1. Ogni coppia aperta è diversa. C'è chi non presenta mai fra loro i vari partner, c'è chi invece li condivide e c'è chi scopre di volere una relazione aperta solo dopo anni di una relazione monogama. Ce n'è per tutti i gusti, insomma, dipende dai soggetti, dagli accordi, dalla sensibilità, dalle storie. Non ci sono regole fisse, le relazioni aperte sono definite tali proprio perché c'è molta libertà nel viverle, una libertà condivisa e rispettata da tutti gli attori coinvolti: è proprio questo il bello.
2. Chi è dentro una relazione aperta ha bisogno di tante cose diverse. Tu, ad esempio, sei sempre stata la stessa con tutti i partner che hai avuto? O sei sempre la stessa con tutte le persone che incontri? Io penso di no, ognuno di noi è sempre diverso a seconda degli stimoli che ci danno le persone che ci troviamo davanti. E chi sente il bisogno di una relazione aperta probabilmente vuole la ricchezza che diverse persone possono dare, non gli/le basta una relazione esclusiva con una persona sola.
3. Essere in una relazione aperta NON significa essere omosessuali. Qualcuno lo pensa ancora in automatico. Ma essere in una relazione aperta al massimo significa essere appunto "aperti" in tutti i sensi, anche a qualsiasi orientamento sessuale a cui ci si possa sentire affini. Le etichette non possono andare d'accordo con una situazione "libera" per definizione.
4. Non è necessario che la famiglia di origine sappia proprio tutto. Cioè che mamma e papà siano informati circa tutti i partner, contemporaeni o meno, della vita. Soprattutto se non sono pronti ad accettare la situazione. Spesso non lo sono nemmeno per le relazioni "trazionali", figuriamoci per quelle aperte.
5. Anche chi è dentro una relazione aperta può essere geloso. Ma la soluzione, solitamente condivisa, è parlarne insieme e capire che la gelosia è un sentimento normale e comune a tutti. Accettarlo porta a un altro livello: esiste, è vero, ma è comprensibile e addirittura superabile, se tutti giocano a carte scoperte. E così potrebbe anche capitare che un partner sia in qualche modo arricchito dalla presenza o addirittura dalla frequentazione del suo diretto "rivale". Incredibile, no?












