Il 2025 è iniziato da pochissimo, ma già ci sono le prime novità. Una delle più attese è quella che riguarda la riforma della disabilità che entrerà in vigore in via sperimentale a Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste. «Oggi è un giorno importante», ha commentato su Instagram la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, «parte la sperimentazione della riforma della disabilità che introduce il "Progetto di vita" in nove province italiane». Si tratta del nuovo sistema previsto dal decreto legislativo n. 62 del 2024 che mira a snellire e semplificare l'accesso al sostegno per le persone con disabilità mettendone al centro esigenze, interessi e potenzialità.
In cosa consiste la riforma?
Servirà un anno di rodaggio e poi, dal 2026, la riforma verrà attuata in tutta Italia. Tra le altre cose entrerà in vigore il nuovo certificato medico introduttivo, un documento che consente di avviare il processo per il riconoscimento della condizione di disabilità e che diventerà l’unica modalità per presentare la richiesta sostituendo il vecchio sistema basato sull’invio di una domanda amministrativa separata. Si darà, poi, molto spazio al cosiddetto "Progetto di vita" introdotto per la prima volta nel sistema normativo italiano nel 2000. Si tratta di un piano individuale per ogni singola «persona con disabilità fisica, psichica e/o sensoriale, stabilizzata o progressiva», attraverso il quale creare percorsi personalizzati per l’integrazione scolastica, lavorativa, sociale e familiare.
Secondo la ministra Locatelli l'attuazione del Progetto di vita è «Il cuore della riforma» e «garantisce una presa in carico completa e integrata della persona con disabilità, secondo una visione unitaria che tiene insieme tutti gli aspetti della vita quotidiana». Come spiega Locatelli, finora le persone con disabilità si trovavano «a dover “bussare alle porte” dei diversi enti che gestiscono separatamente la parte sociale, sanitaria, di riabilitazione, scolastica e così via». «Con il Progetto di vita la prospettiva si invertirà», aggiunge, «e tutti gli enti competenti dovranno coordinarsi tra loro e riunirsi attorno alla persona con disabilità, protagonista dell’Unità di valutazione multidimensionale, attivando immediatamente i servizi e le misure necessari».
Il decreto, inoltre, aggiorna il linguaggio sulla disabilità, abolendo dalle leggi ordinarie parole e diciture offensive e mira a riqualificare le pubbliche amministrazioni per garantire ai cittadini maggiore accessibilità agli spazi e ai servizi degli enti con l'istituzione di un Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità che raccoglierà segnalazioni e proporrà misure per superare le criticità riscontrate. «Sono riforme che ci pongono davanti a una grande sfida», ha commentato Locatelli, «ma il cambiamento è iniziato».











