All'Università di Barcellona 14.000 studenti tra universitari e dottorandi dovranno seguire un corso accademico sulla crisi climatica, lo stesso vale peri i 6.000 docenti dell'ateneo che parteciperanno obbligatoriamente a un programma di formazione sulle questioni ambientali. L'annuncio è arrivato dopo un'occupazione di sette giorni da parte di un gruppo dell'organizzazione ambientalista End Fossil Barcelona che ha poi contrattato con l'amministrazione dell'Università. La lotta al global warming passa anche attraverso l'istruzione.
«Riconoscere che tutti dobbiamo studiare questa materia segna un cambiamento nel paradigma dell'istruzione universitaria», ha affermato Federico Demaria, professore di economia all'università e uno dei 200 docenti che hanno sostenuto le richieste degli studenti ambientalisti, «il fattore scatenante è stata l'occupazione studentesca, ma mostra un cambiamento culturale generale. Dieci o 15 anni fa l'università avrebbe mandato la polizia. Ma ora non puoi cacciarli perché sai che hanno ragione e la società li supporta». Il corso inizierà nel 2024, sarà obbligatorio per tutti gli iscritti e varrà cinque crediti. Ogni credito rappresenta 25 ore di studio: 15 a casa e 10 in classe. Saranno 50, quindi, le ore di insegnamento in presenza e per questo, come riporta il Guardian, è probabile che l'università avrà bisogno di assumere più personale.
Il corso verrà strutturato nei prossimi mesi da un comitato di esperti e accademici in gran parte nominato su parere degli attivisti. End Fossil ha accolto con favore la decisione anche se spera in ulteriori accordi con l'Università affinché l'ateneo intraprenda ulteriori azioni per contrastare la crisi e ponga fine alla collaborazione con alcuni enti che finanziano i combustibili fossili tra cui la compagnia petrolifera Repsol. La nascita del corso, però, non è vista solo come l'ennesimo contentino al sapore di greenwashing. Secondo l'attivista di End Fossil e dottoranda all'Università di Barcellona, Lucía Muñoz Sueiro «non è solo l'ennesimo corso sullo sviluppo sostenibile», ma l'idea è quella di «combinare gli aspetti sociali ed ecologici della crisi, che sono interconnessi».
Maggiore istruzione sulla crisi climatica significa maggiore consapevolezza, maggiore urgenza nel muoversi per cambiare le cose e una più concreta possibilità che nascano nuove idee per un futuro più sostenibile.












