Non è un caso se l’amore è complicato, ma provate a dirlo a Joey Potter, l’anima tormentata d’eccellenza, vittima del tabù più classico della storia: innamorata del proprio migliore amico (poi anche dell’altro, poi cambia, poi torna sulle sue e così via, ma questo è un altro discorso). Ora però è diverso. Se prima Joey doveva aspettare fino alla terza stagione (e noi con lei) per fare l’amore con Pacey in Dawson's Creek, adesso le cose funzionano diversamente. Nella serialità televisiva adesso ci si muove più in fretta, si inizia dal sesso che tanto il resto verrà in seguito. Le coppie erano già costruite fin dall’inizio, al massimo si spostavano di qualche isolato, ora sono in divenire. Perché oggi il fattore attrazione è molto più incisivo, e se anche nella realtà (vuoi per la percezione di morte imminente degli ultimi tempi) le cose si stanno affrettando, forse proprio dalle serie dobbiamo prendere spunto per capire come funzionino le relazioni e comprendere cosa i fidanzati dei protagonisti ci hanno insegnato circa quello che vogliamo e non vogliamo. Così da dividere il mondo in più blocchi tra: il ragazzo su cui puntare tutto il jackpot, quello a cui dare un’occasione, e quello da cui nascondersi per il resto della vita. Il segreto forse è diffidare da chi non vorremmo sul piccolo schermo.
Prima regola: “ex” e “sesso” non possono mai stare nella stessa frase. Recuperate Sex/Life se non ci credete. Insoddisfatta del suo matrimonio non più passionale, Billie (interpretata da Sarah Shahi, Person of Interest 2011) si perde a fantasticare tra le avventure erotiche trascorse con il suo ex Brad. Poco male finché lui non ricompare. Lui, Adam Demos (già su Netflix con il film Falling Inn Love - Ristrutturazione con amore 2019), la prende come una sfida. Flirta con lei, la seduce nuovamente, addirittura lascia il telefono acceso mentre fa sesso con un’altra donna. Seconda regola: nemmeno "sesso" e "lavoro" dovrebbero stare nella stessa frase, ma neanche nello stesso periodo sintattico o emisfero terrestre. Guardare la bellissima e poco conosciuta Love & Anarchy su Netflix per fugare qualsiasi dubbio.
Poi, i bad boys, quelli (tralasciando i veri cattivi come Nate di Euphoria) il cui cuore di pietra viene scalfito dalla bellezza di un sorriso miracoloso. Da Mark Sloan di Grey’s Anatomy a Nano di Elite, fino al simbolo del cambiamento per eccellenza: Cam della seconda stagione di Too Hot to Handle. Entrato sull’isola come il più grande playboy di tutti i tempi, costretto all’astinenza inizia un percorso sincero alla scoperta di sé, portandosi a casa una relazione (ad oggi) seria. O per tornare in Italia, Damiano di Baby. Bello, riservato, schivo. La vittima ideale da salvare. Quello che si mette in mezzo ai traffici di droga e prostituzione, ma poi sbanda per mettere al sicuro un’amica. Una fedina penale non esattamente invidiabile in memoria di un certo Ryan di Orange Country (The O.C.). E poi Max Wolfe del reboot di Gossip Girl. Una delle poche figure apertamente pansessuale, spirito libero, che nel corso della serie si trova ad affrontare sentimenti sconosciuti. Ad attirarlo non è più una ragazza, o meglio, non solo. Dopo essere andato a letto con due tra i suoi migliori amici separatamente, i tre provano la via del ménage à trois. Direzione: poliamore. Hanno successo? Non proprio.
Essere raro da conservare con cura, almeno fino al momento in cui non ci annoierà a morte, è invece il ragazzo bravo a scuola e a casa, dolce, sincero, e magari anche simpatico. Trovate qualcuno che vi guardi come Adam driver guardava Lena Dunham (ma soprattutto Jemima Kirke) in Girls, come Seth Cohen guardava Summer in The O.C., come Mike guarda Undici nell’ottavo episodio della seconda stagione di Stranger Things, o qualcuno con la stessa verve di Steve Harrington. Ancora: Grant di Pretty Smart, che nella soap comica uscita su Netflix nel 2021 interpreta il classico ragazzo un po’ stupido, palestrato, infinitamente bello ma anche tanto dolce. La sua innocenza lo salva dal rischio di omologarsi a quella categoria di “bello e dannato” che popola le serie qua dentro, e le strade là fuori. Terminiamo con la menzione d'onore al fidanzato meno fidanzato di tutti eppure indimenticabile nell'economia della serialità televisiva dedicata alle storie d'amore: il prete di Fleabag, interpretato da Andrew Scott. Uno che non può amarti per dovere morale ma che ti ama comunque per impulso sentimentale, l'unica cosa davvero necessaria.














