È difficile immaginare una sfida più ambiziosa di questa: trasformare uno dei poemi più importanti della letteratura occidentale in un film di poco più di tre ore. Christopher Nolan ci ha provato con Odissea, il kolossal che sta dominando il botteghino mondiale e riportando milioni di spettatori dentro il viaggio di Ulisse, interpretato da Matt Damon.
Ma chi conosce anche solo un po' il poema di Omero se n'è accorto subito: alcune delle scene più iconiche sono cambiate, altre sono state completamente eliminate e diversi personaggi hanno assunto un ruolo molto diverso rispetto all'originale.
Una scelta inevitabile. L'Odissea è composta da 24 libri e oltre 12 mila versi: raccontarla senza tagli sarebbe stato impossibile. Nolan ha quindi dovuto decidere cosa conservare, cosa condensare e cosa sacrificare per costruire una storia che funzionasse anche sul grande schermo.
Dal celebre trucco di Ulisse che si presenta a Polifemo come "Nessuno" alla relazione con Circe, fino al destino delle ancelle e al viaggio nell'isola dei Feaci, ecco le differenze più importanti tra l'Odissea di Christopher Nolan e il poema di Omero.
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Le scene che Nolan ha cambiato (o eliminato)
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"Nessuno mi sta facendo del male"
La scampata fuga dalla caverna del gigante c'è ed è un vero colpo al cuore, ma coloro legati al poema avranno sicuramente notato che manca il pezzo forte di tutta la scena. Nel testo classico, infatti, la vera forza di Ulisse sta nelle parole. Si presenta a Polifemo dicendo di chiamarsi "Nessuno". Così, quando gli salta addosso, il povero Ciclope si mette a urlare ai quattro venti: «Nessuno mi sta uccidendo!», convincendo l'intera truppa dei suoi simili a piantarlo in asso. Nel film, invece, nessun dialogo e, già che c'eravamo, niente amici ciclopi intorno. A svelare l'arcano ci ha pensato proprio Nolan ai microfoni del The Daily Show. Chiacchierando con Jon Stewart, il regista ha ammesso di aver provato di tutto pur di salvare quel mitico botta e risposta, arrendendosi solo all'evidenza dei fatti:
«Lo so benissimo, è una trovata geniale. Il problema è che i giochi di parole legati alle traduzioni sono una vera spina nel fianco al cinema. Ci ho tentato in tutti i modi, ma sullo schermo proprio non ne voleva sapere di funzionare».
I Lestrigoni
Nel film, una delle sfide più insidiose per Ulisse e i suoi uomini è la fuga dai Lestrigoni. La scelta visiva di Nolan li rende però sorprendentemente simili ai cybermen di Doctor Who. Un dettaglio decisamente bizzarro, considerando l'epoca in cui è ambientata la storia. E la spiegazione è molto semplice: nel poema di Omero queste figure sono completamente diverse. Non hanno nulla di tecnologico o futuristico, ma sono descritte come una spaventosa razza di giganti cannibali che distruggono le navi scagliando enormi macigni dal mare.
Il flirt con la maga Circe
Una delle scene più memorabili del poema è quella in cui la maga Circe (Samantha Morton) trasforma gli uomini di Ulisse in maiali. Questa sequenza inquietante è presente anche nel film, dove mancano però diversi dettagli. Nel poema, grazie ai consigli del dio Ermes e all'uso dell'erba moly, Ulisse diventa immune ai poteri della maga, che finisce per innamorarsi di lui. L'eroe accetta così di rimanere sulla sua isola per un anno e i due iniziano una relazione passionale, in cambio della promessa di far tornare i suoi uomini umani. In alcune traduzioni dell'opera, Circe e Ulisse hanno persino dei figli maschi. Ed è proprio lei, inoltre, a condividere con lui le informazioni vitali per affrontare le sfide successive.
I genitori di Ulisse
Durante la visione viene quasi spontaneo chiederselo: che fine hanno fatto la madre e il padre del protagonista mentre lui cercava di tornare a casa? Nel mito classico la famiglia gioca in realtà un ruolo emotivo fortissimo. A partire dalla madre Anticlea, che Ulisse scopre essere morta di dolore proprio quando scende nel Regno dei Morti, regalandoci uno degli incontri più struggenti del poema. Sulla terraferma resta invece ad attenderlo nell'ombra fino al momento del riabbraccio finale a Itaca papà Laerte, per una delle scene più intense dell'intera storia. Nel film, purtroppo, di tutta questa toccante parentesi familiare non è rimasta neanche l'ombra (per l'appunto).
Le (tante) persone nel mondo sotterraneo
E a proposito del viaggio nel Regno dei Morti, nel poema omerico quella tappa si trasforma in una vera e propria raccolta di volti della mitologia. Ulisse finisce per incrociare lo sguardo con guerrieri leggendari come Achille, figure simbolo come Leda (la celebre madre di Elena di Troia) e perfino la madre e la moglie di Ercole. Un taglio del tutto logico, quindi (anche se riservare un piccolo momento almeno alla madre dell'eroe avrebbe forse regalato alla scena quel pizzico di carica emotiva che si è un po' persa durante il film).
I mangiatori di Lotofagi
Nel film, la parentesi con Calipso (interpretata da una splendida Charlize Theron) prende una piega decisamente diversa: è proprio lei a somministrare i famosi fiori di loto a Ulisse per annebbiargli la mente e tenerselo stretto. Nel poema originale, però, le cose vanno in modo del tutto differente. I fiori che fanno perdere la memoria appartengono a un capitolo a parte. L'intero equipaggio sbarca infatti sulla celebre Isola dei Lotofagi, cedendo alla tentazione di quel cibo magico che fa dimenticare a tutti l'unico vero obiettivo: ritrovare la strada di casa.
Calipso si rifiuta di lasciare andare Ulisse
Nel film vediamo Calipso che spinge Ulisse a ricordare il suo passato e asseconda il desiderio di andarsene. La storia originale, però, raccontava tutta un'altra realtà. Nel poema la ninfa non vuole affatto lasciarlo partire, anzi! Per sbloccare la situazione deve intervenire direttamente il consiglio degli dèi, mandando Ermes a spiegarle che restare lì non appartiene al destino di Ulisse e costringendola così a cedere e a lasciarlo andare.
Viaggio in Feacia
Il finale del film mostra Ulisse sulla sua zattera diretto verso Itaca, facendo sembrare il rientro un viaggio senza tappe intermedie. Nel testo originale, però, manca un passaggio chiave di tutta la vicenda. Dopo aver salutato Calipso, infatti, l'imbarcazione viene spazzata via dalla furia di Poseidone. Il naufragio lo trascina fino alle spiagge dell'isola di Feacia. Proprio qui, davanti ai suoi ospiti, Ulisse ripercorre tutte le avventure e le prove superate fino a quel momento, ottenendo l'aiuto decisivo per rimettere piede a casa sano e salvo.
Le 12 ancelle
Nel film, il tradimento della servitù ha il volto inquietante di Melanto (Mia Goth), la serva che voltando le spalle a Penelope (Anne Hathaway) diventa l'amante di Antinoo (Robert Pattinson). Il suo personaggio funziona per condensare una delle tappe più cruente del poema classico: la spietata punizione delle dodici ancelle colpevoli di essere andate a letto con i pretendenti. Nel testo originale infatti, dopo la strage dei proci spetta proprio a loro ripulire il sangue del massacro (prima di finire tutte sulla forca per mano di Ulisse e Telemaco). Una scena raccapricciante e violenta che il film ha preferito eliminare del tutto. Questa esecuzione è compiuta principalmente da Telemaco, e mostrarla avrebbe creato una rottura con il suo personaggio nella pellicola, al quale Tom Holland dà un carattere del tutto diverso (e molto meno spietato).
È il destino di ogni adattamento: scegliere cosa raccontare e cosa lasciare fuori. Nolan ha preferito costruire un'Odissea più compatta, più cinematografica e più concentrata sul viaggio interiore di Ulisse. Chi cerca il poema di Omero lo troverà ancora tra le sue pagine. Chi cerca un'interpretazione personale, invece, probabilmente la troverà proprio in questi tagli.















