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Dalle Madri Costituenti a TikTok: le donne che stanno insegnando la politica alla Gen Z

Dall'Assemblea Costituente agli schermi degli smartphone: così lo sguardo femminile continua a cambiare il linguaggio della democrazia. Ecco chi sono Cecilia Sala, Jennifer Guerra e le altre Gen Z che stanno insegnando la politica ai loro coetanei

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Video poster

Il 2 giugno del 1946 l'Italia si svegliò con un rumore decisamente nuovo. Immaginate il passo svelto di milioni di donne che, per la prima volta nella storia del Paese, camminavano verso i seggi. C’è un'immagine cinematografica recente, impressa nel capolavoro di Paola Cortellesi dal titolo C’è ancora domani, che ha restituito a quella mattina la sua verità commuovente. Le bocche tenute chiuse per non sporcare la scheda con il rossetto, tra sguardi complici di madri e figlie. In quelle file interminabili si consumava il riscatto di generazioni rimaste fino a quel momento invisibili. Poche settimane dopo, ventuno di quelle donne (le Madri Costituenti) entravano nell'Assemblea per scrivere la storia della nostra democrazia. Erano sarte, giornaliste, insegnanti, partigiane che presero posto su banchi pensati da uomini per soli uomini e, senza chiedere il permesso, pretesero che la parola "uguaglianza" venisse impressa nella Costituzione.

Oggi, mentre l'Italia si prepara a celebrare gli 80 anni della Repubblica Italiana, quella stessa urgenza umana di occupare lo spazio pubblico si è trasferita negli schermi degli smartphone. Fortunatamente una nuova rete di giovani donne sta portando avanti quella promessa di emancipazione. Attraverso video verticali e storie quotidiane, le "talent" della divulgazione politica stanno compiendo una silenziosa (ma massiccia) rivoluzione culturale nei confronti della Gen Z.

E non nego di avvertire un pizzico di orgoglio nella richiesta oggi di scrivere un articolo con questo taglio proprio qui su Cosmopolitan. Un uomo che parla delle donne, che sono la forza vitale del nostro Paese. E poi, adesso che ci penso, anche LA Repubblica, è donna.



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5 donne della Gen Z che stanno cambiando il modo di parlare di politica

Flavia Restivo

Flavia Restivo è una politologa e attivista classe 1995 che vede nella politica, prima di tutto, uno strumento di democrazia e cambiamento concreto. Laureata in Relazioni Internazionali, ha iniziato la sua militanza sul campo, frequentando i laboratori sociali e i quartieri di Roma (dove nel 2020 è stata la più giovane candidata al Consiglio Comunale nelle liste del PD). Usa la sua voce e le piattaforme digitali per colmare vuoti culturali, parlando a gran voce di diritti sociali e parità di genere. È nota soprattutto come fondatrice di "Italy needs sex education", il progetto con cui si batte per portare l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Questo impegno l'ha portata a essere inserita da L'Espresso tra gli "Under 30 che stanno cambiando l'Italia". Il suo lavoro dimostra che fare politica oggi significa ascoltare i bisogni reali delle nuove generazioni, trasformando l'attivismo social in una battaglia civile accessibile a tutti (e per tutti).

Michela Grasso (SpaghettiPolitics)

Il groviglio della politica e della nostra società viene sciolto da questa attivista e divulgatrice, che ha creato la propria pagina con l'obiettivo iniziale di spiegare l'attualità del nostro Paese anche a un pubblico internazionale. Attraverso caroselli grafici immediati e un'informazione rigorosamente indipendente, Grasso ha costruito uno spazio autonomo di discussione per la Gen Z. Il suo racconto affronta temi diversi (dal razzismo al transfemminismo, fino allo sfruttamento lavorativo e il ruolo delle donne) con molta chiarezza e connette le vicende italiane ai grandi movimenti globali.

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Jennifer Guerra

Scrittrice e divulgatrice, Jennifer Guerra è un punto di riferimento assoluto per la Gen Z quando si parla di femminismo. Il suo approccio unisce preparazione a un linguaggio fresco e accessibile sui social. Analizza le leggi (e le mancanze legislative) italiane ponendo l'accento su temi caldissimi come il divario salariale, il diritto all'aborto, il congedo di paternità e la giustizia sociale. Ogni scelta, inevitabilmente, si riflette sulle aspettative di vita delle giovani donne.

Cecilia Sala

Il racconto della democrazia diventa quasi universale grazie al lavoro di questa reporter (ricorderete il suo rapimento a 29 anni in Iran), diventata la voce di riferimento della geopolitica formato smartphone con il podcast Stories. Muovendosi sul campo nei luoghi di crisi e di conflitto (dall'Ucraina all'Iran, per l'appunto), Sala cancella lo stereotipo del corrispondente di guerra uomo. Nei suoi diari digitali mette al centro i volti e la resistenza delle ragazze, ricordando alla sua enorme community che la libertà è un fatto che riguarda i corpi e le vite delle singole persone.

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Sofia Pasotto

Questo bisogno di capire il presente si sposta dal piano legislativo a quello della terra con questa attivista e divulgatrice, nominata Ambasciatrice del Patto Europeo per il Clima. Pasotto, con il suo linguaggio tagliente e irriverente, ha tolto l'ecologia dai cliché noiosi e distanti parlando alla Gen Z con un linguaggio ironico (seppur radicato nei dati scientifici). Classe 2000, la crisi ambientale secondo lei non è una questione astratta, ma una scelta politica ed economica che colpisce in modo sproporzionato proprio le fasce più vulnerabili (nota di merito: i video sono molto carini!).