A Venezia il centrosinistra ha appena perso le elezioni comunali, ma il nome che rimbalza ovunque non è quello dei candidati ufficiali. È quello di un uomo che con i partiti non ha mai voluto avere nulla a che fare: Tommaso Cacciari. E mentre il Partito Democratico incassa una sconfitta pesantissima contro il centrodestra, incapace di convincere i residenti, il vero terremoto si è spostato fuori dai seggi. Tommaso Cacciari non ha tessere elettorali ed è l'attivista e storico leader del centro sociale occupato Morion. È la figura simbolo della sinistra radicale e dei movimenti di strada veneziani. A metterlo al centro dei riflettori nelle ultime ore è stata una provocazione dello zio, il celebre filosofo ed ex sindaco Massimo Cacciari. Commentando il crollo del candidato del PD Andrea Martella, lo ha liquidato come un leader e ha lanciato la frase che ha infiammato la Laguna:

«A Venezia ci sarebbe voluta una figura di rottura. Mio nipote Tommaso, per dire, avrebbe preso più voti di Martella».

Il nipote non si era candidato, ovvio, ma per lo zio questa è una spietata fotografia dei fatti...diciamocelo.



Chi è Tommaso Cacciari?

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Per capire la polemica bisogna approfondire però la figura di Tommaso Cacciari. «Le leggi vanno violate perché altrimenti avremmo ancora la schiavitù o le navi a Venezia. Io mio zio non lo sento. A lui non frega niente, vero. Io invece faccio l’allestitore di padiglioni, lavoro coi tecnici. E di gente come noi Bezos ha paura», ha confidato Tommaso in un'intervista a Il Foglio. Subito dopo la sconfitta elettorale della sinistra, Tommaso ha attaccato duramente i politici con un commento durissimo sui social: «Questa volta perdere non era facile. Assessori arrestati, sindaco inquisito... Quando la capacità di autodistruzione del centrosinistra diventa talento vero». Figlio d'arte (suo padre Paolo è stato vicesindaco e storico esponente dell'ambientalismo) Tommaso ha scelto di fare politica senza scendere a compromessi. Da anni guida le mobilitazioni lottando contro lo spopolamento del centro storico e difendendo i residenti dall'esodo verso la terraferma. Non solo: ha contestato da sempre il turismo di massa che svuota i quartieri storici e cancella i servizi essenziali per chi ci vive e infine è in prima linea nelle storiche proteste ambientali per proteggere l'ecosistema veneziano dallo sfruttamento selvaggio. Insomma, mentre i leader del PD perdono la sfida per il Comune, la figura di Tommaso Cacciari diventa il simbolo dell'unica opposizione credibile rimasta in città. Una politica fatta dal basso che, paradossalmente, raccoglie molto più credito rispetto a tutta la macchina del partito tradizionale.

Lo scacco matto a Jeff Bezos: ricordate cosa era successo?

Ricordate la celebre mobilitazione organizzata a fine giugno 2025 contro il fondatore di Amazon, Jeff Bezos? In quei giorni, Venezia era stata letteralmente blindata per ospitare le nozze faraoniche tra il multimiliardario americano e Lauren Sanchez. Un evento privato da decine di milioni di dollari che prevedeva l'occupazione dei luoghi storici più prestigiosi della Laguna. Di fronte a quella che è stata percepita come l'ennesima svendita della città ai grandi capitali globali, i movimenti sociali guidati da Cacciari decisero di alzare le barricate fondando il comitato di protesta "No Space for Bezos". L'attivista coordinò una serie di durissime contestazioni sia via terra che via acqua. Il pressing e i blocchi dei manifestanti lungo i canali furono così imprevedibili da mandare in tilt l'intera macchina organizzativa dell'evento. Per motivi di sicurezza e ordine pubblico, lo staff di Bezos fu costretto a modificare i piani logistici all'ultimo secondo, cancellando il banchetto principale inizialmente previsto alla Scuola Grande della Misericordia per ripiegare su una blindatissima e più difendibile area dell'Arsenale. Una vittoria che Cacciari rivendicò pubblicamente come uno "scacco matto" verso i super-ricchi.