Negli Stati Uniti si è tornati a parlare dell'ICE, una delle agenzie federali statunitensi deputata al controllo delle frontiere e dell’immigrazione. Se ne era discusso molto a livello internazionale questo inverno dopo due uccisioni di civili da parte degli agenti in Minnesota: un uomo e una donna, Renee Nicole Good e Alex Pretti, erano stati uccisi per aver espresso il loro dissenso contro i rastrellamenti dei presunti immigrati irregolari e i metodi violenti dell'ICE e la situazione si era fatta sempre più tesa.

Per alcuni mesi, poi, dell'ICE non si è più sentito parlare finché, qualche giorno fa, a Houston, in Texas, si sono riaccese le proteste. Alcuni agenti hanno fermato un migrante messicano, Salgado Araujo per un controllo e poi gli hanno sparato. Lo stesso è successo a Biddeford, nel Maine, dove un agente dell’ICE ha sparato ad un uomo di 26 anni colombiano Joan Sebastian Guerrero durante un controllo, uccidendolo. Ci sono state fiaccolate, veglie funebri e nuove partecipate proteste in entrambi gli Stati.



nuove uccisioni dell'ice negli stati uniti, cosa succede?pinterest
Houston Chronicle/Hearst Newspapers

Due nuove uccisioni

Salgado Araujo aveva 52 anni ed era un immigrato in attesa di regolarizzazione. Durante un controllo dell'ICE a Huston è stato ucciso con dei colpi d’arma da fuoco, sembra che stesse guidando per andare al lavoro insieme a dei colleghi. Il dipartimento della Sicurezza interna (DHS) a capo dell’ICE, ha riferito che l'agente ha sparato per legittima difesa perché l'uomo lo stava cercando di investire con il suo furgone. Gli altri tre uomini che si trovavano con Salgado Araujo, però, hanno dato una versione dei fatti. Sono tutti stati arrestati e uno di loro ha detto che durante il controllo gli agenti dell’ICE non erano in una posizione in cui il furgone avrebbe potuto investirli nemmeno volendo. Questa volta, però, a differenza del caso di Renee Good non ci sono video perché gli agenti dell’ICE non avevano la bodycam e le registrazioni dei passanti non mostrano il momento esatto dell'uccisione.

Anche Joan Sebastian Guerrero è stato ucciso a colpi di arma da fuoco. Era colombiano, ma aveva un permesso di lavoro negli Stati Uniti. Secondo la ricostruzione del DHS, l’omicidio è avvenuto mentre gli agenti stavano eseguendo una procedura di espulsione a casa di un altro uomo non identificato. Guerrero sarebbe uscito dalla casa e salito in auto senza che gli agenti riuscissero a fermarlo, poi gli avrebbero sparato perché, secondi quanto riferito, avrebbe cercato di investire gli agenti. Anche in questo caso l’agente ICE non indossava la bodycam, nonostante sia loro richiesto e dal video delle telecamere di sorveglianza non è facile ricostruire l'accaduto.

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Ryan Murphy

Le operazioni anti immigrazione

Le proteste a seguito delle due uccisioni ricordano quelle avvenute all'inizio dell'anno in Minnesota, dopo gli omicidi di Renee Good e Alex Pretti, due cittadini americani che si trovavano per strada durante alcune operazioni dell'ICE per segnalare la presenza degli agenti. Le loro morti hanno suscitato una forte ondata di indignazione, tanto che l’amministrazione Trump è stata costretta a ridurre il numero di agenti e cambiare alcuni vertici, compresa la segretaria alla Sicurezza nazionale Kristi Noem, che aveva diretto le operazioni e che è stata licenziata. Eppure nei mesi le operazioni anti immigrazione non si sono fermate e, nell'ultimo periodo, sono riprese con decine di migliaia di arresti (secondo il New York Times ce ne sono state 10.000 solo negli ultimi cinque giorni di giugno).

Al posto di Noem ora c'è il senatore dell’Oklahoma Markwayne Mullin, che sta conducendo le persecuzioni e gli arresti in modo meno plateale. «Le operazioni sono state condotte appositamente dietro le quinte», ha dichiarato al NYT Getsy Hernandez che fa parte di un gruppo di difesa dei diritti guidato da immigrati a Iowa City, ma questo non significa che i metodi dell'ICE siano meno brutali. Da settembre, infatti, gli agenti hanno sparato a più di 20 persone, quasi tutte all'interno delle proprie auto e alcune delle quali sono state fatali.