Con le recenti tensioni in Medio Oriente, il caos legato allo stretto di Hormuz e più in generale alla luce dell'attuale delicatissima situazione geopolitica internazionale, potremmo dover rivedere - almeno potenzialmente - i nostri piani per l'estate 2026. Nascondere la polvere sotto al tappeto, in questo caso, non ha senso e sarebbe anche poco onesto: esiste infatti il rischio concreto che molti voli già prenotati con mesi di anticipo vengano cancellati, soprattutto a causa delle ridotte scorte di carburante disponibile per gli aerei.



      Al momento è ancora troppo presto per fasciarsi la testa, ed è comunque possibile che l'emergenza sia più presunta che reale, anche se alcun compagnie hanno già annunciato di dover tagliare molte tratte. Cosa fare, dunque, in questi casi? Possiamo davvero sperare di ottenere un rimborso? Senza allarmismi eccessivi, facciamo insieme il punto a riguardo!

      Cosa succede (di norma) se il volo viene cancellato

      Nell'Unione Europea vige una normativa molto rigida rispetto ai diritti dei clienti delle compagnie aeree, che precisa che in caso di cancellazione come passeggeri abbiamo sempre la facoltà di scegliere tra il rimborso del biglietto, un volo alternativo per la destinazione finale o un volo di ritorno al punto di partenza. Durante l'attesa, la compagnia dovrà inoltre garantirci l'adeguata assistenza (pasti, chiamate e, se necessario, pernottamento).

      Inoltre, se la comunicazione dell'annullamento dovesse avvenire con meno di 14 giorni di preavviso, potremmo persino avere diritto a un indennizzo economico (cioè un risarcimento). Spetta comunque alla compagnia dimostrare di averci avvisato per tempo; se riteniamo che i nostri diritti non siano stati rispettati, possiamo rivolgerci alle autorità competenti.

      Il caso delle circostanze eccezionali

      Esiste un’eccezione fondamentale che solleva le compagnie aeree dall'obbligo di pagare l'indennizzo economico: è lo scenario delle «circostanze eccezionali». Rientrano in questa categoria eventi come condizioni meteo proibitive, scioperi esterni (dei controllori di volo, ad esempio) o carenze improvvise di carburante.

      È importante però sottolineare che, anche in questi casi, il passeggero conserva sempre il diritto al rimborso del biglietto o alla riprotezione, cioè il reperimento di un altro volo che ci porti alla stessa destinazione. Le circostanze eccezionali, invece, annullano solo il risarcimento extra. Inoltre, per negare tale pagamento, il vettore ha l'obbligo di produrre prove concrete (come verbali tecnici o registri di volo) sia alle autorità di controllo che ai passeggeri, in totale conformità con le norme sulla trasparenza.

      Un guasto tecnico all’aereo è considerato «circostanza eccezionale»?

      La risposta a questa domanda è positiva, ma solo se il difetto tecnico è correlato a un evento non causato dalla normale attività del vettore aereo e che sfugge al suo controllo per natura o origine. Ad esempio, un difetto di fabbricazione occulto rilevato dal costruttore o da un'autorità competente, oppure danni all'aeromobile causati da atti di sabotaggio o terrorismo, sono classificabili come circostanze eccezionali.

      Le parole del commissario europeo ai trasporti: «Niente risarcimento per carenza di jet fuel»

      A fare ulteriore chiarezza nel merito della questione c'è stato l'attuale commissario europeo ai trasporti Apostolos Tzitzikostas, che in occasione di una recente conferenza stampa - come riporta AdnKronos - ha precisato che qualora la cancellazione di un volo durante la stagione estiva fosse causata da una carenza di carburante, i viaggiatori non potranno richiedere il risarcimento supplementare. Resteranno comunque garantiti il rimborso del titolo di viaggio o l'imbarco su un volo alternativo, proprio perché la scarsità di jet fuel è considerata una «circostanza eccezionale» . Tale tutela non si applicherebbe invece in caso di semplice aumento dei prezzi del combustibile: in quella circostanza, il passeggero conserva il diritto a ricevere anche l'indennizzo economico. In breve, per il momento non c'è alcun motivo di andare nel panico!