Negli ultimi anni la scuola è diventata uno degli spazi narrativi più frequentati dalle serie tv italiane (streaming o tv generalista, poco importa). Un luogo che sembrava destinato a racconti per adolescenti è invece tornato centrale anche nel racconto per adulti, trasformandosi in uno specchio sociale capace di parlare a generazioni diverse. Dopo il successo di serie come Skam Italia e Un professore, il filone non si esaurisce. Al contrario, si rinnova con nuovi titoli e nuove prospettive. La preside, in arrivo su Rai1 con Luisa Ranieri in 4 prime serate dal 12 gennaio, e A testa alta, che vedrà Sabrina Ferilli protagonista su Canale5 per 3 puntate dal 7 gennaio, confermano che la scuola diventa sempre più centrale nel cuore del racconto. Dopo aver occupato con set ospedali, tribunali e commissariati, la scuola è diventata uno dei pochi luoghi in cui conflitti privati e questioni della società si incontrano ogni giorno. È uno spazio attraversato da giovani, adulti, istituzioni, famiglie, aspettative ma anche fallimenti. E soprattutto è un luogo che tutti, in un modo o nell’altro, conoscono e hanno vissuto.



La scuola batte ospedali e tribunali

Iscriviti al canale Whatsapp di Cosmopolitan Italia

Per anni le serie tv hanno vissuto di ambienti chiusi: corsie d’ospedale, aule di tribunale, commissariati. Oggi, però, sembrano meno adatti a raccontare un presente confuso e instabile. Se pensiamo agli anni 2000 (da Friends fino a ER - Medici in Prima Linea al Commissario Rex per intenderci) le serialità hanno visto un upgrade non indifferente. Eppure, progetti a tema scuola, sono andati in onda. Da I Liceali, al liceo frequentato da I Cesaroni (che tornano su Canale5 a breve), Un Medico In Famiglia fino al salto nel tempo con Emilio Solfrizzi alle scuole elementari di Sei Forte Maestro. Ecco la chiave del successo: la scuola non ha soluzioni immediate e non promette finali netti. Tra i banchi convivono generazioni diverse, visioni opposte, aspettative spesso incompatibili. È un luogo in cui nessuno ha davvero il controllo totale (nemmeno chi dovrebbe averlo). Ed è per questo che funziona così bene sullo schermo. Ogni episodio (proprio come accaduto con Skam Italia, Prisma o Un Professore) può parlare di identità, autorità, inclusione, disagio, senza però sembrare forzato. In Skam infatti la scuola era il punto di partenza per raccontare chi si sta formando. In Un professore diventava lo spazio in cui anche gli adulti mettevano in discussione sè stessi. Ora, con La preside e A testa alta, il racconto sale di livello con un campo di battaglia quotidiano dove si prendono decisioni che hanno conseguenze reali sulla vita della Gen Z (e non solo).

Due scuole, due donne, stesso campo di battaglia

La preside e A testa alta partono dallo stesso luogo, ma raccontano due tensioni diverse. Nella serie Rai, Luisa Ranieri interpreta una dirigente scolastica chiamata a rimettere ordine in un istituto complesso, attraversato da problemi e conflitti interni. Il suo personaggio si muove in equilibrio costante tra autorevolezza e ascolto, tra regole e umanità, in una scuola che diventa una comunità più ampia. A testa alta, su Canale5, invece sceglie un tono diverso (seppur simile). Sabrina Ferilli interpreta una donna che si trova a gestire una situazione di crisi profonda, in cui la scuola diventa il luogo in cui esplodono disagio sociale, rabbia e fratture generazionali. Viene affrontato un tema, su tutti: il revenge porn. Video e foto intime possono viaggiare in breve tempo da chat a chat tra alunni e gli stessi docenti. Qui il racconto è più diretto, quasi fisico, e usa la scuola come spazio in cui i nodi irrisolti della società arrivano tutti insieme. Ed è proprio questo il punto. Questi progetti tv e streaming funzionano probabilmente perché non parlano solo di studenti o insegnanti, ma di responsabilità. La scuola, più di ogni altro luogo, permette di raccontare tutto questo. E forse è per questo che continuiamo a tornarci: perché è proprio dietro quei banchi che il futuro prende vita, tra incertezze e crisi generazionali (nonostante tutto).