Nelle foto degli scioperi che da sei giorni si susseguono in diverse città indiane si vede una ragazza che tiene in mano un cartello con su scritto «Nessun dottore può salvare una società malata». Ce ne sono molti altri: «Giustizia», «Vogliamo sicurezza in ospedale», «Non voglio essere la prossima», «Stop alla violenza». Sono migliaia i medici degli ospedali pubblici indiani che hanno scelto di astenersi dal lavoro dopo il caso di una giovane tirocinante di 31 anni violentata e uccisa in un ospedale di Calcutta dove lavorava. «Siamo determinati e non ci faremo fermare dalle pressioni a tornare in silenzio», dichiarano i medici.
L'ondata di proteste, partita da Calcutta, sta assumendo dimensioni notevoli tanto che, come riporta il Guardian ospedali e cliniche in tutta l'India hanno iniziato a rifiutare i pazienti, fatta eccezione per i casi di emergenza. Lo sciopero sta paralizzando i servizi sanitari tra file, caos e pazienti che aspettano di essere visitati dopo lunghe ore di viaggio. Eppure la situazione non sembra destinata a risolversi a breve, tanto da suscitare parallelismi con le manifestazioni del 2012 a seguito del famigerato stupro di gruppo e omicidio di una studentessa di 23 anni su un autobus a Nuova Delhi. A peggiorare la situazione, l'ospedale ha inizialmente comunicato ai genitori che la figlia si era suicidata tentando di insabbiare il caso e il primario dell'ospedale, dopo essersi dimesso è stato prontamente reintegrato in un altro ospedale.
«Se il governo non riesce a garantire la sicurezza delle donne in un istituto gestito dal governo, che speranza c'è?» ha detto al Telegraph una donna che partecipava a una marcia "reclaim the night" a Calcutta. Pare che l'autore del crimine fosse un uomo di 33 anni che aiutava i pazienti a ottenere il ricovero più velocemente in cambio di denaro: sembra che riuscisse ad accedere a tutte le aree dell'ospedale per via degli scarsi controlli. Per questo i medici oggi chiedono giustizia per la vittima e una maggiore sicurezza negli ospedali, controlli più severi su chi entra, più telecamere a circuito chiuso e più guardie.
Partiti politici, attori di Bollywood e altre celebrità hanno espresso solidarietà e parlato della necessità di gestire il problema della violenza di genere. La questione è più ampia: si stima, infatti che, nel 2022, la polizia abbia registrato 31.516 denunce di stupro nel Paese con un aumento del 20% rispetto al 2021. «Tutto questo», ha dichiarato una manifestante alla stampa, «riguarda sia la dottoressa di Calcutta brutalizzata sia ogni donna che ha subito violenza sessuale o molestie nel Paese".














