Si chiama My Voice, My Choice ed è la più grande raccolta firme organizzata in Europa sull’aborto tramite iniziativa popolare. Dopo la soppressione del diritto all'aborto in Polonia, gli attacchi all'Ivg in Ungheria e in Italia e, d'altra parte, le posizioni prese da Francia e Spagna per tutelare i diritti riproduttivi da eventuali futuri governi conservatori l'aborto è un tema che, allo stato attuale, non si può ignorare a meno di mettere in conto che la libertà di decidere del proprio corpo possa essere messa in dubbio. Per questo è nata My Voice My Choice, la campagna che mira a garantire l'accesso libero, sicuro e gratuito all'interruzione volontaria di gravidanza per tutte le persone incinte in Europa. Ha da poco raggiunto il milione di sottoscrizioni che è la quantità necessaria per proporre nuovi atti legislativi alla Commissione UE: un passo importante che potrebbe risultare rivoluzionario.

«Ce l’abbiamo fatta, ce l’avete fatta, firma dopo firma!», si legge sull'annuncio che riporta il traguardo, «Questa notte è stato superato l’obiettivo del MILIONE DI FIRME in tutta Europa per My Voice My Choiche, l’Iniziativa dei Cittadini Europei che chiede di rendere sicuro e accessibile l’aborto in tutto il territorio dell’Unione». In tutta Europa, come si ricorda sul sito web della petizione, ci sono più di 20 milioni di donne che non ha accesso all'aborto. «È inaccettabile che ancora oggi in Polonia le donne muoiano per questo motivo. Che le donne soffrano finanziariamente perché l'aborto non è gratuito. Che le donne in Italia e altri Paesi siano costrette a percorrere lunghe distanze o a cercare alternative non sicure a causa della mancanza di fornitori di servizi».

La soluzione è che l'Unione Europea intervenga e «implementi un meccanismo finanziario che aiuti gli Stati membri che aderiscono volontariamente a questa politica, a fornire cure abortive sicure a coloro che non ne hanno accesso». Questo fondo europeo di solidarietà servirebbe a supportare le donne che non possono accedere all’aborto nei loro Paesi finanziando soluzioni perché possano accedere a un'IVG sicura a prescindere da dove si trovano. L’iniziativa, inoltre, si propone di lavorare a livello europeo per migliorare l'attuazione delle leggi esistenti nei Paesi membri e la diffusione di informazioni più accurate sul tema. «La strada, come sempre, è lunga», hanno commentato gli organizzatori invitando a continuare a firmare, «ma oggi un pezzo di storia dell’Europa si è fatto».