Lotta allo stereotipo e grido alla libertà. È questo ciò che rappresenta Eurovision, la manifestazione che torna in Italia dopo 31 anni grazie alla vittoria dei Måneskin a Rotterdam nell’ultima edizione, e che da sempre è simbolo di unione e confronto tra Paesi differenti. Nata nel 1956 per iniziativa dell’EBU, l’ente che riunisce le televisioni pubbliche europee, con il tema “The Sound of Beauty” diventa quest’anno più che mai il veicolo per promuovere l’unità e la bellezza di un mondo dove la musica non ha confini. Quaranta delegazioni, dovevano essere 41. Ucraina presente, assente la Russia.
Da questa sera (10 maggio) al 14 maggio, al Pala Alpitour di Torino, a rappresentare l’Italia ci sono Blanco e Mahmood che con “Brividi” hanno vinto il Festival di Sanremo e che, con una versione ridotta a 3 minuti di durata, cantano quell’amore in cui tutti si riconoscono. Sono i volti dell’inclusività, di una generazione musicale che può parlare a chiunque. Generazione Eurovision, possiamo chiamarla così, senza pensare all’anno di nascita, ma piuttosto al modo di intendere la musica, vivere il mondo, sentirlo. Una generazione che guarda alle emozioni, alla gentilezza, ai diritti.
Che fa della bellezza un principio, non estetico ma di ricerca. Una generazione che “è il messaggio quello che conta”. Dall’eleganza statuaria di Cipro, alla delicatezza dell’Islanda, dal rock della Finlandia alle maschere della Norvegia fino al nostro Achille Lauro che si schiera con San Marino, a Eurovision c’è spazio per tutti. Conducono tre grandi nomi dello spettacolo, Alessandro Cattelan, Laura Pausini e Mika [la cover story di questo Cosmopolitan, nda], e lo fanno in inglese, come richiesto dalla manifestazione.
A eccezione dei Big Five - Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito, cioè i cinque Paesi che di diritto entrano in finale perché maggiori finanziatori dello show - gli altri per essere su quel palco devono superare una semifinale con voti da una giuria e dal pubblico, sempre da record, considerando che Eurovision è infatti la manifestazione più seguita sul pianeta, seconda solo ai Mondiali di Calcio. Una macchina televisiva perfetta in grado, per tre sere, di raccoglierci tutti insieme dentro a un’unica generazione senza conflitti e confini. Se solo bastasse la musica.
Achille Lauro
Lauro De Marinis, sinonimo del cambiamento. Diventa Achille Lauro nel 2012, il rap e l’hip hop alle origini (ma anche i Doors), la trap, fino al pop e al rock, per canzoni che nascono spesso in una villa in cui vive per mesi con i suoi collaboratori. Oggi Achille Lauro, 31 anni, ha pubblicato sei dischi, l’ultimo è Lauro – Achille Idol Superstar, scritto due libri, esplorato il metaverso e creato un brand attorno al suo nome. Protagonista di Sanremo negli ultimi quattro anni, ha messo al centro della sua narrazione la bellezza in senso ampio. «Non ha niente a che fare con l’estetica o i canoni prestabiliti. È accettazione di sé e libertà di esprimersi al massimo senza mai limitarsi. Inclusività».
Mahmood
Quella di Alessandro Mahmoud è una gavetta lunga. Cresce nella periferia di Milano con sua mamma a cui è estremamente legato e studia canto fin da piccolo, poi una breve apparizione alla sesta edizione di X Factor e il lavoro come autore per altri cantanti. Non abbandona i sogni e nel 2018 arriva la svolta, vince Sanremo Giovani ed entra nel cast dei Big vincendo con “Soldi”. Lo stesso brano che quell’anno si classifica al secondo posto a Eurovision di Tel Aviv. Torino è la sua seconda volta: «Sono di nuovo orgoglioso di rappresentare il mio Paese». Torna sul palco con Blanco, portando “Brividi” ridotta, in italiano. Al centro, un amore che parla a tutte le persone, «sono il motore che mi
fa scrivere. E scrivere mi fa scoprire altre cose di me».
Emma Muscat
La piccola Emma sognava la musica. A cinque anni già cantava, poi corsi di canto e di ballo, suona il pianoforte, Arte dello spettacolo all’università. Perfezionista in tutto quello che fa, diventa nota in Italia nel 2018 quando entra nel cast della diciassettesima edizione di Amici di Maria De Filippi. Scrive in inglese, ma ha imparato anche l’italiano. A Eurovision rappresenterà Malta, il suo Paese, con un brano (“I Am What I Am”) che «parla di essere unici e perfetti come siamo. Dobbiamo amare di più noi stessi». Dice che la kermesse è piena di bellezza: «Lo è perché è la musica che realizza tutto questo, creando un’unità speciale tra i vari Paesi. Ci fa sentire come se fossero tutti casa nostra».
Blanco
Riccardo Fabbriconi, 19 anni, la rivelazione. Dopo il successo raggiunto con “Mi fai impazzire” e il suo album Blu Celeste, arriva all’Eurovision pensando ad artisti come Adriano Celentano, Domenico Modugno e Gino Paoli che ascoltava da bambino. Al fianco di Mahmood con “Brividi”, l’artista bresciano che lavorava in pizzeria per pagarsi lo studio
di registrazione e che oggi fa sold out nelle date del suo tour in poche ore, ha voglia di confrontarsi con gli artisti di altri Paesi. Personalità dirompente, sorriso che piace, una scrittura capace di travolgere, un dolore alle spalle, la passione per la Roma, Blanco trova
la bellezza nelle cose più piccole: «In tutti gli attimi che mi fanno sentire libero e felice, correre nudo nel prato, i momenti con gli amici, esperienze semplici».
Victoria De Angelis
Consapevole, libera. Victoria De Angelis è la bassista dei Måneskin, il gruppo nato in un liceo che, prima di approdare a X Factor, vincere Sanremo, l’Eurovision e conquistare le classifiche globali con “Beggin’”, suonava per le strade di Roma. Il nome della band lo ha scelto lei. Mamma danese mancata quando aveva 15 anni, Victoria opta per una parola della sua seconda lingua che significa “chiaro di luna”. Non ha mai nascosto i suoi vuoti, ma da quelli è partita per riempirsi la vita. «C’era qualcosa di rotto in me e non sapevo come ripararmi. Prima me ne vergognavo, ora non ho più bisogno di nasconderlo». Piena di fragilità eppure così forte, priva di filtri, estetici o verbali, vive nella musica (nel rock) la sua libertà, fiera di portarla di fronte al pubblico di tutto il mondo insieme alla sua band.

















