Negli ultimi mesi di Gaza si parla sempre meno, specie da quando è iniziata la guerra in Medio Oriente con gli attacchi all'Iran da parte di Stati Uniti e Israele. Eppure la situazione nella Striscia continua a essere drammatica. C'è una grave crisi idrica, le condizioni di vita delle persone sono precarie, gli edifici e le infrastrutture distrutte e i militari israeliani continuano ad occupare quasi la metà del territorio della Striscia. Gli attacchi di Israele, poi, non si sono sostanzialmente mai davvero fermati, e persino l'apporto di cibo e medicinali continua ad essere limitato. Di fatto la cosiddetta “fase due” dell'accordo per il cessate il fuoco non è ancora stata messa in atto, anche se ora qualcosa potrebbe cambiare.

Lunedì, infatti, Hamas ha annunciato lo scioglimento dell’organismo attraverso cui governava la Striscia da quasi vent’anni. Ha fatto sapere che trasferirà i poteri al Comitato tecnico creato sulla base dell’accordo per il cessate il fuoco con Israele. Ma questo, esattamente, che cosa significa e che conseguenze avrà?



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OMAR AL-QATTAA

L'annuncio di Hamas

Hamas ha governato la Striscia di Gaza dal 2007 operando come forza militare, come polizia e autorità repressiva ma anche come l'unico punto di riferimento per la popolazione in termini di bisogni primari, amministrazione e gestione della vita pubblica. Ora il gruppo sembra aver deciso di sbloccare la situazione permettendo l’insediamento dell’organismo tecnico previsto dall’accordo per il con Israele ossia il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza (NCAG). L'organismo è stato istituito tramite il Consiglio di pace o Board of Peace, un’organizzazione internazionale voluta da Donald Trump per cercare di facilitare il processo di pace e la ricostruzione nella Striscia di Gaza dopo i devastanti bombardamenti degli ultimi anni. Il Comitato di fatto è già stato creato: all'inizio dell'anno sono stati nominati i 13 tecnici palestinesi ed è stato scelto Ali Shaath, un ingegnere nato a Gaza, per presiederlo.

Mohammed al-Farra, capo dell'amministrazione di Hamas, ha annunciato le sue dimissioni e quindi il passaggio di poteri al NCAG sostenendo che Hamas avrebbe posto fine immediatamente alla sua direzione politica, mentre e i dipendenti pubblici e i funzionari statali sarebbero rimasti in carica fino a transizione avvenuta. «Dopo aver verificato che tutti i preparativi necessari per il passaggio di consegne del sistema di governo nella Striscia di Gaza siano stati completati, presento le mie dimissioni dalle cariche di presidente del comitato di monitoraggio dei lavori governativi nella Striscia di Gaza e di presidente del comitato governativo di emergenza», ha fatto sapere in un comunicato. Eppure le possibilità di un effettivo cambio di governo sono remote perché, ad oggi, Israele si oppone a lasciare entrare nella Striscia i membri del comitatoche sono bloccati al Cairo da quando si sono riuniti lo scorso gennaio.

Cosa succederà ora?

Secondo diversi analisti, l'annuncio di Hamas sembra più che altro una mossa simbolica per cercare di sbloccare il processo di ricostruzione e gli aiuti umanitari. Anche se il presidente del NCAG, ha scritto lunedì sui social media che il Comitato è «pienamente pronto ad assumere le proprie responsabilità nazionali non appena saranno disponibili le risorse e le capacità necessarie» difficilmente Israele lo consentirà. Netanyahu, che attende le elezioni di ottobre, non sembra intenzionato a mostrarsi accomodante in alcun modo verso Gaza ed è contrario qualsiasi forma di autogoverno palestinese nella Striscia. Inoltre, il governo israeliano ha fatto sapere tramite il ministro degli Esteri Gideon Saar che l’annuncio di Hamas non cambia le cose, ma che è solo un mezzo per «evitare il disarmo».

La seconda fase del cessate il fuoco, infatti, richiedeva il ritiro dell’esercito israeliano dalla Striscia di Gaza e il disarmo di Hamas, ma nessun dei due obiettivi è stato raggiunto. Hamas non ha fatto alcun riferimento al proprio disarmo, che per Israele è una condizione necessaria per proseguire i negoziati, e Israele continua i raid aerei e gli sforzi per conquistare altro territorio.