Tutto farebbe pensare al retaggio culturale di una sessualizzazione femminile che esiste da sempre nella rappresentazione della donna, in tutte le sfumature dell’espressione artistica e non. Standard che ultimamente sono finiti alla graticola, stereotipi da sradicare per insegnare la diversity e l’inclusione anche e soprattutto attraverso lo story telling affidato ai mass media. Nei cartoon, di cliché ce ne sono sempre stati tantissimi, anche se ultimamente le cose sono migliorate con l'eliminazione massiccia di topoi sessisti e razzisti. La domanda è: perché nei cartoni animati le donne sono ancora e spesso rappresentate con i fianchi pronunciati? Non sarà per caso il solito stereotipo della "donna a pera o clessidra"?
Il canale Youtube fullcomma ha provato a rispondere: perché Elastigirl de Gli Incredibili, Megara di Hercules della Disney, la mamma del Laboratorio di Dexter e persino Judy Hopps, il coniglio protagonista di Zootopia sono raffigurate con fianchi larghi? Nel video (vedi sopra) si fa un chiaro riferimento alla tecnica chiamata Hartman Hips, che prende il nome dall'animatore Butch Hartman, i cui cartoni animati fanno spesso uso di questo tropo, utilizzato «per distinguere i personaggi femminili tra donne e bambine e adolescenti». In pratica la donna, in una sorta di codice universale viene disegnata con un busto piccolo, una vita molto stretta, spalle strette e fianchi molto larghi spesso accompagnati da un lato b importante in una «figura a forma di pera esagerata» al contrario di bimbe e ragazze dal fisico più filiforme e ancora infantile. Questo è chiarissimo nei lavori di Genndy Tartakovsky o di Stephen Silver.
«Il character designer di un cartone particolarmente stilizzato utilizza questa tecnica per far apparire la donna più matura», si legge su Tv Tropes, che approfondisce il tema. Fianchi larghi, ma no ai seni particolarmente abbondanti, perché «il décolleté grande e una figura a clessidra non sono considerati orientati alla famiglia e i cartoni animati nascono proprio come prodotto per le famiglie». Il diktat è chiaro, ovvero evitare la sessualizzazione del personaggio: «Se non puoi fare affidamento su un seno grande, come puoi far sembrare femminile e più maturo il tuo personaggio? Restringi la vita, le spalle e allarga i fianchi. Di molto». Ma è davvero così?
Un «tropo artistico», dunque, nessun lascito machista di ipersessualizzazione femminile. Ma davvero ad oggi non ci sono altri modi per rappresentare le donne e differenziarle in base all'età se non con la dimensione dei fianchi? Davvero affidarsi a disegni più realistici che non sottolineano una forma alla Kardashian non sarebbe così immediato per il lettore o spettatore? In realtà i fumetti indipendenti, dove i personaggi maschili e femminili sono rappresentati in modo molto simile stanno diventando sempre più popolari. Forse l'Hartman Hips non è l'unica via percorribile.











