C'era una volta l'Instagram Husband, ovvero il partner digitalmente abile e per di più valido videomaker e fotografo, capace di cogliere, col suo obiettivo, i momenti più belli della vita del* propri* compagn*. Alla base del concetto di Instagram Husband c'è la possibilità di comunicare tramite lo stesso linguaggio digitale, magari perché entrambi i partner hanno profili social attivi, riferimenti pop condivisi, conoscono, insomma, il substrato di fenomeni e trend che pullulano online e il loro valore, possibilmente anche in ottica professionale.
Ma una relazione può funzionare solo con queste premesse? Insomma, il partner ideale è quello che sa benissimo di cosa parliamo quando citiamo il "fenomeno TitTok Natasha con le sue colazioni", che saprebbe risalire alle origini del meme "Confused Travolta" senza neanche stare a pensarci, che pubblica ogni momento della storia e della sua vita (o quasi) ed è fan del mantra "Se non lo posti non è mai accaduto?". Forse no. Anzi, pare serpeggiare e diffondersi sempre di più l'idea che l'Offline Boyfriend, ovvero il partner che non vuole saperne di comparire online, pubblicare, ricondividere, fare live, farsi taggare, sia forse quello a cui ambire per mantenere l'equilibrio e non farsi fagocitare dai meccanismi meno sani dei social.
Bella Hadid e Marc Kalman, un caso studio
Se trasliamo questa idea sulle relazioni delle celeb, forse il caso più emblematico è Bella Hadid. Bella ha avuto diverse relazioni passato, molte delle quali definite tossiche dalla diretta interessata. La più celebre è quella con The Weeknd, che è stata sotto gli occhi di fan e pubblico per diversi anni, non sempre con risvolti positivi. E infatti da questa sovraesposizione sentimentale Bella Hadid ha guadagnato un sacco di problemi ed ereditato parecchi strascichi sul fronte benessere mentale. Da diversi mesi la modella sta uscendo con un altra persona, Marc Kalman, di cui si sa relativamente poco. Kalman non è sui social, appare su quelli della fidanzata raramente, sul web compaiono su di lui solo informazioni essenziali - chi è, cosa fa, quanti anni ha - e non sembra essere una di quelle persone che devono esserci per forza per tenere aperto il canale, per mostrarsi o mostrare ciò che fa, anche se potrebbe anche solo in virtù della fidanzata iper-famosa. Per quel che ne sappiamo, Kalman potrebbe essere effige perfetto di questo Offline Boyfriend che vive al di sopra dei social network e non sa nulla di quanto vi accade sopra. Anzi, di più: non gli interessa.
Il trucco è trovarsi a metà
Secondo un bel profilo tracciato da una giornalista di The Cut, l'offline boyfriend ideale non è il radical chic che si sente superiore ai social network e non li usa per questioni politiche o di principio. Semplicemente, stare online non gli interessa. Fintanto che il web gli serve per lavorare, informarsi, alimentare le sue passioni questo ha un senso, che cessa di avere valore quando diventa luogo di intrattenimento, di gossip, di cringe, di scroll selvaggio tanto per riempire il tempo. Non che questi aspetti siano sbagliati, per carità: solo che non sempre si possono condividere in toto con le persone della propria vita. E se uno dei due naviga sul web da esperto marinaio e l'altro - partner, amico, parente - invece no, vivrà sì un piccolo gap digitale e sociale, senza che questo debba diventare per forza un problema. Senza fare la morale, che qui sui social bazzichiamo tutti con più o meno passione, non serve addentrarsi nella folta schiera di ricerche e approfondimenti psicologici sui limiti della sovraesposizione sul web, l'uso costante dei filtri, la tendenza a traslare nel mondo online ogni singola relazione offline solo perché ci sembra che, mostrandola agli altri, gli diamo valore, per discutere dei lati oscuri dell'online world.
Ci siamo (forse) persino stufati delle dating app, perché abbiamo voglia di incontrare persone dal vivo senza i match di mezzo. Forse è un segno che non ci siamo stancati dei social in generale, ma che la fatigue - ovvero la spossatezza mentale generata da azioni che si protraggono nel tempo e generano frustrazione e, appunto, fatica - è sempre più una sensazione pressante. E se anche l'offline boyfriend fosse la soluzione a questi mali, o quanto meno, un balsamo lenitivo delle nostre social-manie?












