Era già successo nei giorni scorsi che un commentatore sportivo lanciasse dai microfoni internazionali di Eurosport un commento che sembrava uscito da una sit-com degli anni Cinquanta: nell'annunciare l'arrivo in vasca delle nuotatrici australiane in una gara delle Olimpiadi di Parigi 2024 il britannico Bob Ballard ha detto: «Stanno terminando, sapete come sono le donne, se ne stanno in giro a truccarsi». A seguire: reazione immediata dell'emittente che lo ha sospeso dall'incarico, scuse a profusione del commentatore, indignazione generale delle colleghe donne. Intanto Ballard quelle parole le ha pronunciate e la sua frase è diventata virale sui social segnando l'ennesimo punto a sfavore di questi Giochi. Che, almeno nelle intenzioni iniziali, dovevano essere un trionfo di inclusione e parità. E così, dopo il caso Benedetta Pilato - vessata perché genuinamente contenta di un quarto posto - e lo scontro mancato tra la pugile algerina Imane Khelif e quella italiana Angela Carini, è toccato pure alla tennista Sara Errani finire al centro di un caso a base di battute sessiste.

La campionessa, che il 2 agosto si è conquistato l'accesso alla finale olimpica insieme alla compagna Jasmine Paolini, è stata infatti presentata con queste parole da un gruppo di giornalisti di RMC (maschi, ovviamente) alla fine del match con le francesi Garcia e Parry: «Sara Errani è il capo, fa tutto lei: lava i piatti, cucina, pulisce». Risatine generali incluse nel commento. La frase ha generato l'immediata e sdegnata reazione degli utenti social e la denuncia dell’Associazione francese delle giornaliste sportive e l’Unione dei giornalisti sportivi di Francia. «I commenti sessisti e misogini non trovano spazio in una competizione internazionale», hanno scritto in una nota.

Competizione internazionale che, almeno da intenti iniziali, dovevano puntare non solo alla tolleranza e alla solidarietà tra atleti ma anche alla parità di genere (quest'anno per la prima volta il 50% degli atleti in competizione è donna) in campo e fuori. Mancano ancora diversi giorni alla fine dei Giochi di Parigi e la sensazione è che non sia affatto finita qui.