Il mondo del calcio è ormai sempre più variegato, aumentano di anno in anno le donne e le ragazze che vanno regolarmente allo stadio e si parla sempre di più di come rendere gli ambienti calcistici più inclusivi. Un mondo considerato strettamente maschile, dove trovano spazio rituali spesso legati alla costruzione della maschilità si sta aprendo al pubblico femminile. Eppure c'è un tema di cui non si parla ancora abbastanza e che diverse associazioni e realtà legate alla lotta contro la violenza di genere stanno cercando di fare emergere mentre si stanno svolgendo i Mondiali 2026. Si tratta del legame tra il calcio e le molestie, ma anche tra il calcio e gli abusi domestici.
C'è, in effetti, un collegamento, testimoniato sia da studi sul tema, che da episodi di molestie negli stadi, subito dopo le partite in luogo pubblico (come nel caso della giornalista italiana aggredita in diretta) o anche in contesti domestici. Non è il calcio in sé a rendere gli uomini più violenti, chiaramente, ma, come fanno notare gli attivisti, il consumo di alcol, le emozioni forti legate alle vittorie e alle sconfitte sportive unite a certe dinamiche di branco possono esacerbare i comportamenti violenti preesistenti.
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Le violenze negli stadi
Una nuova ricerca commissionata dall'organizzazione benefica inglese Kick it Out che si occupa di monitorare e sconfiggere ogni forma di discriminazione nel calcio e nello sport, ha rilevato che i gruppi marginalizzati, tra cui le minoranze etniche, i tifosi LGBTQ, le persone con disabilità, così come i tifosi più giovani, hanno maggiori probabilità di sentirsi insicuri nei giorni delle partite e di subire sessismo negli stadi di calcio. Lo stesso vale per le donne: oltre la metà (52%) delle ragazze tifose di calcio ha sperimentato gesti o frasi sessiste allo stadio. Quasi una su quattro ha detto di non sentirsi al sicuro durante le partite. Il 42% delle donne che vanno regolarmente allo stadio ha subito comportamenti sessisti, tra cui domande aggressive sulle regole del calcio, fischi, commenti, vessazioni. Alcune tifose intervistate hanno anche parlato di approcci e palpeggiamenti inappropriati, fino ad arrivare a vere e proprie aggressioni sessuali durante una partita.
C'è, tra l'altro, la sensazione che questi comportamenti vengano normalizzati proprio per la convinzione che l'ambiente stesso del calcio appartenga agli uomini e non alle donne. Sei tifose su dieci (60%) hanno visto liquidare come scherzi dei comportamenti sessisti. Quasi la metà (48%) delle donne ha assistito o subito insulti sessisti sugli spalti, sui mezzi pubblici diretti allo stadio o in un locale. Tra queste, il 53% si è sentito dire che avrebbe dovuto trovarsi altrove (ad esempio il classico «Torna in cucina»), il 46% ha ricevuto richieste oscene e il 27% ha sentito insulti a sfondo sessuale.
Violenza Domestica
Un altro tema, forse ancora meno trattato, è quello dell'aumento degli episodi di violenza domestica in relazione al calcio. Durante questi Mondiali in Canada, Messico e Stati Uniti d'America, si sta cercando di parlarne di più, tanto che, ad esempio, l'organizzazione benefica britannica Women's Aid sta sfruttando la visibilità del torneo per lanciare una nuova campagna intitolata "The Other Kick Off" ossia "L'altro calcio d'inizio". Se la partita inaugurale dell'Inghilterra ai Mondiali è iniziata alle nove di sera, Women's Aid ha individuato un altro momento cruciale della serata, ossia le 23.37. Se si considera il tempo della partita, i festeggiamenti o le lamentele per la sconfitta fuori dallo stadio e il tragitto verso casa è, si tratta più o meno, dell'orario in cui molti uomini tornano a casa dopo aver visto la partita. Secondo l'organizzazione è un momento particolarmente spaventoso per le donne e i bambini che vivono in un contesto di violenza domestica.
La nuova campagna si basa su uno studio dell'Università di Lancaster che ha scoperto che, durante gli scorsi Mondiali, le segnalazioni di violenza domestica aumentavano del 38% quando l'Inghilterra perdeva una partita e del 26% quando vinceva o pareggiava. Una delle organizzazioni affiliate a Women's Aid, The Dash Charity, ha addirittura segnalato un aumento del 79% delle chiamate e delle segnalazioni al servizio di assistenza telefonica durante gli Europei di calcio del 2021. «Per chi subisce abusi, il fischio finale della partita segna l'inizio di qualcosa di spaventoso e potenzialmente letale», ha dichiarato Farah Nazeer, amministratrice delegata di Women's Aid, «Sappiamo che la violenza domestica non è causata dal calcio, ma sappiamo anche che le emozioni intense e il consumo di alcol possono portare a un aumento della frequenza e della gravità degli episodi di violenza domestica». Parlarne di più, specie durante i Mondiali, significa far emergere il fenomeno, ed è il primo passo per provare a scardinarlo.











