All'indomani dell'Election Day americano del 5 novembre, il mondo si è svegliato con la notizia della vittoria di Donald Trump su Kamala Harris e del trionfo repubblicano sulle fila democratiche. Mentre scriviamo lo spoglio dei voti non è ancora concluso, ma i principali quotidiani internazionali danno ormai per certa la vittoria di Trump: si attende il discorso di entrambi i candidati per tirare le somme di una campagna elettorale che, per mesi, ha dato forte speranza ai sostenitori di Harris e in generale della democrazia. In questo quadro ancora tutto in divenire, c'è però una certezza: Sarah McBride, 34 anni e già senatrice in Delaware, è la prima persona trans a vincere un seggio al Congresso USA. L'unico, per altro, che spetta al suo stato: con la maggioranza delle preferenze ha battuto il suo avversario repubblicano John Whalen.
«Grazie Delaware», ha scritto subito dopo lo spoglio McBride sul suo profilo Instagram. «Grazie ai vostri voti e ai vostri valori, sono orgogliosa di essere il vostro nuovo membro del Congresso». E poi ha continuato: «Il Delaware ha mandato un messaggio forte e chiaro: dobbiamo essere un paese che protegge la libertà riproduttiva, che garantisce congedi retribuiti e sostegno a bambini e famiglie, che assicuri cure mediche a tutti. La democrazia deve essere così grande da accogliere tutti».
Nel corso della sua campagna elettorale McBride, già tra le fila dello staff di Barack Obama nel 2012, si è battuta per la corretta distribuzione dei fondi per garantire a tutti l'accesso alle cure mediche e alla sanità, spendendosi anche sul tema del diritto all'aborto e dei reproductive rights. Nel 2016 è stata la prima persona trans a parlare a un convegno democratico. Molto vicina al Presidente uscente Joe Biden, a lei sono stati attribuiti i progressi raggiunti nel corso del suo mandato in termini di riconoscimento e inclusione della comunità LGBTQ+.
Nel 2018 McBride ha scritto un memoir dal titolo Tomorrow Will Be Different in cui ha raccontato la sua esperienza di persona trans in politica e parte della sua storia personale: nel 2012 suo marito Andrew Cray, anche lui attivista transgender, è morto per un cancro pochi giorno dopo il loro matrimonio. L'esperienza privata di McBride ha segnato a lungo il suo lavoro di attivista e avvocata dei diritti e dell'inclusione, garantendole un posto al Congresso e regalando al mondo, nel giorno del trionfo repubblicano, una bella speranza democratica.











