Le nomination degli Oscar 2025 ci dicono una cosa: Hollywood ha paura delle registe donne - sì, ancora: Coralie Fargeat, che ha diretto The Substance, è l'unica donna in una rosa di soli uomini, come sempre accade - e pure un po' del sesso. Infatti Babygirl con Nicole Kidman, Challengers di Luca Guadagnino con Zendaya, Nosferatu con Lily-Rose Depp e Queer sempre di Guadagnino, pellicole in cui il sesso in tutte le sue forme è parte integrante della narrazione, non sono citati in alcuna categoria.
Oscar 2025, previsioni e delusioni
Premesse disfattiste a parte, i trionfatori di queste nomination sono tanti: Emilia Pérez, l'iper contestato, criticato, amato/odiato film corale di Jacques Audiard che si è aggiudicato ben 13 nomination, un record assoluto; Demi Moore, reduce dal suo primo Golden Globe per The Substance e pronta a fare la storia pure con l'Oscar; nota di merito per Fernanda Torres, che si è aggiudicata la candidatura come Miglior Attrice protagonista nel film non in lingua inglese I'm Still here diretto di Walter Salles (quello del bellissimo I diari della motocicletta), pellicola che si è conquistata anche una meritatissima nomination nella sezione Best Drama (dopo Anatomia di una caduta e La zona di interesse dello scorso anno, anche questi film non in lingua inglese entrati nella storia degli Oscar). I bookmaker dicono che l'impresa di Torres non è facile, perché l'attrice non ha ricevuto alcuna candidatura ai SAG Awards, illustre premio affidato agli attori più meritevoli che funge da indicatore per i vincitori degli Oscar (in pratica, chi vince lo Screen Actors Guild Awards di solito poi bissa con l'Academy Awards). Il suo è un caso atipico e la sua eventuale vittoria difficilmente prevedibile, anche se si è portata a casa, per la sua interpretazione nel film, il Golden Globe come Miglior Attrice drammatica, prima artista brasiliana a riuscire nell'impresa.
Cynthia Erivo, con la sua interpretazione di Elphaba nel kolossal Wicked, ha raggiunto l'Olimpo del cinema con la sua candidatura nella rosa delle migliori attrici protagoniste. Mancano, nelle citazioni di questa sezione così ambita, Pamela Anderson e Jaimie Lee-Curtis, entrambe meravigliose protagoniste del film The Latest Showgirl di Gia Coppola. E mancano ovviamente le candidature di Angelina Jolie per Maria di Pablo Larraìn e di Nicole Kidman per il bistrattato Babygirl, così come quelle al nostro C'è ancora domani di Paola Cortellesi e Vermiglio di Maura Delpero nella categoria dei migliori film stranieri. La quota Italia è portata avanti solo da Isabella Rossellini, candidata per il suo ruolo in Conclave.
Certo c'è Karla Sofía Gascón, prima donna trans a conquistarsi una candidatura agli Oscar (sempre per Emilia Pérez: però Selena Gomez la candidatura come Best Supporting Actress non l'ha ottenuta). E c'è Ariana Grande, perfetta Glinda di Wicked, nella sezione Miglior attrice non protagonista, che in un lungo post su Instagram si è detta «esterrefatta, commossa, in lacrime per questo riconoscimento», ricordando la sé bambina che tanto sognava di interpretare, un giorno, il personaggio che poi le è stato affidato dal regista Jon M. Chu.
Chi vincerà, dunque, le ambitissime statuette? Le nomination parlano chiaro: non ci saranno sorprese, quindi inutile aspettarsi plot twist. Emilia Pérez agguanterà i premi migliori. Wicked verrà riconosciuto come il successo di botteghino quale, in effetti, è. Difficilmente Timothée Chalamet riuscirà a soffiare la statuetta come Miglior Attore in A Complete Unknown ad Adrien Brody di The Brutalist. Le attrici di origini latine - quest'anno le nominate sono ben quattro, ovvero Colman Domingo (Sing Sing), Fernanda Torres (I’m Still Here), Monica Barbaro (A Complete Unknown) and Zoe Saldaña (Emilia Pérez) - si sono già portate a casa una grande soddisfazione. L'appuntamento è per il 4 marzo, il giorno in cui scopriremo i vincitori.












