predisposto un numero verde. Ha funzionato: le persone sono arrivate numerose.

La Gen Z contro le big tech

Sono sempre di più i ragazzi della Gen Z che scelgono la vita offline. Si sono resi conto di quanto i social e il web stesse fagocitando il loro tempo togliendo loro il controllo sulle proprie giornate e così hanno deciso di riabituarsi ad altre distrazioni. Sono nati diversi festival ed eventi ultimamente, non solo il Summer Ludd: feste senza cellulari, incontri di lettura dove gli smartphone sono vietati, corsi di uncinetto e ricamo in luoghi pubblici, incontri nei bar dove lo scopo è parlarsi davvero senza distrazioni.

Se, da un lato, è una questione di creare nuove abitudini, avere sempre un libro nella borsa, un taccuino al posto delle note sul telefono, un dumb phone per disintossicarsi e gruppi di persone con cui fare cose con le mani, dall'altro è una lotta politica. I festival dei giovani luddisti sono la risposta diretta alla sfiducia nell'AI, i talk sul ritorno al Web 1.0 e i siti carini e inutili dell'indie web sono un modo per riappropriarsi di un mondo online che può essere ancora spazio di creatività, gli incontri nei parchi pubblici per stare insieme senza telefono servono a ricordare che un'alternativa esiste. È una forma di protesta, ma comprende anche la voglia di uscire, passare un pomeriggio al parco, fare festa e divertirsi senza il peso delle notifiche in tasca e di tutto ciò che rappresentano.