Sul TikTok statunitense c'è un'atmosfera strana. I creator sono in attesa, ansiosi di sapere cosa succederà nel 2025 quando il divieto dell'app nel Paese dovrebbe risultare effettivo. C'è chi ancora non ci crede e pensa che la legge verrà bloccata o prorogata, c'è chi si prepara al peggio chiedendosi cosa sarà della propria carriera o community costruita pazientemente sull'app, c'è chi esulta augurandosi un nuovo inizio. In totale si stima che, se la legge dovesse venire applicata, verrebbero impattati 170 milioni di utenti, senza contare il fatto che dal resto del mondo non potremmo più vedere vedere i contenuti dei TikToker americani. Eppure, secondo le istituzioni statunitensi, TikTok rappresenta «una minaccia alla sicurezza nazionale di immensa scala e profondità».
Se ne parla ormai da un po', sono anni che il problema viene rimpallato in un braccio di ferro tra USA e Cina. La paura è che TikTok venga usato per raccogliere i dati dei cittadini statunitensi, ma anche per diffondere disinformazione e propaganda anti-americana, problemi che, in realtà, riguardano quasi tutte le piattaforme social. Certo, nel 2022, un’inchiesta aveva rivelato che i dati TikTok dei cittadini statunitensi erano stati oggetto di accesso dalla Cina, cosa che la società cinese ByteDance ha sempre negato. Ora, però, siamo di fronte a un punto di non ritorno perché il 19 gennaio, poco prima dell’insediamento di Donald Trump come nuovo presidente, dovrebbe entrare in vigore la legge che il Congresso ha approvato lo scorso aprile e che vieta effettivamente TikTok in tutto il territorio statunitense con la rimozione da ogni app store.
Una speranza per salvare TikTok USA è che Bytedance si convinca a vendere l'app ad un’azienda approvata dal governo statunitense, cosa che, al momento, non sembra affatto intenzionata a fare. Un'altra ipotesi è che la Corte Suprema a cui TikTok si è rivolta blocchi temporaneamente la legge: secondo gli avvocati della Bytedance «Se gli statunitensi, debitamente informati dei presunti rischi di manipolazione ‘occulta’ dei contenuti, scelgono coscientemente di continuare a visualizzare i contenuti su TikTok, il primo emendamento concede loro questa decisione, liberi dalla censura del governo». C'è, infine, l'incognita su cosa deciderà di fare Donald Trump che ha sviluppato una nuova simpatia per l'app che l'ha aiutato in campagna elettorale ad aumentare il suo consenso tra i giovani. Nel mentre si parla già di dove spostarsi: qualcuno propone Lemon8, app amata dagli appassionati di beauty Gen Z sempre di proprietà di ByteDance. «Di sicuro non si torna su Instagram», commenta una creator «mi mette l'ansia!».











