Settembre è il mese delle possibilità. Forse anche più di gennaio. Forse perché l’energia delle vacanze è ancora con noi. Prima di tornare a pieno ritmo alla scrivania e sui banchi di scuola, dedichiamoci del tempo per guardare ai mesi che ci aspettano e per chiederci in che modo vogliamo vivere il futuro. E, perché no, stilare una lista di buoni propositi da portare avanti, almeno, fino all’inizio dell’anno nuovo. Secondo l’ultimo studio di Indeed, il primo sito al mondo per la ricerca di lavoro, la maggior parte dei lavoratori e delle lavoratrici guarda al futuro del mondo del lavoro con un certo entusiasmo: l’88% degli italiani e delle italiane, infatti, si dice fiducioso di fronte all’evoluzione del proprio ruolo professionale e il 56% è convinto che questo accadrà grazie alla tecnologia. Le Intelligenze Artificiali Generative stanno iniziando a divenire parte della cassetta degli attrezzi di molti e molte di noi. Dalla comunicazione alla logistica, passando per customer service e turismo: è difficile pensare a un settore che non sarà interessato dal cambiamento o, quantomeno, non adotterà i nuovi strumenti a disposizione.
Come l'Intelligenza Artificiale cambierà il mondo del lavoro e cosa fare per non farsi trovare impreparati
Aumento della produttività, miglioramento della comunicazione e del benessere sul luogo di lavoro: questi sono i benefici che ci aspettiamo dall'AI nel nostro modo di lavorare secondo quanto emerge dallo studio di Indeed "Il mondo di domani: il luogo di lavoro e i lavoratori del futuro". Non importa a che punto siamo nel nostro percorso, continuare ad adattarsi o ad apprendere nuove competenze, anche nell’utilizzo delle nuove tecnologie per rendere il lavoro appagante, sarà fondamentale per lavorare meglio, di meno e per valorizzare le capacità uniche dell’essere umano come creatività ed empatia. “L’intelligenza artificiale cambierà indubbiamente il nostro modo di lavorare. Ma costruirsi una carriera a prova di futuro è possibile. Il cambiamento può spaventare, ma la storia ormai ci ha insegnato che le grandi rivoluzioni portano con sé grandi miglioramenti, se padroneggiate nella giusta maniera”, commenta Gianluca Bonacchi, Senior Talent Strategy Advisor di Indeed Italia, che abbiamo coinvolto per stilare una lista di cinque consigli utili per approcciarsi al mondo delle intelligenze artificiali e costruire una carriera a prova di futuro.
1.Familiarizzare con l’Intelligenza Artificiale Generativa
L’AI fa già parte del nostro quotidiano, al lavoro o fuori. Se quest’estate avete provato a prenotare un viaggio o ad acquistare un capo di abbigliamento, ne avrete certamente avuto la prova. Se anche le aziende, per motivi organizzativi o di altro genere, sono propense all’utilizzo dell’AI nel customer care più che per supportare il lavoro quotidiano dei propri e delle proprie dipendenti, non è un buon motivo per mettere la testa sotto alla sabbia. Iniziamo a fare amicizia con gli strumenti di intelligenza artificiale, testuale o per immagini, e ad apprenderne le basi. Abituiamoci ad usarli, anche solo per gioco. Ne potremo così capire le potenzialità e come potremmo sfruttarle per le nostre esigenze professionali quando sarà il momento.
2. Individuare le competenze richieste dal mercato
Può darsi però che il momento sia già arrivato e che noi siamo rimasti e rimaste indietro. Per tenere il passo, dobbiamo capire quali sono le competenze che dobbiamo apprendere. Possiamo utilizzare l’AI generativa per scoprirlo, così sapremo quali sono le skill richieste per la posizione che ci interessa e renderci conto di quali sono le nuove competenze ricercate dalle aziende o fare un’analisi accurata degli annunci di lavoro per rendercene conto.
3. Puntare tutto sulle soft skill
L’intelligenza artificiale generativa può replicare, prevedere e rielaborare dati in un modo che simula la creazione, ma che, per la sua natura stessa, non lo è. L’AI non sostituisce la creatività né la capacità di comunicare o di negoziare, l’empatia, la leadership o l’intelligenza emozionale. Sviluppare soft skills come queste attraverso percorsi formativi all’interno o all’esterno dell’organizzazione in cui lavoriamo può fare la differenza.
4. Esercitare la flessibilità
In un mondo del lavoro in rapida evoluzione la capacità di valutare il modo migliore di reagire ai cambiamenti è fondamentale. Partecipare a progetti di formazione trasversale in un dipartimento diverso da quello di appartenenza o collaborare con altri gruppi in azienda potrebbero portare a nuove occasioni. È importante mantenere una mente aperta agli sviluppi che può prendere la nostra carriera, anche se diversi da quelli che ci si aspettava inizialmente. Le mansioni potrebbero cambiare, i ruoli ridefinirsi. Saper cogliere la trasformazione faciliterà il percorso professionale. Sia per chi si trova a muovere i suoi primi passi nel mondo del lavoro, sia per chi invece lo abita da tempo.
5.Lavorare sul proprio personal branding e ampliare il proprio network
Valorizzare la propria esperienza, raccontare il proprio percorso mettendo in luce di volta in volta gli aspetti più rilevanti per chi ci ascolta, aggiornare costantemente il proprio curriculum vitae, mantenere una rete di contatti grazie ai social network di settore o, ancora, frequentare gli appuntamenti o i luoghi più importanti per il nostro settore. Sono abitudini importanti da mantenere e che, nei cambiamenti promossi dalle nuove tecnologie, ci consentono di investire sulla risorsa più importante che abbiamo a livello professionale: noi e la nostra storia.











