È un record: la giuria della Queer Palm, il premio indipendente destinato a una selezione di film a tema LGBTQIA+ presentati al Festival di Cannes, ha selezionato ben 21 opere per il concorso creato nel 2010 dal giornalista Franck Finance-Madureira. 21 film tra lungometraggi e cortometraggi proiettati a Cannes 2026 (tratti sia dalla Selezione Ufficiale che dalle sezioni parallele) che esplorano prospettive LGBT+ e femministe.
È una selezione notevole, un aumento significativo, secondo gli esperti, nel numero di film che affrontano tematiche legate al genere, specie in un periodo storico dove la comunità LGBT+ rischia di venire invisibilizzata anche a livello di cinema e serie tv. Sono film che aprono dibattiti e prospettive nuove, che raccontano storie e ripercorrono il passato e che non necessariamente vedremo in Italia. Per questo vale la pena segnarseli mentre la settantanovesima edizione del Festival prosegue con la sua terza giornata.
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I film queer da tenere d'occhio a Cannes
Tra i film più attesi selezionati dalla Queer Palm c'è senza dubbio Amarga Navidad
di Pedro Almodóvar, in uscita il 21 maggio in Italia. Il regista spagnolo porta in scena l'intreccio di due storie, quella di Elsa, una regista di spot pubblicitari nel 2004, e quella di Raúl, uno sceneggiatore e regista che nel 2026 sta scrivendo un copione che si rivelerà essere proprio la storia di Elsa. L'uomo e la donna diventano l'uno l'alter ego dell'altra portando Raúl a riflettere sulla sua vita, il rapporto con il suo compagno e con la libertà espressiva e creativa. Altrettanto chiacchierato è The man i love con Rami Malek, che interpreta un attore nella New York di fine anni Ottanta al culmine della crisi dell'AIDS che porta la comunità artistica di cui il protagonista fa parte a confrontarsi con il dolore, la creatività e la sopravvivenza.
Sempre tra gli attesissimi di Cannes 2026 spicca anche La Bola Negra di Javier Ambrossi e Javier Calvo che hanno lavorato all’adattamento di un’opera incompiuta di Federico García Lorca. Ne sono sopravvissute solo quattro pagine, ma sarebbe diventata la prima opera letteraria con un protagonista apertamente gay nella storia della Spagna. Il lungometraggio proverà a mostrare cosa significhi essere una persona queer in tre diversi momenti storici e porterà sullo schermo attrici come Penélope Cruz e Glenn Close (ma del cast fa parte anche Lorenzo Zurzolo). Dopo 4 anni di assenza torna poi a Cannes il regista Lukas Dhont, in Concorso con Coward, il suo terzo film. Sarà ambientato durante la Prima Guerra Mondiale (1916) e racconterà la vita dei soldati dietro le trincee.
Passando a un genere decisamente diverso, il nuovo film della regista trans Jane Schoenbrun, Teenage Sex And Death At Camp Miasma, ha conquistato il pubblico mercoledì sera con una standing ovation di 6 minuti. Con Gillian Anderson e Hannah Einbinder nel cast, il film racconta cosa succede durante il rilancio della celebre saga slasher di Camp Miasma. La nuova regista (Einbinder) sviluppa una pericolosa ossessione per la protagonista del franchise originale (Anderson), dando vita a un nuovo tipo di slasher con una forte tensione saffica.
Degni di nota sono poi Jim Queen, un lungometraggio d'animazione diretto da Nicolas Athane e Marco Nguyen sulla scena queer parigina durante l'epidemia di un virus che trasforma gli uomini gay in eterosessuali; Six Months in a Pink and Blue Building, film drammatico ambientato a Città del Messico negli anni '90 quando Bruno, a undici anni, si trova a dover affrontare i sentimenti per il suo migliore amico e la notizia che suo padre è sieropositivo, ma anche L’Inconnue di Arthur Harari, già premio Oscar per la sceneggiatura di Anatomia di una caduta che racconta la storia di un uomo che si risveglia nel corpo di una donna sconosciuta, interpretata da Léa Seydoux.
La Queer Palm
La giuria della Queer Palm, presieduta dal regista Thomas Jolly, assegnerà, come ogni anno, il premio per il miglior lungometraggio e quello per il miglior cortometraggio sulla base dei film selezionati. I titoli esplorano prospettive LGBT+ ma anche femministe, come nel caso, ad esempio di Virages, opera prima delle registe svizzere Céline Carridroit e Aline Suter sui temi del lavoro e dell'identità di genere, oppure Marie Madeleine di Gessica Généus che racconta la storia di una donna che, ad Haiti, vive di prostituzione senza sottomettersi alle regole di coloro che cercando di "salvare le anime".
I 21 titoli selezionati:
- The Man I Love Ira Sachs
- Quelques jours à Nagi Kōji Fukada
- Garance Jeanne Herry
- Coward Lukas Dhont
- Autofiction Pedro Almodóvar
- La Bola Negra Javier Ambrossi e Javier Calvo
- La Vie d'une femme Charline Bourgeois-Tacquet
- Teenage Sex and Death at Camp Miasma Jane Schoenbrun
- Club Kid Jordan Firstman
- Les Éléphants dans la brume Abinash Bikram Shah
- Les Matins merveilleux Avril Besson
- Tangles Leah Nelson
- Jim Queen Nicolas Athané e Margo Nguyen
- Roma Elastica Bertrand Mandico
- Marie Madeleine Gessica Généus
- Du fioul dans les artères Pierre Le Gall
- La Gradiva Marine Atlan
- Seis Meses en el Edificio Rosa con Azul Bruno Santamaría Razo
- Cœur secret Tom Fontenille
- Virages Céline Carridroit e Aline Suter
- Clarissa Chuko Esiri and Arie Esiri










