In un'intervista a Good Morning America, Selena Gomez è tornata a parlare di benessere mentale, un tema che le sta molto a cuore e che ha cristallizzato nel recente progetto della piattaforma Wondermind. Durante la chiacchierata televisiva, Selena ha detto di aver abbandonato internet da 4 anni e di essere più che felice di averlo fatto. Ha ribadito - cosa che fa spesso, a dire il vero - che da quando i social network non hanno più troppo potere su di lei, la sua salute mentale è nettamente migliorata.

Selena Gomez ha attuato un piano di digital detox intenso anche in virtù del disturbo bipolare di cui ha parlato nel corso della stessa intervista («Per me è stato davvero liberatorio sapere che avevo un disturbo bipolare» ha detto), della sofferenza generata dal continuo confronto con canoni estetici irrealistici, dai gossip e rumors legati alla sua passata relazione con Justin Bieber.

Ma, anche senza attivare un meccanismo di difesa anti-social così drastico, Selena ci offre un ottimo spunto per parlare di diritto allo stand-by, una tregua che, in anni frenetici dal punto di vista delle relazioni interpersonali giocate su un piano virtuale, abbiamo totalmente dimenticato di possedere.

Disconnettersi per un po' (o per sempre)

La sensazione è che ci siamo assuefatti all'idea che quello con i social network sia un rapporto duraturo, sancito da un legame impossibile da recidere. Un contratto per la vita, insomma. E le statistiche sull'uso dello smartphone più recenti ci dicono che abbiamo preso davvero sul serio questa relazione. Una in particolare ha svelato che, in risposta al boom digitale in epoca pandemica, l'86% delle persone coinvolte usa il telefono mentre parla con amici e parenti; che il 69% controlla il telefono entro 5 minuti dal risveglio ogni mattina; che ogni utente controlla il telefono in media 47 volte al giorno, ovvero 17 mila volta e più all'anno. Sembrano statistiche fredde e lontane, ma, potenzialmente, tutti potremmo rientrare in queste percentuali che ci dicono quanto il rapporto con il mondo digitale sia diventato importante, definendo le nostre vite e relazioni.

Le conseguenze su umore e benessere di queste abitudini ormai interiorizzate hanno riverberi sui livelli di ansia e stress; influenzano anche la tendenza narcisistica di ciascuno, spesso con conseguenze spiacevoli sul piano emotivo; possono incrementare i livelli di depressione e acuire la sensazione di solitudine. Infine, possono portare a disturbi dell'attenzione e del sonno.

Mettersi in ascolto per stare bene

Una recentissima ricerca sulla risposta celebrale alla fruizione di podcast ci rivela quanto l'ascolto diventi fondamentale in contesti di rumore, infodemia e assuefazione digitale. Lo studio, portato avanti da Tobin SJ e Guadagno RE, si intitola «Why people listen: Motivations and outcomes of podcast listening»: spiega perché, chi ha integrato questo tipo di contenuti nella sua quotidianità, patisca meno sul fronte mentale, sia più equilibrato, meno ossessionato dalle informazioni e più orientato a seguire gli stimoli generati dalla curiosità intellettuale. Se confrontati con i risultati degli studi recenti sugli effetti indesiderati dell'esposizione ai social media, il podcast esce vincitore da diversi punti di vista: gli ascoltatori abituali di prodotti di intrattenimento e informazione di questo tipo, nella ricerca, vengono tratteggiati come persone indipendenti, con meno malesseri da un punto di vista psicologico e, in generale, con livelli di emozioni negative come stress e ansia più bassi.

Va da sé che, ad esempio parlando di Selena Gomez, la cantante e attrice abbia preso la migliore decisione per se stessa, imponendosi fermi periodi di oblio digitale per salvaguardare il suo benessere. E che i podcast - ma il contenuto informativo può cambiare a seconda delle attitudini di ciascuno - può diventare un ottimo scudo per rimanere aggiornati senza che news e relazioni virtuali prendano il sopravvento sulla psiche. Pur senza arrivare a cancellare i profili personali su tutti i social network su cui ne abbiamo uno o eliminare per sempre Google dalla nostra vita, nulla ci vieta di concederci periodi di silenzio e quiete per ritrovare gli equilibri perduti. Si tratta di un investimento sul nostro benessere: facciamolo fruttare.