Con una lunga poesia pubblicata sul suo profilo Instagram, Belén Rodriguez ha raccontato cosa vuol dire per lei essere una donna in una società che critica, seziona, analizza l'operato femminile attraverso il filtro del pregiudizio. Lo ha fatto in un momento personale molto complesso, quello in cui ha deciso di parlare pubblicamente dei tradimenti subiti dall'ex marito Stefano De Martino e della lotta per la custodia della figlia Luna Marì con l'ex compagno Antonino Spinalbese. «Se stai zitta sei una sottomessa, se dai voce alla tua vita 'NON SEI UNA TIPA SERIA', sei anche poco elegante, poco raffinata, sboccata, volgare, stronza eppure scema», ha scritto nella sua riflessione, evidentemente citando la sua situazione. La conduttrice argentina, infatti, dopo un periodo molto difficile e la rinascita grazie al suo nuovo fidanzato Elio Lorenzoni, ha deciso di vuotare il sacco sulle sue passate relazioni senza fare alcuno sconto ai suoi ex, in particolare De Martino, accusato di averla tradita, trattata male, offesa quando Belén era più vulnerabile.

La poesia di Belén, che a molti followers ha ricordato, per toni e contenuti, il bellissimo monologo di America Ferrera nel film Barbie, cita le difficoltà delle donne nel farsi prendere sul serio in una società in cui «sarai sempre più debole, sempre più stupida, sempre più fragile, il sesso debole dicono, dicono…».

«Non andrà mai bene», ha continuato Belén «se lavori, se non lavori, se sei mamma, se non lo sei, se sei indipendente oppure una mantenuta, se vai in palestra o ti lasci andare. Se ti trucchi troppo o troppo poco, se sei giovane, troppo giovane per capire». La riflessione sembra nascere dal fatto che le parole della conduttrice sulle sue trascorse relazioni, così come la sua brutale onestà, non sono state totalmente apprezzate dal pubblico: in diverse occasioni è stata accusata di aver attirato troppo l'attenzione sui suoi affari privati, un segno di mancata coerenza, visto che la stessa Belén ha più di una volta chiesto una tregua ai giornali scandalistici, a suo dire invadenti e troppo interessati alle sue relazioni. La poesia, dal titolo Il mio corpo mi ha chiesto mi ha chiesto di non combattere, sembra nascere dal bisogno di mettere un punto alle polemiche dopo aver provato, invano, a rimanere in silenzio. Ecco il testo integrale.

«Intanto è una causa persa.
Quando nasci donna
Non vincerai mai contro lui
Contro “il pregiudizio”
Lui è un maschio, hai già perso.

Sarai sempre più debole, sempre più stupida, sempre più fragile, il sesso debole dicono, dicono…..
Squilibrata, colpa degli sbalzi ormonali!
Quindi fuori luogo
Pazza, paranoica…..già!

Non andrà mai bene
Se lavori, se non lavori
Se sei mamma, se non lo sei
Se sei indipendente oppure una mantenuta
Se vai in palestra, o ti lasci andare
Se ti trucchi troppo o troppo poco
Se sei giovane, troppo giovane per capire
O troppo vecchia per sentirti giovane
Se fai l’amore va bene
se invece facciamo sesso
Sappiamo già come ci chiamano

Se sai cucinare, oppure puzzi di fritto
Ma questa dote determina se sei una brava donna di casa oppure no!

Se stai zitta sei una sottomessa
Se dai voce alla tua vita “NON SEI UNA TIPA SERIA”, sei anche poco elegante, poco raffinata, sboccata, volgare, stronza eppure scema!

Ma se poi stiamo in silenzio (e ho provato anche a fare questo) ACCONSENTIAMO, così dice il detto giusto?
Allora che faccio parlo non parlo?, vado a destra o a sinistra?, guardo in alto o guardo in basso?, vado al nord oppure vado al sud?
Aspettate!
Mi sento confusa.
“Il corpo” mi ha chiesto di non combattere, perché essendo un maschio (IL CORPO)
sa meglio di me che come faccio SBAGLIO»