L'8 e il 9 giugno 2025 sono due date importantissime: i cittadini italiani sono chiamati a esprimersi su cinque referendum abrogativi, di cui quattro riguardano il lavoro e uno la cittadinanza. Questi referendum abrogativi, che propongono quindi la cancellazione di una legge o di una sua parte, saranno validi solo se si otterrà il quorum, ovvero se andrà a votare più della metà delle persone che ne hanno diritto. E mentre i rappresentati politici del Paese fanno propaganda per l'astensionismo, la democrazia italiana riparte dagli artisti.

Sono tantissimi infatti i personaggi pubblici del mondo dell'arte (dal cinema al teatro, fino a scrittori e intellettuali) che stanno lanciando appelli per invitare le persone al voto dell'8 e 9 giugno. Molti sono anche i musicisti che hanno speso parole sensibilizzando sul tema, e uno su tutti è stato Ghali, con un lungo post via Instagram.

L'appello di Ghali sul referendum dell'8 e 9 giugno

Il rapper italiano di origine tunisina ha scritto: «Questo referendum non è una cosa da ignorare. Si parla di diritti, di lavoro, di cittadinanza e di cosa vuol dire davvero far parte di un Paese. Io sono nato qui e ho sempre vissuto in Italia, ma ho ottenuto la cittadinanza solo a 18 anni. Anche mia madre è diventata cittadina italiana solo quando lo sono diventato io, e questo ha complicato molte cose per entrambi. C’è chi nasce qui, vive qui da anni, lavora, paga le tasse, cresce figli, parla italiano, si sente italiano a tutti gli effetti ma non è riconosciuto come cittadino e con un “sì” chiediamo che bastino 5 anni di vita qui, non 10, per essere parte di questo Paese».

Nell'appello, Ghali ha poi continuato: «La cittadinanza non può essere solo un documento. È una questione di rispetto del tempo che abbiamo da viverci, e di dignità. L’8 e il 9 giugno si vota, e se non lo fa almeno il 50% degli elettori, tutto questo non vale niente. Il referendum cade. Non basta essere d’accordo: serve esserci. Mentre aspettiamo che cessino le ingiustizie in altre parti del mondo, proviamo qui a costruire il cambiamento, insieme».

Gli artisti che stanno sensibilizzando sul referendum: da Mahmood a Malika Ayane, passando per Gemitaiz

Intervistato a Che Tempo Che Fa, Marco Mengoni ha parlato del referendum, spiegando il suo punto di vista: «Dobbiamo andare a votare tutti. È importantissimo, poi votate quello che volete. Io andrò tra una pausa e l’altra del tour, mi sono già messo d’accordo con i musicisti». L'artista ha poi aggiunto riguardo ai tempi di tensione sociale in cui si trova l'Italia di oggi: «In questi ultimi mesi ho avuto paura di non aver più paura. Siamo abituati a vedere delle cose e ci abituiamo, a volte sembra di essere in un film. Non siamo in un film, è la realtà. […] Ho cominciato a non aver più paura del futuro ma ad aver paura di oggi, di domani e tra un minuto».

Sono diversi gli artisti che hanno sostenuto la partecipazione tramite i canali ufficiali del referendum. Sulla pagina Instagram del Referendum Cittadinanza, Malika Ayane, da ambasciatrice Oxfam, ha lanciato il suo appello: « Votare è un nostro diritto, ma anche un dovere. Le cose possono cambiare solo se noi andiamo a esercitare il nostro voto. Possiamo essere artefici di un futuro migliore per noi e le prossime generazioni». Anche Mahmood è apparso sul profilo di Referendum Cittadinanza, posando con una bandiera italiana e la scritta: «8-9 giugno, sì al referendum cittadinanza».

Sulla pagina TikTok del Comitato di Roma e Lazio a sostegno del Referendum, anche Gemitaiz ha lanciato un appello: «Mi raccomando, 8 e 9 giugno andate tutti a votare per riformare cittadinanza e lavoro, è una cosa importante». Come riporta Billboard, sono diversi gli artisti che hanno espresso l'importanza del voto, da Jake La Furia a Elodie, passando per Gaia e La Niña. Una sensibilizzazione collettiva che, nel migliore dei casi, riuscirà a portare più giovani al voto.