Bentornati a "4 mense", il nostro voto oggi potrebbe confermare oppure ribaltare il risultato. Diciamocelo chiaramente: essere uno studente universitario oggi è diventato decisamente uno sport estremo. Tra affitti che prosciugano il conto prima ancora di aver pagato la prima bolletta e il costo della vita che fa ghosting (si può dire?) ai nostri risparmi, l'unica cosa che dovrebbe essere certa è un pasto decente a un prezzo umano. Spoiler: dipende da che parte del confine ti trovi.
In Francia gli studenti universitari pagano la mensa solo 1 euro
Mentre noi qui in Italia facciamo i conti con l'ISEE (che poi tradotto significa solo avere una casa di proprietà dei nonni) e curiosiamo sulla pagina di Milano da Scrocco per capire in quale locale poter risparmiare, in Francia hanno deciso di fare la mossa definitiva. Dal 4 maggio, il sistema universitario francese ha pensato di far riprendere agli studenti il salvadanaio (Gen Z, so che ora tu hai il wallet digitale, ma noi Millenial siamo rimasti fedeli a questo oggetto). Pasto a 1 euro per tutti. Sì, hai letto bene. Un euro. Praticamente meno di un caffè in Piazza Duomo o di un pacchetto di caramelle. Un cambiamento che ci fa fare una riflessione, soprattutto paragonandolo al costo qui in Italia. E no, non stiamo parlando banalmente di costi, ma di gesti concreti per supportare davvero la Gen Z.
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Il self service più ambito di sempre
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Forse un po' viene da ridere. Io ho partita iva, ho 29 anni, e lavoro in smart working. Non ho buoni pasto da sfruttare. Ah, il magico mondo dei freelancer. Chi invece lavora in presenza nei luoghi più disparati può essere fortunato avendo accesso alla mensa aziendale oppure, per reggere al caro vita, porta il pasto direttamente da casa. Le scuole superiori non prevedono pasti (al contrario dei college americani o nordici che terminano a pomeriggio inoltrato). E poi arriviamo al magico mondo delle università, dove solo con le tasse versate forse salterebbe fuori una quota in un ristorante in società. Eppure anche in Francia, va detto, prima di questa data il sistema era simile al nostro (anche se già più economico). Pagavi 1 euro se avevi accesso ad una borsa di studio, altrimenti te la cavavi con circa 3,30 euro. Un prezzo onesto, direte voi.
Il caro vita colpisce anche le mense universitarie
Eppure il governo francese ha capito che l'inflazione non guarda in faccia a nessuno e che la precarietà alimentare è un problema reale, non un trend che siamo abituati a scrollare su TikTok. Attraverso la rete dei Crous (gli enti che gestiscono le mense), ogni studente ora può accedere a un vassoio completo (con tanto di antipasto, piatto principale, dessert e pane) al costo di un solo euro. Un investimento non da poco che ripaga la salute mentale e fisica dei ragazzi. Immaginate di non dover più scegliere tra comprare un libro o fare la spesa, o di non dover sopravvivere a pane e pasta per l'ultima settimana del mese perché la mensa costa troppo. In Francia hanno capito che se vuoi che gli studenti performino, devi smettere di trattare il cibo come un optional o un business. In fila al self service, davanti a quel vassoio, (per una volta) sono tutti uguali.
Italia, abbiamo un problema: la mensa come un ristorante stellato (ma senza stelle)
Se spostiamo lo sguardo sulle nostre mense, il mood passa direttamente al genere horror. A Milano, ad esempio, il prezzo di 3,30 euro che dovrebbe essere la norma è in realtà un miraggio riservato a una platea ristrettissima. Per la "classe media" universitaria, quella che non rientra nei bonus, i costi lievitano così velocemente da far girare la testa.
Quanto costa davvero mangiare nelle università italiane
Alla Statale, se sei fuori convenzione, il vassoio ti costa tra i 7,50 e gli 8,50 euro. Alla Bicocca non va molto meglio, con una tariffa standard di 6,60 euro, ma è negli atenei privati che il sistema va totalmente in crash. Allo Iulm e in Cattolica è quasi impossibile pranzare con meno di 7,50 euro, cifre che rendono la pausa pranzo un privilegio per pochi. Il picco dell'assurdo si raggiunge però in Bocconi: qui, per gli studenti senza agevolazioni, il pasto può toccare i 10 euro. Avete capito bene: dieci euro per un pranzo in mensa, lo stesso prezzo che pagheresti in un locale privato fuori dall'ateneo. Vi è già andato il pranzo di traverso?










