«Gli immaturi siete voi», un grande cartello troneggia davanti a un folla di ragazzi delle scuole superiori che protestano e chiedono al ministro dell'Istruzione di venire ascoltati. In ballo c'è una scuola che non rispecchia le esigenze dei ragazzi, che non li mette al primo posto e che, soprattutto, non tutela la loro sicurezza. «La vostra scuola uccide», «di scuola-lavoro non si può morire», si legge in alcuni cartelli. La morte di Lorenzo Parelli, rimasto ucciso a fine gennaio in una fabbrica di Udine, mentre svolgeva un apprendistato previsto dal Centro di Formazione Professionale che frequentava, ha provocato un'ondata di rabbia. Poi, è toccato a Giuseppe Lenoci, un ragazzo di 16 anni, morto in un incidente stradale in provincia di Ancona mentre era in viaggio per uno stage per conto di una ditta di termoidraulica. Gli studenti non hanno nessuna intenzione di porre fine alle proteste.

continuano le proteste degli studenti, ecco cosa chiedonopinterest
Stefano Montesi - Corbis//Getty Images
Gli studenti protestano a Roma

Le manifestazioni proseguono ormai da quasi un mese in almeno 40 città tra cui Milano, Napoli, Bologna, Roma Genova, Venezia, Palermo, Firenze, Bari, Perugia e Padova. In certi casi ci sono stati scontri accesi con le forze dell'ordine e la polizia ha caricato con violenza i cortei per reprimere le manifestazioni. Gli studenti, esasperati dalla Dad e dalle conseguenze della pandemia sulla loro istruzione, chiedono che il ministro Patrizio Bianchi ascolti le loro richieste che comprendono, in primis, più fondi alle scuole pubbliche e l'abolizione delle prove scritte dell'esame di maturità. Da poco, infatti, il governo ha deciso di reintrodurre le due prove scritte da svolgere in presenza che erano state abolite durante l'emergenza sanitaria. Secondo gli studenti si tratta di una scelta troppo repentina e vicina alla fine della scuola. «Dopo due anni di Dad non c'è programmazione e i cambiamenti avvengono tutti sulla nostra pelle», spiegano.

continuano le proteste degli studenti, ecco cosa chiedonopinterest
Stefano Guidi//Getty Images
Alcuni studenti a una manifestazione a Torino

Tra le richieste c'è poi l'abolizione o revisione dell'alternanza scuola-lavoro. «L'alternanza scuola lavoro dev'essere sicura e utile», dice Gaia Gennari, una studentessa di 18 anni a Repubblica, «io l'ho fatta, un periodo alla Banca Centrale, un altro alla casa di cura del Cottolengo. Eravamo in mezzo alla pandemia, non avevo il certificato di sicurezza sul lavoro. E mi sento comunque un po' privilegiata, erano attività attinenti al mio percorso di studi». «Nella maggior parte dei casi quei progetti sono una perdita di tempo, sarebbe meglio studiare», dice invece Giorgio Caruso, 17 anni, «la scuola dev'essere un trampolino sul mondo del lavoro. Ma non verso la morte come è accaduto a Lorenzo». «La formazione si fa nelle aule, studiando, spingendo i giovani a sviluppare un approccio critico rispetto alle ingiustizie sociali, allo sfruttamento lavorativo, contro la guerra», dichiara ancora una studentessa del liceo Umberto I di Palermo all’Ansa, «non si fa nei posti di lavoro, in cui diventiamo manodopera gratuita che sostituisce i lavoratori». Lunedì gli studenti e le studentesse saranno ascoltati in Commissione Cultura alla Camera ma, per ora, le proteste continueranno.

continuano le proteste degli studenti, ecco cosa chiedonopinterest
Marco Cantile//Getty Images
Cartelli a una manifestazione studentesca a Napoli