C'è una discussione su Reddit, piuttosto accesa, che si intitola «Come comportarsi con un'amica che porta sempre il fidanzato con sé?». Anche su TikTok il tema è decisamente sentito con video POV dove l'amica in questione comunica con nonchalance che porterà il ragazzo in questione al brunch tra amiche, al compleanno con sole ragazze o al caffè chiaramente pensato per essere a due, in modo da poter parlare a tu per tu.

Anche The Cut ha dedicato di recente un pezzo a questo tema dopo che una lettrice ha sollevato il problema: a quanto pare ha un'amica che porta sempre suo marito ad ogni cosa che fa. «Non ho nessuna voglia di passare il mio tempo libero ad ascoltare le opinioni di uomini etero. Anche le nostre amiche in comune la pensano allo stesso modo», scrive, «non voglio il pacchetto completo». Su Reddit c'è chi dice «Ho smesso di frequentare la mia amica per questo motivo. Anche perché il suo ragazzo era insopportabile», mentre la risposta delle esperte di The Cut è chiara: «non hai un problema con il marito di un'amica. Hai un problema con l'amica».



«Può venire anche il mio ragazzo?»

Secondo la psicologa Benedetta Gasperini, «Quando una coppia è agli inizi, è piuttosto comune che i due vogliano passare ogni momento insieme. Non si tratta solo di entusiasmo: spesso è un modo per rassicurarsi a vicenda». Dall'esterno possono anche sembrare sdolcinati o fastidiosi, ma è esattamente ciò che succede quando ci si innamora. «In quella fase», aggiunge, «si tende a idealizzare l’altro e a cercare in lui (o in lei) una conferma del proprio valore, un senso di stabilità, quasi una “prova” di essere finalmente amati in modo sicuro». È possibile, quindi, che l'amica o l'amico in questione trovi talmente naturale passare il tempo con il suo nuovo partner da non porsi nemmeno il problema che la sua presenza possa non risultare gradita o cambiare le dinamiche di amicizia.

Diverso è, invece, quando la cosa tende a diventare un'abitudine e la presenza del partner risulta irrinunciabile anche in contesti dove andrebbe valorizzato il rapporto personale o sono stati organizzati momenti tra amiche. «Le amiche», secondo l'esperta, «possono sentirsi messe da parte. Se prima erano quelle con cui si condivideva tutto, ora vedono arrivare qualcun altro a occupare quello spazio. Non è solo questione di tempo rubato, ma di ruolo perduto. E questo può far male, soprattutto se il legame era molto intimo. A volte, senza neanche accorgersene, l’amica può provare una sorta di gelosia: non romantica, ma relazionale. È il fastidio di chi si sente “declassato” da testimone privilegiato a spettatore esterno».

Cosa fare?

«Il fastidio che si prova è del tutto umano», rassicura Gasperini, «È normale sentirsi trascurati o addirittura sostituiti. Il problema nasce quando quel disagio non viene riconosciuto e si trasforma in critica al partner o in silenzi carichi di risentimento. Così, invece di proteggere l’amicizia, la si logora». Secondo The Cut è importante mettere dei paletti: provare con frasi come «Che carino che voglia venire, ma stasera abbiamo deciso di non portare i nostri ragazzi», oppure «Oggi mi piacerebbe davvero passare del tempo solo con te». A quel punto è consigliabile fare una controproposta, creare un'occasione in cui invece possano venire entrambi e rendere chiaro che ciò che si chiede sono alcuni momenti dedicati per coltivare un rapporto a due o tra ragazze.

Una soluzione può essere parlare direttamente con la propria amica (o il proprio amico): «Il modo più onesto e meno colpevolizzante è dirlo con semplicità, senza paragoni né accuse», consiglia la psicologa, «Per esempio: "Sono felice che tu stia bene con lui, ma mi manca stare un po’ da sole come facevamo. Mi va di più parlare con te quando non c’è nessun altro intorno"». In questo modo si limita il rischio di rovinare l'amicizia allontanando la persona a cui teniamo. «Non si chiede di scegliere, né di tornare indietro. Si chiede solo di non sparire del tutto. E ,spesso, basta questo per ritrovare un equilibrio che tenga conto sia dell’amore nuovo che dell’amicizia vecchia, senza che l’uno debba cancellare l’altra».