Questo articolo contiene riferimenti a stupro e violenza sessuale.
In una giornata normale, il mio algoritmo è composto interamente da tre cose: vacanze che non posso permettermi, gatti che vorrei adottare e Zendaya, a volte accompagnata da Tom Holland. Avrei le stesse probabilità di imbattermi in un contenuto sportivo che in qualcosa su Fortnite, cioè praticamente nessuna. Eppure, nell’ultima settimana, la mia pagina Per Te è stata invasa da immagini, meme e reel del centrocampista inglese Jude Bellingham, 23 anni, e dell’attaccante norvegese Erling Haaland, 25.
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Nello specifico, da contenuti che celebrano le loro affettuose dimostrazioni di amicizia: Haaland, il “vichingo di due metri”, che si comporta come la guardia del corpo personale di Bellingham contro gli avversari più aggressivi; i due che si abbracciano in campo; Bellingham che, durante un’intervista dopo la partita, stampa scherzosamente un bacio sulla guancia di Haaland.
L’entusiasmo per la loro innegabile bromance circola sottotraccia su Football Tok da quando si sono conosciuti al Borussia Dortmund nel 2020, ma ora il fenomeno ha assunto una dimensione globale. Mentre i due si preparano ad affrontarsi nei quarti di finale dei Mondiali di sabato (ha vinto l'Inghilterra), non sono l’unica ad avere i social invasi dalla cosiddetta cleated rivalry tra Bellingham e Haaland. I fan la paragonano alla saga romance ambientata nell’hockey Heated Rivalry — negli Stati Uniti le scarpe da calcio con i tacchetti vengono chiamate cleats. Siamo tutti completamente affascinati dal fatto che due dei nomi più importanti del calcio maschile si mostrino così apertamente affettuosi davanti a milioni di persone in tutto il mondo.
Ma che cosa rende la loro amicizia tanto coinvolgente? Probabilmente il fatto che manifestazioni simili di mascolinità positiva siano ancora rare nel calcio maschile, uno sport da tempo segnato da un sessismo pervasivo, dentro e fuori dal campo.
Fin dalla sua nascita, il calcio è stato attraversato da episodi di discriminazione nella cultura dei tifosi. Un tempo il tifo violento si manifestava soprattutto attraverso cori razzisti, sessisti e omofobi sugli spalti. Dopo l’approvazione nel Regno Unito del Football Offences Act del 1991 e l’aumento della sorveglianza negli stadi, però, le molestie si sono progressivamente spostate online.
Basta guardare l’odio sessista rivolto alle compagne dei calciatori, come gli attacchi di body shaming subiti nell’aprile 2024 da Lauren Fryer, fidanzata di Declan Rice. Oppure gli insulti razzisti indirizzati a qualsiasi giocatore nero sbagli un rigore. O ancora i dati secondo cui sette calciatori di Premier League su dieci subiscono abusi attraverso decine di migliaia di post offensivi su X.
Secondo l’organizzazione benefica Kick It Out, che pubblica ogni anno un resoconto sulle segnalazioni di discriminazione durante la stagione, il problema continua a crescere. Nel campionato 2024/25 ha ricevuto 1.398 segnalazioni, in aumento rispetto alle 1.332 della stagione precedente e il dato più alto mai registrato dall’associazione. Una cifra che, spiegano, è più che doppia rispetto a quella di appena quattro stagioni prima.
I numeri diventano ancora più inquietanti se affiancati a una ricerca della Lancaster University, secondo cui i casi di violenza domestica aumentano del 38% ogni volta che l’Inghilterra perde una partita e del 26% quando vince o pareggia. È anche per questo che Women’s Aid lancia una campagna di sensibilizzazione sulla violenza domestica in occasione di ogni Mondiale.
Ma il problema non riguarda soltanto la cultura dei tifosi. Tutt’altro.
Negli ultimi anni, diversi calciatori sono stati accusati di stupro e violenza sessuale. Nel 2022 Benjamin Mendy, allora giocatore del Manchester City, è stato accusato di molteplici reati sessuali, tra cui stupro, tentato stupro e violenza sessuale ai danni di diverse donne tra il 2018 e il 2021. Mendy ha sempre respinto le accuse ed è stato successivamente assolto da tutti i capi d’imputazione, ma gli è stato permesso di continuare a giocare per il club mentre le indagini erano ancora in corso.
Allo stesso modo, l’ex centrocampista dell’Arsenal Thomas Partey ha appena rappresentato il Ghana ai Mondiali del 2026, nonostante sia atteso da un processo per stupro e violenza sessuale il prossimo anno. Si è dichiarato non colpevole rispetto a sette capi d’accusa per stupro e uno per violenza sessuale.
Naturalmente Partey potrebbe essere assolto da ogni accusa, come avvenuto per Mendy, e il sistema giudiziario britannico si fonda sulla presunzione di innocenza nei procedimenti penali ancora in corso. Ma uomini indagati per reati così gravi contro le donne dovrebbero poter continuare a giocare davanti a milioni di tifosi, compresi ragazzi molto giovani e facilmente influenzabili?
Carrie Dunn, sociologa dello sport e autrice di Unsuitable for Females: The Rise of the Lionesses and Women’s Football in England, sottolinea che questo sessismo colpisce anche le commentatrici sportive.
«Storicamente, il calcio ha sempre avuto enormi difficoltà a superare sessismo e misoginia», spiega. «Lo abbiamo visto nelle reazioni alle opinioniste durante i Mondiali, dagli attacchi e dallo scrutinio rivolti a Karen Carney ed Emma Hayes. Ci sono molti uomini che forse non ascolterebbero ciò che dice una donna, ma ascolterebbero altri uomini. È responsabilità di tutti intervenire quando si assiste a qualcosa di sbagliato e il calcio ha un’enorme capacità di abbattere alcune di queste barriere.»
«Ecco perché vedere un’amicizia maschile così stretta è tanto rassicurante, soprattutto tra uomini che non sono più compagni di squadra. Il calcio maschile è tradizionalmente molto tribale: non ci si aspetta di vedere amicizie tra giocatori di squadre diverse come accade nel calcio femminile, dove la rivalità non raggiunge la stessa intensità».
Ed è proprio per questo che l’amicizia tra Bellingham e Haaland conta.
Mentre la crescita della manosfera promuove una mascolinità egemonica e le ricerche segnalano un preoccupante aumento della misoginia tra gli uomini della Gen Z — il 31% afferma che le donne dovrebbero “obbedire” ai propri mariti — vedere due simboli dello sport maschile smontare pubblicamente la mascolinità fragile su un palcoscenico globale non è soltanto rassicurante: è fondamentale.
Jude Bellingham ed Erling Haaland hanno giocato nella stessa squadra?
Jude Bellingham ed Erling Haaland sono stati compagni di squadra al Borussia Dortmund dal 2020 al 2022. Haaland è arrivato nel club della Bundesliga nel gennaio 2020, mentre Bellingham si è trasferito dal Birmingham City nel luglio dello stesso anno.
Durante le due stagioni trascorse insieme hanno formato una delle coppie di giovani talenti più entusiasmanti d’Europa, contribuendo alla vittoria della Coppa di Germania 2020/21. Hanno disputato insieme 63 partite in tutte le competizioni, con Bellingham autore di sette assist per i gol di Haaland.
Jude Bellingham ed Erling Haaland sono amici?
Sì, i due sono generalmente considerati molto amici. Hanno sviluppato un forte legame durante gli anni al Borussia Dortmund e hanno continuato a parlare l’uno dell’altro con grande stima nonostante oggi giochino in club rivali, Manchester City e Real Madrid.
Spesso vengono fotografati mentre chiacchierano dopo le partite, si scambiano le maglie e si sostengono pubblicamente. Sebbene diventino avversari agguerriti quando si incontrano in Champions League o con le rispettive nazionali, hanno più volte dimostrato che la loro amicizia va oltre il calcio.
In quale squadra gioca Erling Haaland?
Erling Haaland gioca nel Manchester City, in Premier League, e rappresenta la Norvegia a livello internazionale.
In quale squadra gioca Jude Bellingham?
Jude Bellingham gioca nel Real Madrid, nella Liga, e rappresenta l’Inghilterra. Da quando entrambi hanno lasciato il Borussia Dortmund, si sono affrontati diverse volte in Champions League, diventando protagonisti di due dei club più importanti d’Europa.












