Di trad wives, ovvero del trend delle mogli tradizionali diventato un fenomeno di costume in particolare su Tik Tok, si parla già da molti mesi, da quando cioè una carica di content creators armate di grembiule e di un'apparentemente infinita pazienza è diventata virale riscoprendo le gioie della vita domestica, del cucinare tutto da zero, di coltivare l'orto per avere sempre a disposizione i frutti della terra. Spesso sono circondate da tanti figli e appaiono desiderose di raccontare ai followers la felicità che si trae dalla vita semplice, senza artifici, tecnologie e ritmi frenetici, vissuta in campagna.

Evoluzione del trend della stay at home mum - donne che hanno scelto di non lavorare per dedicarsi alla crescita dei figli e che, complice un grande carisma, hanno fatto fortuna sui social monetizzando di fatto la loro decisione di non intraprendere una carriera istituzionale (di cui Nara Smith ed Emilie Kiser sono le principali esponenti) - moltre delle trad wives famose sui social sono un fenomeno proprio della cultura americana e in particolare della sub-cultura mormona, che ha una comunità molto radicata nello stato dello Utah. Come ci sono finite, dunque, queste mogli tradizionali così fortemente ancorate a un mondo lontanissimo dal nostro sui quotidiani italiani, visto che da diversi giorni le citano tutti? Presto detto: la giornalista del The Times Megan Agnew ha raggiunto per un'intervista la più famosa di loro - Hannah Neeleman aka @BallerinaFarm - nella sua fattoria dello Utah, dove vive insieme al marito Daniel e agli otto figli avuti nel corso del loro matrimonio. L'articolo, dal titolo "Meet the queen of the 'trad wives' (and her eight children)", è diventato virale soprattutto per via di alcuni passaggi ritenuti controversi: dal testo molti hanno evinto che la vita tradizionale della creator non sia frutto di una scelta consenziente bensì della violenza psicologica esercitata da un marito che ha imposto alla sua partner la vita che lui desiderava vivere, ma lei no.



Ballerina Farm e quell'estetica di perfezione che oggi vacilla

Hannah è una mum-influencer iper-popolare bionda e bellissima, che ha trasformato la sua vita di moglie e madre in un'estetica ben precisa: i suoi video mentre prepara i biscotti col latte crudo appena munto dalle sue mucche o tinge i tessuti con erbe naturali sono fatti molto bene e ottengono sempre fiumi di like. D'altronde @BallerinaFarm, solo su Tik Tok, di followers ne ha ben 9 milioni, coltivati in appena 3 anni: nel 2021 erano appena 200 mila, poi, complice il ritorno alla vita basic imposto dalla pandemia, i suoi profili sono esplosi. Classe 1990, Hannah è nata e cresciuta in una famiglia mormona dello Utah ma, come ha raccontato al Times senza immaginare che questa confessione le si sarebbe ritorta contro, ha sempre sognato di sfondare come ballerina a New York. Motivo per cui ha frequentato la prestigiosa scuola Juilliard grazie a un'ambitissima borsa di studio. Nell'articolo la giornalista punta spesso il dito sul marito Daniel, figlio di un imprenditore multimilionario in ambito aviazione che, invaghitosi di Hannah quando questa era a un passo dal diploma alla Juilliard, ha fatto di tutto per conquistarla, poi convincerla a sposarlo, avere il primo figlio (di tanti) e trasferirsi nell'enorme magione dello Utah nel quale vivono e lavorano attualmente. In realtà i Neeleman sono tutto fuorché semplici contadini 3.0: la loro fattoria è oggi un'azienda dal fatturato ormai importante attraverso la quale Hannah e il marito commercializzano i loro prodotti alimentari in tutta America.

Seppur sempre accompagnata dal marito, Hannah nel corso dell'intervista ha avuto il tempo di rivelare alla giornalista che solo in un parto su otto ha potuto chiedere l'epidurale: il fatto che abbia ammesso che in quell'unica occasione il marito non fosse presente è sembrato a tanti una red flag potentissima. Il marito ha anche confessato che la sua compagna ogni tanto è così stanca da non riuscire ad alzarsi dal letto per un'intera settimana. In effetti i Neeleman fanno tutto da soli, non hanno tate (perché «Daniel non vuole babysitter in casa») e la loro vita è scandita dal ritmo delle mucche da mungere, dai prati da tagliare e dai video da girare per Tik Tok, ovviamente. In questo quadro Hannah sembra in effetti portare avanti il grosso del lavoro domestico e di cura degli otto figli, che hanno un'età compresa tra i 12 anni e i pochi mesi: l'ultima è nata dodici giorni prima che Neeleman partecipasse a un concorso di bellezza dedicato alle mamme in cui è pure riuscita a battere le avversarie. Era febbraio: in quell'occasione era stato il The New York Times a sollevare dubbi circa la buona fede di queste donne dalla vita apparentemente perfetta, capaci non solo di alzarsi dal letto dopo un parto (naturale, non medicalizzato e in casa, ovviamente) ma pure di trasformarsi in una reginetta di bellezza nel pieno della montata lattea. È stato però il recente articolo del Times a scoperchiare gli altarini di una vita costruita anche a uso e consumo dei social rendendo virale, in modo totalmente contrario a quello che i Neeleman e la stessa giornalista si erano aspettati, un fenomeno dai tratti borderline e oscuri.

Non c'è niente di male a perseguire il sogno di una vita tradizionale. Se è voluto

La giornalista che ha incontrato i Neeleman nel suo articolo ha messo parecchio l'accento sulla sensazione che Hannah non potesse parlare liberamente accanto al marito e che avesse rinunciato alle sue ambizioni per seguire quelle del partner. Sui social e sulla stampa internazionale si è scatenato il dibattito non tanto sulla scelta di Hannah di vivere la sua vita tra mucche e cavalli in una sperduta prateria (se fosse consapevole non sarebbe in alcun modo giudicabile: fatti suoi) quanto sul dubbio che in realtà questa vita non le piaccia affatto. L'ombra del patriarcato, del controllo, persino della coercizione, hanno preso il sopravvento in molti dei video sul caso che circolano in rete: non a caso è diventato virale un contenuto in cui Hannah scarta un regalo di compleanno sperando sia un viaggio in Grecia e si ritrova tra le mani un grembiule per la raccolta delle uova. In altri casi l'accusa è che Hannah e il marito abbiano costruito questo stile di vita apparentemente perfetto a soli scopi economici, alimentando dall'altro lato un modello irraggiungibile per molti. Qualche giorno dopo lo scandalo che li ha investiti e per mettere a tacere queste voci, Hannah e il marito sono tornati online con un video in cui rimarcano la felicità del vivere la vita che hanno sempre sognato. Insieme.



Va detta una cosa: nell'articolo non vi è riferimento - come non vi è quasi mai nei video di Ballerina Farm - al fatto che Daniel e Hannah sono mormoni (o membri della Chiesa di Gesù Cristo e dei Santi degli Ultimi Giorni), religione che però influenza eccome il loro stile di vita e di pensiero. In effetti il #MormonTok o comunque i video dei creators mormoni hanno già grande spazio nella for you page americana: anche se meno glamour della vita presentata da @ballerinafarm, le famiglie mormoni che raccontano la propria quotidianità online ricalcano spesso il modello genitoriale visto sul profilo di Hannah e Daniel. Non solo: presto la vita segreta delle donne mormone diventerà un docureality di Hulu. Questo è un passaggio cruciale per capire il fenomeno delle trad wives: è impossibile estrapolarlo dal contesto culturale in cui nasce e fiorisce.

Quei modelli pericolosi dei social

Il caso Ballerina Farm ha aperto ovviamente un grosso dibattito sui modelli di genitorialità che si vedono online e che propongono stili di vita non sostenibili da chi conduce una vita ordinaria, senza particolari privilegi economici o aiuti esterni. @NaraSmith che, vestita da sera, prepara la Coca Cola in casa o Emilie Kiser che ha fatto fortuna con i video in cui pulisce il suo appartamento (oggi è alle Olimpiadi di Parigi 2024 sponsorizzata profumatamente da un brand), pur non rispondendo a dettami femministi di cui i social traboccano (e meno male), ottengono migliaia di like a ogni post. E la stessa @BallerinaFarm ha una fan base affezionata e pronta a difenderla a spada tratta nel caso in cui si scoprisse che questa vita nella prateria è frutto di una scelta non consapevole e non voluta. Il fenomeno delle trad wives in Italia è meno radicato sui social di quanto non lo sia in America dove è appunto diventato un business, ma rimane un modello culturale radicato in migliaia di famiglie, uno stile di vita interiorizzato e assodato per moltissime donne. Per questo il caso di Ballerina Farm ha stuzzicato così tanto l'attenzione dei media e degli utenti di tutto il mondo, compresi noi italiani: anche se non sappiamo cosa accada a telecamere spente nella magione dei Neeleman, solo il dubbio che Hannah sia vittima degli eventi e di un marito prevaricatore ci ha ricordato che non serve teletrasportarsi in una fattoria dello Utah per capire di cosa stiamo parlando.