I concorsi di bellezza tendono, ormai, a far parlare soprattutto per gli insulti che le Miss ricevono. Lo scrutinio della bellezza femminile porta all'idea che chiunque possa avere da ridire sui corpi delle Miss, specie se questi non corrispondono allo standard di bellezza tradizionalmente inteso., secondo canoni spesso maschili, occidentali e conservatori. Si discute dell'ammissione di ragazze trans, di taglie, orientamento sessuale e, ancora nel 2026, del colore della pelle. Per questo, se sei una ragazza nera e partecipi a Miss Bologna potresti ricevere insulti razzisti.
È successo a Marta Bunda, 24 anni, di origini congolesi e nata a Imola, che ha vinto il concorso in Emilia-Romagna qualificandosi per le selezioni regionali di Miss Italia. Una volta incoronata, sui social e soprattutto su Facebook sono arrivati puntuali gli insulti, tutti rivolti al suo essere nera e quindi non sufficientemente rappresentativa della bellezza italica ed emiliana.
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Marta Bunda e Miss Bologna
Marco Pellegrini, che organizza le selezioni di Miss Italia in Emilia-Romagna dal 1989, ha raccontato di aver notato Marta casualmente per la sua bellezza: «In qualità di talent scout ho fermato io Marta in un locale a Faenza una domenica pomeriggio di circa 4 mesi fa, chiedendole di partecipare facendo l'iscrizione sul sito. Marta ci ha pensato per un mesetto, poi mi ha chiamato, in quanto aveva il timore che ci fossero delle prove di talento; l'ho tranquillizzata dicendole che non erano previste ed ha fatto l'iscrizione». Così, Marta Bunda ha partecipato alla prima selezione il 5 giugno a Faenza e si è classificata al sesto posto e poi, il 10 luglio, è stata eletta Miss Bologna 2026.
Dal punto di vista del regolamento la candidatura di Marta Bunda non ha nulla che non va e rispetta tutti i requisiti stabiliti dal concorso di Miss Italia 2026. Le ragazze che gareggiano, infatti, devono «essere di nazionalità o cittadinanza italiana oppure essere nate in Italia anche se da genitori stranieri e risiedere da almeno dieci anni consecutivi». Per partecipare alle selezioni regionali, inoltre, è chiesto di essere nate o residenti nella regione rappresentata. Bunda è nata a Imola e rispetta tutti i parametri stabiliti.
Gli insulti razzisti
Gli insulti, però, non hanno nulla a che vedere con il regolamento. La bellezza femminile, invece, diventa pretesto per esprimere sentimenti razzisti e veicolo dell'orgoglio italiano. «Proprio la classica ragazza bolognese verace da generazioni», «Votata solo perché scura, l'Emilia di sinistra funziona così», «Torna in Africa. Non sarai mai italiana», «Guardate gli occhi e le facce indignate delle vere ragazze bolognesi», «Bologna elegge miss Sostituzione etnica». Questi sono solo alcuni dei commenti, poi cancellati, pubblicati su Facebook dopo l'incoronazione della ragazza. Secondo l’Osservatorio sul razzismo in Italia, è un episodio grave: «Se hai i documenti, non basta. Se sei nata in Italia, non basta. Se parli italiano, non basta. Se rappresenti la tua città, non basta», scrivono. «Per chi ragiona in questo modo, l'italianità non dipende dalla legge, dalla storia personale o dalla vita vissuta, ma dal colore della pelle». «Ed è proprio questo il razzismo» sottolineano dall’Osservatorio, «negare l'identità e l'appartenenza di una persona non per ciò che è, ma per il suo aspetto». Bunda, a parte sua, ha scelto di non entrare nel merito. Si è limitata a ringraziare chi, invece, le ha mostrato sostegno commentando per congratularsi della vittoria. «Purtroppo, al mondo ci sono persone che non sanno cosa significhi l'umanità», ha scritto, «ma per fortuna ce ne sono molte altre come voi».











