Possiamo affermare con certezza che questa estate 2026 non è stata in grado di consacrare un vero e proprio tormentone estivo capace di superare di gran lunga gli altri brani. Al contrario, sono cominciati a sparire dalle classifiche Fimi e dalle rotazioni radiofoniche singoli generati dall'intelligenza artificiale.
Oggi, grazie a modelli di intelligenza artificiale accessibili a chiunque, non servono anni di conservatorio o band. Tutti possiamo diventare producer e realizzare la nostra musica (anche con brani che parlano di noi, sì): basta impostare un prompt, scrivere un testo o farlo generare, indicare sound e strumenti preferiti e lasciare che l'algoritmo componga per noi una traccia rifinita in ogni dettaglio.
Bello, direte voi (e le app come Suno che stanno conquistando milioni di utenti in tutto il mondo). La pensano diversamente però tutti gli artisti che di musica ci vivono e, a causa di questo, vedono il loro lavoro svanire nel nulla. La dimostrazione di questa deriva è esplosa con il caso di Gisèle (cantante creata con IA) e Il brano "Dimanche Midi Pile", sospeso da NIQ/FIMI dalle classifiche ufficiali e bandito dalle rotazioni radiofoniche di RTL 102.5. Un campanello d'allarme (questa volta non generato dall'intelligenza artificiale) per un mercato che non può più far finta di niente.
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Diventata rapidamente una delle tracce più discusse e trasmesse dell'estate, "Dimanche Midi Pile" si presenta come una ballad indie-pop in lingua francese. Nessuna biografia ufficiale dell'artista, zero interviste, nessun volto riscontrabile e un videoclip che dichiara apertamente l'utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale. Il sospetto che l'intero brano sia frutto di modelli generativi non autorizzati ha fatto così scattare l'intervento immediato della FIMI, d'accordo con una coalizione di case discografiche tra cui Sony Music, Universal Music Group e Warner Music Group (etichetta che distribuisce il brano in questione).
La FIMI negli ultimi giorni ha stabilito una nuova policy per delineare «un confine netto tra la creatività guidata dall'essere umano e le opere puramente sintetiche o generate da modelli di IA non autorizzati. Contribuirà inoltre a garantire che i brani con un numero di ascolti gonfiato in modo fraudolento non vengano riconosciuti e celebrati nelle classifiche». Per rientrare nella Top of the Music by FIMI/NIQ, una registrazione deve soddisfare tre criteri fondamentali: il servizio di IA deve essere debitamente autorizzato e lecito, il brano deve essere sostanzialmente realizzato da un essere umano e non devono esserci preoccupazioni relative alla manipolazione degli ascolti. A questi si aggiungono la conformità alle leggi sul diritto d'autore e l'obbligo di segnalare l'uso dell'IA ai consumatori sulle piattaforme di streaming.
Sulla stessa linea si è mosso il mondo radiofonico: «Occorre evitare che brani del genere, che non rispettano i parametri IA, arrivino nelle classifiche e al prossimo Festival di Sanremo, ma più in generale nelle rotazioni di tutte le radio», tuona Lorenzo Suraci, presidente di RTL 102.5, annunciando la sospensione del brano insieme a Radio Zeta e Radiofreccia. Come sottolinea Enzo Mazza, CEO FIMI: «Questi princìpi offrono un quadro chiaro e pratico che consente gli usi legittimi dell’IA, garantendo al contempo che le registrazioni generate utilizzando modelli non autorizzati non vengano riconosciute nelle nostre classifiche ufficiali».
I primi cambiamenti tra badge su Spotify e trasparenza
Il caso di Gisèle apre uno scenario pronto a ridefinire il futuro dell'intera filiera musicale. Per arginare l'enorme crescita di musica IA (come i brani di Sienna Rose e Velvet Sundown, giusto per fare qualche esempio) Spotify ha introdotto il badge «AI Persona» per identificare i profili che utilizzano identità generate artificialmente, escludendo questi ultimi dalle raccomandazioni editoriali (algoritmi inclusi).
Parallelamente, la tecnologia sta iniziando ad essere trasparente. I modelli avanzati, infatti, come quelli sviluppati da Anthropic con Claude, si stanno preparando a implementare sistemi di tag automatico per l'IA. Questa evoluzione renderà sempre più complesso tentare di spacciare per umane opere nate da un prompt. Come sta cambiando il domani? Un dato è certo: il diritto d'autore (al momento) ringrazia.











